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Alitalia diventa TAI, si decolla? Nuovi voli dal 2021, si privilegiano le tratte USA

Salvare Alitalia è costato ad ogni cittadino italiano 203 euro. La nuova società pubblica riuscirà a non sprecare la dotazione di 3 miliardi?

Crew di Alitalia in aeroporto (YouTube)

I voli della nuova società pubblica per il trasporto aereo, TAI (Trasporto Aereo Italiano), che ha preso il posto di Alitalia, potrebbero partire già da inizio 2021. Si pensa di privilegiare il mercato nordamericano, un mercato sottoservito e che porterebbe molti profitti. Anche le rotte verso il Giappone sono ben accolte, e si ragiona anche su Sud America, Asia e Cina. Ci si orienta dunque verso i voli intercontinentali, considerato che Alitalia, negli ultimi anni, ha sofferto anche per l’alta concorrenza sulle tratte a corto-medio raggio delle compagnie lowcost.

Aeromobile Alitalia (Youtube)

Dopo una lunga disputa per la ricerca dei nomi del Consiglio di Amministrazione (cda), la settimana scorsa i Ministri dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, hanno firmato il decreto di costituzione della Newco per il trasporto aereo.

Innanzitutto il CdA è stato allargato da 7 a 9 componenti, e si legge nel comunicato del Mef, che è composto da Francesco Caio (presidente), Fabio Lazzerini (amministratore delegato) e dai consiglieri Alessandra Fratini, Angelo Piazza, Lelio Fornabaio, Frances Vyvyen Ouseley, Simonetta Giordani, Silvio Martuccelli e Cristina Girelli.

Il disegno è quello di una grande operazione industriale, che contribuirà anche al rilancio del turismo italiano. Se tutto andrà bene, il nuovo piano industriale prevede tanto per cominciare, 90 aerei e 6.500 dipendenti.

Un aeroporto completamente vuoto a causa dello scoppio della pandemia Covid-19 (di geraldfriedrich2, pixabay)

Mentre le compagnie aeree di tutto il mondo soffrono e affrontano un autunno nero a causa della pandemia, la “nuova Alitalia” ha grandi progetti. Le compagnie aeree per il 2020 si vedranno dimezzato il fatturato, e a causa di Covid-19 sono già stati erogati 162 miliardi di aiuti pubblici, ma l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) prevede che saranno necessari ulteriori 60-70 miliardi di aiuti.

Nonostante la timida ripresa dei voli nel mese di luglio, al 13 settembre, il traffico aereo era già diminuito del 53% rispetto all’anno precedente, e secondo le previsioni di EUROCONTROL, fino almeno a febbraio 2021, il numero totale di voli previsto in Europa sarà inferiore del 55% rispetto al 2019, con un calo di circa 6 milioni di voli. Secondo Morgan Stanley, la domanda di viaggi aerei negli Stati Uniti tornerà ai livelli pre-Covid tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Per l’Europa, l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) è stata più pessimista, e ad agosto, ha previsto un ritorno a livelli pre-Covid non prima del 2024.

Certo che niente è sicuro, considerata l’imprevedibilità della pandemia e il rischio per l’Europa di ritrovarsi di fronte ad una seconda ondata. Le prenotazioni dei biglietti aerei per i prossimi mesi sono davvero poche.

L’equipaggio sale a bordo di un aero Alitalia (Youtube)

“Nasce una nuova compagnia aerea di bandiera, in netta discontinuità con il passato” ha commentato la Ministra De Micheli, ma il governo dovrà impegnarsi a dimostrare all’Europa i reali buoni propositi, considerato che la vecchia compagnia è stata ripetutamente aiutata e agli occhi di tutti è una “bad company”. Si attende, infatti nei prossimi giorni, il verdetto di Bruxelles, che dovrà valutare se le scelte fatte possono essere considerate aiuti di Stato, illegali per la normativa europea.

Quella di Alitalia è una storia che fa discutere, in 45 anni, la compagnia ha ricevuto 12,2 miliardi di aiuti, come se ogni cittadino italiano avesse pagato 203 euro a testa. Con l’ultimo Decreto Rilancio la nuova società ha ricevuto 3 miliardi. Nel corso degli anni, diversi sono stati i tentativi di acquistarla, come quello di Atlantia e di Etihad, ma i negoziati sono sempre stati un buco nell’acqua. Questa volta si riuscirà a gestire al meglio la dotazione nonostante il tetro scenario previsto per i prossimi mesi?

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