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Salvatore Ferrandes: sua maestà il passito di Pantelleria

Salvatore Ferrandes

Salvatore Ferrandes

Intervista a Salvatore Ferrandes, produttore di uno dei passiti più apprezzati di Pantelleria, risultato della su filosofia di vita, del suo modo di concepire il fare vino, di essere vignaiolo. Un coinvolgimento totale e faticoso nel contesto unico e difficile che è il territorio dell'isola:"Ho ricevuto delle gratificazioni, che in verità non ho cercato. Ne sono molto grato, ti incoraggiano ad andare avanti"

Dire chi è Salvatore Ferrandes, da tutti chiamato affettuosamente “Salvatureddu”, non è facile. Di certo, non lo incontrerete in manifestazione vitivinicole o kermesse del settore a parlare dei suoi prodotti o vantarsi dei tanti premi ricevuti.

Per conoscere Salvatore dovrete venire a patti con i suoi tempi ed il suo mondo. Tempi e mondo che appartengo alla sua cantina, nella zona di  Mueggen basso, a Pantelleria, ovviamente,- quasi introvabile se non seguite le indicazioni a cui bisogna prestare attenzione,-  ricavata da un antico dammuso di famiglia del 1600, ristrutturato per adeguamenti a disciplinari e normative.c

Il suo tempo è il lavoro nei campi a curare le varie fasi che la vite di zibibbo ad alberello necessita. Il suo mondo è il suo lavoro, quindi seguire scrupolosamente gli stadi e gli aspetti della lavorazione dei vini e del suo prestigioso passito (il Ferrandes), sino al punto di arrivare, in questo periodo di settembre dove sono in atto fermentazioni e trasformazioni chimiche del mosto, a dormire in cantina per accompagnare tutte le fasi di maturazione e arricchimento. Il costante controllo e lavoro delle serre ad accompagnare l’uva messa ad asciugare al giusto punto di essiccamento. Immenso supporto, la moglie Dominica.

 Il risultato dei suoi prodotti, del suo passito, è la somma della sua filosofia di vita, dal suo modo di concepire il fare vino, di essere vignaiolo. Un coinvolgimento totale e faticoso nel contesto unico e difficile che è il territorio ed i terreni coltivati di Pantelleria, in cui fare e produrre vini naturali di nicchia, assume quasi un contesto eroico.

pAllora Salvatore, come nasce questa tua passione per la campagna, per il vino?

"Che dire, in effetti non è che abbia avuto possibilità di scelta, -dice sorridendo- , quando ero ragazzo qui, a Pantelleria, tutti erano contadini, non c’erano altre possibilità di scelta. Tutti andavamo in campagna a lavorare con i genitori, con amici o parenti".

Comunque le tue conoscenze, il tuo sapere è andato parecchio oltre le conoscenze di un semplice contadino. Hai anche lavorato per prestigiose cantine.

"In realtà le cose sono andate così; quando ho iniziato a fare passito, dopo qualche anno, il mio prodotto è stato gradito e conosciuto anche da famosi produttori di vini di Marsala. Ho potuto conoscere così  Giacomo Rallo che allora era direttore amministrativo della Diego Rallo & Figli, così quando lui ha deciso di venire a produrre a Pantelleria, idea lungimirante, dove aveva affittato dei terreni, mi ha chiesto di collaborare con lui, facevo il procuratore". o

Dove hai affinato le tecniche di lavorazione del vino ed in particolare del passito?

"Con l’esperienza e soprattutto con tanti errori. Gli errori sono fondamentali e si cresce parecchio sbagliando. Vedi, tanti anni fa il passito non era una produzione così importante come adesso, se ne produceva poco, giusto per avere un prodotto dolce per le feste o da regalare ad amici. Qui si faceva ciò che il mercato richiedeva, c’era una forte richiesta dell’uva fresca ed allora ci si dedicava a produrre buona uva da tavola. In seguito forte è stata la richiesta di uva passa, la volevano in tutti i mercati ed era il prodotto trainante dell’agricoltura isolana. Io ho iniziato a fare passito nel 76, dato che cominciava a crescere la richiesta di questo prodotto. Ho cominciato a sperimentare unendo il lavoro pratico alla ricerca costante di informazioni tecniche e burocratiche".c

Hai comunque, in questi ultimi anni, ricevuto dei riconoscimenti di livello internazionale.

"In fondo penso di essere stato fortunato. Capisci anche che c’è un movimento nel settore vitivinicolo, che  certe cose  vanno al di là del semplice bicchiere di vino o di bontà dello stesso. Si valuta la persona, il suo lavoro, il suo mondo, il contesto che non è solo agricolo ma anche sociale ed ambientale. Per fortuna negli ultimi anni si sono aperti spiragli per gente come me che produce vini naturali e fa agricoltura sostenibile".

Di seguito alcuni riconoscimenti al passito Ferrandes:

L’ESPRESSO, Guida “I Vini d’Italia” 2010: Passito di Pantelleria 2005 Vino d’Eccellenza punteggio:18,5/20

GIORNALE DI SICILIA “Vini di Sicilia” 2010 Passito di Pantelleria 2005 Cinque stelle

L’ESPRESSO, Guida “I Vini d’Italia” 2011: Passito di Pantelleria 2006 Vino d’Eccellenza punteggio:18,5/20

SLOWWINE Guida 2012 CHIOCCIOLA: Passito di Pantelleria 2007    Vino slow

L’ESPRESSO, Guida “I Vini d’Italia” 2012: Passito di Pantelleria 2007 Vino d’Eccellenza punteggio:18,5/20

SLOWWINE Guida 2013 CHIOCCIOLA: Passito di Pantelleria 2008    Vino slow

L’ESPRESSO, Guida “I Vini d’Italia” 2013: Passito di Pantelleria 2008 Vino d’Eccellenza punteggio:18,5/20

SLOWWINE Guida 2014 CHIOCCIOLA

L’ESPRESSO, Guida “I Vini d’Italia” 2014: Passito di Pantelleria 2009 Vino d’Eccellenza punteggio:20/20*

*il primo e l’unico vino siciliano e a livello nazionale il primo passito a ottenere 20/20 nella storia della guida

SLOWWINE Guida 2015 CHIOCCIOLA: Passito di Pantelleria 2009 Vino slow

LA REPUBBLICA, Ristoranti della Sicilia 2015-2016: Passito di Pantelleria 2007   5 stelle

SLOWWINE Guida 2016 CHIOCCIOLA: Passito di Pantelleria 2012 Vino slow

 

 

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