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Donne e giovani esclusi dall’Italia del futuro? La reazione per il post Covid-19

Bisogna fare presto, prima che sia troppo tardi! In Italia c'è chi sta reagendo all’emergenza disoccupazione femminile e giovanile; l'appello agli USA

di Ilaria Nizzo

At work with Mission Bambini

L’Italia del futuro, ma anche, e soprattutto, quella del presente, rischia di essere una nazione di esclusi, primi fra tutti le donne e i giovani. In questa emergenza Mission Bambini, no profit italiana con sede a Milano, si è attivata per aiutare le donne e i giovani lanciando una campagna di raccolta fondi anche negli Stati Uniti

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Non è una minaccia e neanche un appello! E’ la realtà: quella delle donne, madri italiane che rischiano di tornare “al focolaio domestico” invece che al mondo del lavoro! Nonostante il Family Act, fortemente voluto dalla ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, rappresenti, come lei stessa ha affermato, “il desiderio di ripartire con proposte chiare che vogliano cambiare in meglio la vita delle nostre famiglie”, questa crisi sta portando alla luce le fragilità del nostro Paese: la disoccupazione femminile e l’educazione delle nuove generazioni.

Sul fronte femminile degli oltre 9,8 milioni di donne occupate in Italia, le madri sono quasi 5,4 milioni. E per quelle con figli minori il ritorno al lavoro potrebbe essere difficile se non impossibile. Non ci sono, infatti, dati certi su quante aziende riusciranno a ri-aprire e neppure su quando e come le scuole inizieranno. L’indagine del Censis «Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020» condotta su un campione di 2.812 dirigenti scolastici (pari al 35% del totale dei presidi italiani) attesta, come gli studenti esclusi dalla didattica sono stati 9 su 10. Cioè solo l’11% delle scuole è riuscita a coinvolgere i propri studenti nelle lezioni on-line. Un risultato raggiunto principalmente grazie alla “buona volontà e impegno degli insegnanti e di tutto il corpo docente”, scrive nel suo report il più importante centro di ricerca socio-economica del nostro Paese.

Mission bambini al lavoro

L’Italia del futuro, ma anche, e soprattutto, quella del presente, rischia di essere una nazione di esclusi, primi fra tutti le donne e i giovani. In questa emergenza Mission Bambini, no profit italiana con sede a Milano ma presente in tutta Italia, si è attivata per aiutare le donne e i giovani lanciando una campagna di raccolta fondi negli Stati Uniti.

Ha voluto chiamare così la campagna di fund raising: Italians call Americans: Help to rebuild Italy as after WWII perché ancora una volta i cittadini americani, le comunità di italo americani, gli italiani che risiedono all’estero, possono avere un ruolo fondamentale nell’aiutare l’Italia in questa crisi che sembra ricordare quella già vissuta dal nostro paese, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. 

Sara Modena è il direttore di Mission Bambini e con poche, ma semplici risposte, descrive la drammaticità del momento e l’importanza di ricevere un sostegno internazionale.

Perchè è così importante l’aiuto di tutti quelli che amano il nostro Paese: dagli italo americani, agli italiani che vivono all’estero, ai cittadini americani?

La consegna di cibo a famiglie italiane bisognose

“Già in occasione del terremoto nel centro Italia, nell’agosto del 2016, il sostegno mondiale è stato fondamentale per far rinascere asili, scuole e per portare viveri e offrire sostegno psicologico alle persone terremotate”.

A chi si rivolge la campagna di fund raising lanciata sulla piattaforma KBFUS?  

“A tutti!  Covid-19 è un problema globale e noi, di Mission Bambini, proponiamo una risposta Globale.

Rivolgiamo la richiesta di aiuto agli Italiani che vivono all’estero, agli italo americani che risiedono negli Stati Uniti e, soprattutto, ai cittadini americani. Tutti possono donare. In particolare va sottolineato che la piattaforma KBFUS è riconosciuta dal sistema fiscale americano come no profit, e garantisce a tutte le donazioni di poter essere detratte fiscalmente negli USA!”

Oltre a lanciare una campagna di fund raising avete anche aperto una no profit a New York?

Ci piacerebbe trovare dei partner come fondazioni, aziende o agenzie negli Stati Uniti, perché collaborino con noi impedendo che in Italia cresca ulteriormente la disoccupazione delle donne, dove purtroppo è già presente il peggior tasso di occupazione femminile, e sostenga le nuove generazioni perché non siano “costrette” a lasciare il loro Paese. Da questo giornale lancio quindi un appello a tutti”. 

Se siete privati cittadini, Aiutateci cliccando e donando a questo link della campagna di raccolta fondi internazionale

Se siete fondazioni, aziende o possibili partner contattate Maria Elena DiFazio a questo indirizzo mail: mariaelena.difazio@missionbambini.org

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