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Povera democrazia d’Italia, svergognata dagli analfabeti della libertà di stampa

Troppi piccoli e grandi potenti e prepotenti amministratori pubblici italiani soffrono di un deficit culturale per capire la funzione del Quarto Potere in Democrazia. Ultimo esempio: la querela del sindaco di Marsala Giulia Adamo nei confronti del giornalista Giacomo Di Girolamo, coraggioso scrittore e reporter anti mafia e "Columnist" de La VOCE di New York

 

"The basis of our governments being the opinion of the people, the very first object should be to keep that right; and were it left to me to decide whether we should have a government without newspapers or newspapers without a government, I should not hesitate a moment to prefer the latter. But I should mean that every man should receive those papers and be capable of reading them." –-Thomas Jefferson to Edward Carrington, 1787.

 

In Italia non c'è una vera libertà di stampa, quella che l’articolo 21 della Costituzione italiana dovrebbe proteggere.  In questa colonna da New York lo ripetiamo da più di quindici anni e anche per questo motivo, abbiamo fondato La VOCE di New York.

I lettori che ci seguono anche dall’Italia aprendo il nostro sito, leggeranno scritto sotto la testata de La VOCE di New York: “Giornale on line protetto dal Primo Emendamento della Costituzione USA”.

Giacomo Di Girolamo è un nostro “columnist”. Siamo così orgogliosi di spargere da New York la sua VOCE, perchè Giacomo è tra i giornalisti più coraggiosi d’Italia, già autore di un libro sul boss mafioso sempre in libertà, Matteo Messina Denaro e del recentissimo saggio  “Cosa Grigia”, libro inchiesta sulla nuova mafia di pari livello a quelli scritti da Roberto Saviano. Ora Giacomo Di Girolamo, che pur non avendo la fama di Saviano e certe risorse dello Stato messe a disposizione per la sua protezione, ogni giorno continua a sferrare duri colpi alla mafia con il suo lavoro di scrittore e di direttore di Marsala.it, viene querelato per danni dal sindaco della sua città.  Quindi da New York continuiamo a constatare, come questo nostro giornale appena nato sia oggi più necessario che mai.

Giacomo ha scritto nella sua colonna “Cosa Grigia” -che trovate pubblicata oggi- la sua vergognosa disavventura con il Comune della sua città, Marsala. Come infatti spiega nel suo articolo, il sindaco Giulia Adamo, ha querelato il suo lavoro di giornalista in quanto tale e non una specifica diffamazione nei suoi confronti. Riporto qui un passaggio  del commento di Di Girolamo sulla VOCE di New York:

 

Il Comune di Marsala, tramite il suo rappresentante legale, il Sindaco Giulia Adamo, mi ha notificato una citazione a giudizio, in sede civile, dove mi chiede un risarcimento di 50.000 euro per la mia attività giornalistica, considerata, sono parole del documento, di critica’  nei confronti dellamministrazione. ()  La mia attività giornalistica è considerata lesiva del Comune di Marsala, la mia città. Viene anche citato che il mio comportamento è ancora più grave perché agisco (sic!) in un contesto storico di grande difficoltà per tutte le istituzioni a causa della crisi economica e della crisi di credibilità’. Credo che sia un caso unico in Italia, poi, che un Amministrazione Comunale chieda i danni  ad un giornalista che fa inchieste su quello che accade in città. ()

Un attacco alla libertà di stampa che sembra non avere precedenti nella storia del pur tormentato rapporto tra giornalisti e potere in Italia. Per la prima volta in Italia unAmministrazione Comunale chiede i danni ad un giornalista, e non per un articolo, ma, più genericamente, per la sua attività. Per la serie: mi dai fastidio anche solo se esisti. Se volete, una specie di bullismo istituzionale.

 

Noi allora da New York, innalzando le armi morali della libertà d’espressione garantite negli Stati Uniti, “denunciamo” il sindaco di Marsala e tutti i piccoli e grandi potenti e prepotenti d’Italia, per manifesto analfabetismo democratico.

Voi, signora Giulia Adamo, eletta democraticamente sindaco di una città storica per l’Unità d’Italia, con il vostro comportamento da “analfabeti” del funzionamento e ruolo dei media in democrazia, infangate la Repubblica italiana nel mondo. Come denunciano ogni anno le organizzazioni internazionali che vigilano sul rispetto della libertà di stampa ed espressione: Freedom House, Committee to Protect Jounalists, Reporters Without Borders, per citare solo le più importanti, che svergognano l’Italia ponendola agli ultimi posti della classifica a far compagnia a paesi dai regimi autoritari.

Abbiamo quindi un messaggio per il sindaco di Marsala così come per tutti quei politici o potenti d’Italia che non resistono all’uso delle querele contro i giornalisti come strumento di intimidazione: qui a New York abbiamo fondato questa VOCE libera e indipendente, per metterci a disposizione di coloro che voi cercherete di minacciare. La VOCE di New York farà da megafono a quegli articoli e inchieste che voi cercate di sopprimere facendovi scudo di leggi liberticide e non degne di un paese democratico.

La Signora Adamo, potrebbe obiettare che il giornalista Di Girolamo ha riportato il falso, che  con la sua querela (che fa non personalmente ma a nome del Comune di Marsala!) lei cerca di proteggere la  sua città. Ecco, proprio per questo ci apparite come degli analfabeti democratici. In democrazia tra i due mali, cioè tra il giornalista che  cadendo in errore  o anche per incapacità o inettitudine professionale scrive di fatti distanti dalla realtà (ma non é certo il caso di Di Girolamo)  e un amministratore pubblico al quale viene consentito di poter intimidire la stampa, si sceglie sempre il minore. Cioè si consente al giornalista anche di sbagliare senza conseguenze giudiziarie perchè anche se egli perseverasse sarebbe lui a perderci in credibilità e quindi a far mancare anche l’autorevolezza del suo media.

Invece in Italia avviene il contrario. Il potente di turno, con la minaccia della querela, può spegnere anche il miglior giornalismo d’inchiesta che si rifiuta di allisciargli il pelo.

Purtroppo il problema non c’è solo in Sicilia. Questo analfabetismo italiano in materia di libertà di stampa ed espressione è generalizzato ed è una questione ormai culturale. Prendiamo ad esempio Beppe Grillo: il leader del Movimento Cinque Stelle proprio in questi giorni, duellava contro i giornalisti denunciando che in Italia non esiste una stampa libera (e per noi ha ragione), ma anche lui dimostra di essere un analfabeta culturale nel percepire come si realizza la vera libertà di espressione e stampa in democrazia. Infatti abbiamo letto qualche mese fa che Grillo ha querelato un quotidiano per un titolo “diffamante”.

Un consiglio per il sindaco Adamo, prima cittadina di Marsala, simbolo dell’Italia ancora in cerca del Risorgimento, e rivolto anche a coloro che come lei occupano un incarico di responsabilità pubblica: andate a cercare su internet la sentenza della Corte Costituzionale USA del 1964, titolata The New York Times v. Sullivan. Se la trovate solo in inglese e non conoscete la lingua, pagate un traduttore, non preoccupatevi potete farlo a spese della comunità. Della fine della vostra ignoranza sulla libertà di stampa, ne gioverà tutto il popolo italiano e la sua sempre più maltrattata democrazia

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