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La furia di Trump su Tik Tok? Non temete tikkottiani, ci pensa “Don” Microsoft

Paura della Cina più vicina? Entro settembre Microsoft potrebbe comprare il potente social network amato dai giovanissimi con il placet della Casa Bianca

President Donald Trump in the illustration by Antonella Martino

“Essere bravi negli affari è la forma d’arte più affascinante”. Andy Warhol non aveva dubbi! E così Microsoft di certo non ha voluto perdere l’occasione di fare un gran favore a sé stessa, facendo finta di fare un favore a Donald Trump e di mettere in sicurezza la privacy degli americani.  L’ennesima riprova che oggi il vero potere, come mi sono più volte permesso timidamente di scrivere, è nell’algoritmo e nella forza di scatenare sui social non emozioni, ma emotivismo. E Tik Tok lo sa fare molto bene. Si mordono le mani quelli che l’hanno sottovalutato.

Prova a chiudere la partita Microsoft con una mission impossible benedetta dalla Casa Bianca. E del resto a Donald, all’uomo più potente del terra, al Comandante in capo, sotto nei sondaggi, non è andata giù la beffa durante della sua campagna ad opera di un po’ di ragazzotti e ragazzotte su Tik Tok. E poi il rischio, alto, che i dati sensibili degli americani arrivino in Cina nelle mani del Governo comunista. Scenari da guerra fredda giocata per il dominio sui social. Molti analisti in questi giorni hanno scritto come riporta l’agenzia AGI che:

l‘intenzione di Microsoft di acquistare di TikTok potrebbe sembrare non in linea con gli interessi e la storia della società fondata nel 1975 da Bill Gates. Eppure mettere le mani sulle attività statunitensi, canadesi, australiane e neozelandesi del social della cinese Bytedance le darebbe un nuovo slancio nel delicato quanto redditizio business dei social network. Ma soprattutto ridisegnerebbe una buona fetta del mercato digitale, portando la società guidata dal 2014 da Satya Nadella a competere direttamente con gli altri big americani del settore: su tutti Facebook e Google. La conferma da parte di Microsoft di voler andare avanti nella trattativa è arrivata sul blog ufficiale dell’azienda poco dopo una telefonata tra il presidente americano Donald Trump e Nadella”.

Il patron di Microsoft, scrive sempre l’agenzia italiana: “ apprezza il coinvolgimento personale del governo degli Stati Uniti e del presidente Trump, intenzionato a continuare la sua azione a protezione della sicurezza del Paese”

Tutto potrebbe concludersi entro il 15 settembre. Microsoft assicura: “tutti i dati degli utenti americani di TikTok saranno trasferiti negli Stati Uniti, e qui rimarranno, al fine di tutelare privacy e sicurezza”.

TikTok è ormai popolarissimo tra preadolescenti e adolescenti. Il più usato anche dai bambini dai 6 ai 12 anni, che accedono a volte senza alcun controllo dei genitori. Prima del lockdown, incontrando bambini e ragazzi di elementari e medie, sono rimasto impressionato dai loro racconti. Soprattutto da un uso del social senza alcun controllo o restrizione da parte degli adulti.  Durante il periodo delle misure di isolamento anti-contagio Tik Tok è stato il compagno di avventure per pre-adolescenti e adolescenti. Esposti costantemente a cyberbulli e predatori. Più volte ho avuto modo di dire e scrivere che l’età minima per l’utilizzo è di 13 anni. Sconosciuto agli adulti, che spesso storpiano anche il nome va ricordato che Tik Tok è nato nel 2016  in Cina con il nome di Musical.ly, creato dell’imprenditore cinese Zhang Yiming, ingegnere informatico che nel 2018 ha rilanciato il social incorporando TikTok. L’idea di base, che ha funzionato tantissimo visti i numeri, è realizzare una piattaforma accessibile e divertente per esplorare la creatività dei più giovani per creare soprattutto video da 15 a 60 secondi con una base audio.

Trump spinge per chiudere l’affare prima possibile. Tik Tok si è dimostrato capace di catturare milioni di giovanissimi in tutto il mondo. I bambini, che sfuggono al controllo di genitori inconsapevoli dei problemi di privacy e di disinformazione che il social può creare, lo abitano quotidianamente. Un affare da 100 miliardi, per gestire 800 milioni di utenti iscritti, 100 dei quali statunitensi. E se è vero che Microsft ha già un social molto quotato per le professioni, Linkedin, Tik Tok se ben gestito può diventare una miniera d’oro. E poi Donald Trump gode.

E facendo un salto nella filmografia c’è una battuta del film “Gli Intoccabili” dove Al Capone parlando dell’alcool dice: “la gente vuol bere – lo sapete voi, lo so io, lo sanno tutti, a me non resta che agire di conseguenza. Si parla tanto di spaccio clandestino – ma quale spaccio clandestino? Su una barca è spaccio clandestino. Nei Quartieri Alti è ospitalità. Sono un uomo d’affari io! “

Allora per Microsoft acquistare Tik Tok diventa quasi “ospitalità”, parafrasando la celebre pellicola. Il vero potere è il web e la sua gestione. Basta guardare chi sono i più ricchi del mondo. Sono i Signori della Rete. E paradossalmente la Pandemia li ha fatti arricchire a dismisura. Perché la tecnologia della sopravvivenza serve tutti i giorni. E’ utile per trovare le risposte alla tante domande provocate dal distanziamento. Tik Tok può influenzare le nuove generazioni. E tutta questa vicenda, a noi umani, fa un po’ paura.

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