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Che presente avremmo, se conoscessimo le dinamiche del futuro?

Una riflessione dell'economista Marc Reinganum del 1986 sui tassi d'interesse appare oggi profetica

Macchina del tempo
Tutte le principali potenze scientifico-militari hanno esplorato l'opzione di viaggiare nel tempo. Un'opportunità sperimentata anche oggi, certo in modo meno scientifico e teorico, anche dagli economisti di tutto il mondo: ma sapranno davvero cosa sta succedendo?

Conoscere il futuro sarebbe di ovvia utilità per chi guida le strategie dei grandi paesi. Le principali potenze scientifico-militari hanno esaminato con cura la possibilità di viaggiare nel tempo, specialmente da quando la fisica quantistica abbia cominciato a porre, seppure alla lontana, le basi teoriche per un’impresa del genere. In estrema e criminale sintesi, con la dimostrazione teorica che almeno le informazioni possano viaggiare nel tempo e tenendo presente che dal punto di vista quantistico la materia sia solo una sorta di informazione – tali escursioni potrebbero diventare possibili: forse, in teoria, e con tutti i paradossi del caso… La matematica però non spiega come fare. Lo si potrebbe forse chiedere ai presunti viaggiatori in arrivo dal futuro. È fantascienza, ma fantascienza molto antica. Il tema dei viaggi temporali già appare nel Mahābhārata, un grande poema epico dell’India, la cui stesura risale al IV secolo a.C. È presente anche nel Talmud ebraico (circa 300 d.C.) e negli annali giapponesi del Nihongi, del 720 d.C.

Ora è in corso la sistematica – seppure eccentrica – caccia ai possibili viaggiatori temporali, partendo dall’idea che si rivelerebbero attraverso la loro conoscenza del nostro prossimo futuro. La ricerca più originale è partita il 28 giugno del 2009 con un rinfresco per i “Time Travellers”– con tanto di champagne e antipasti – organizzato dal grande fisico Stephen Hawking. Hawking però ha atteso di spedire gli inviti solo dopo la data prevista, ragionando che la “memoria storica” dell’invito sarebbe rimasta a quei posteri in grado di tornare nel tempo per intervenire. È rimasto deluso o forse no. “Sono rimasto seduto lì a lungo”, ha detto, “ma non si è presentato nessuno”, ciò che probabilmente voleva dimostrare. Più di recente, due fisici della Michigan Technical University, Robert Nemiroff e Teresa Wilson, hanno pensato di usare Internet per cercare i possessori di informazioni temporalmente “impossibili” prima di due importanti avvenimenti: la scoperta della cometa solare “ISON” nel 2012 e l’elevazione alla Santa Sede dell’attuale Papa Francesco nel 2013, due fatti che si presume resteranno nella storia futura. Come nel caso di Hawking, non si è “presentato” nessuno. Nemmeno un misero Tweet anacronistico ha anticipato le notizie. I due però scrivono: “Potrebbe essere fisicamente impossibile per chi viaggia nel tempo lasciare le prove del soggiorno nel passato… oppure che i viaggiatori temporali non vogliano farsi trovare e siano bravi a coprire le loro tracce”.

Nel 1986 un economista dell’University of Southern California, Marc Reinganum, ha pubblicato un ragionamento secondo la quale chiunque possedesse una macchina del tempo avrebbe un fortissimo incentivo a utilizzare la sua conoscenza del futuro per ammassare enormi profitti sui mercati finanziari, e su una scala che avrebbe spinto i tassi d’interesse verso lo zero. Secondo lui, il fatto che i tassi restavano invece positivi avrebbe dimostrato che gli operatori del futuro non stessero intervenendo nei mercati. Reinganum, scrivendo trent’anni fa, non poteva immaginare un’epoca – la nostra – in cui la Banca centrale europea (BCE) avrebbe fissato tassi d’interesse negativi. Sarà forse la prova che il futuro si stia vendicando per i debiti che la nostra società gli sta lasciando in eredità?

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