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A Olivia Nuzzi il “VNY Media Award Liberty Meets Beauty”: la libertà è bella

Per la festa della libertà del 25 aprile, all'Italian Trade Commission di New York si consegna il premio giornalistico della Voce

La corrispondente dalla Casa Bianca del "New York Magazine" si aggiudica la prima edizione del premio dedicato alla stampa libera e indipendente. Il riconoscimento sarà consegnato a Manhattan il 25 aprile prossimo all'Italian Trade Commission durante il quinto compleanno del nostro giornale che come sempre si celebra nel giorno della Festa della Liberazione d'Italia dal nazifascismo  


Un riconoscimento assegnato al giornalista che si è distinto durante l’anno per il coraggio e la professionalità espressi nel proprio lavoro. Con questa motivazione è nato “VNY MEDIA AWARD Liberty Meets Beauty”, il premio che celebra la libertà di stampa e l’amore per la bellezza in quanto ricerca del bene, perché la serietà e il valore di un lavoro difficile come quello del giornalista oggi più che mai vanno riconosciuti e soprattutto celebrati.

Olivia Nuzzi, “New York Magazine” Washington Correspondent and first winner of the “VNY Media Award Liberty Meets Beauty”

Sarà la reporter Olivia Nuzzi a ritirare l’edizione numero 1 del premio che si svolgerà mercoledì 25 aprile nella prestigiosa sede dell’Italian Trade Commission di New York. E i motivi sono molti.

Giornalista certamente giovane, ma che ha già dimostrato la caparbietà e il coraggio da “mastino” del miglior Quarto potere americano, infatti Olivia ha al suo attivo nel solo ultimo anno già quattro copertine del prestigioso New York Magazine,  di cui è la corrispondente dalla Casa Bianca.

1995: Olivia Nuzzi con la sua famiglia

Olivia Nuzzi, nata a New York 25 anni fa, da Kelly e John Nuzzi, è cresciuta in New Jersey. Il padre di Olivia era nato a Brooklyn, da una famiglia italiana e nel lavoro della giornalista del NY Magazine troviamo molto di quel carattere orgoglioso degli italiani d’America, di chi non teme di intraprendere un lavoro duro e pieno di insidie se alla fine la ricompensa più grande è sapere di averlo svolto bene, al massimo delle proprie capacità. Fin dai suoi primi articoli quando era ancora una studentessa, Olivia ha subito mostrato il carattere della  giornalista che non si ferma mai nella ricerca delle notizie utili che riguardano il potente di turno. Infatti, secondo la migliore tradizione del giornalismo USA, quella esplosa negli anni d’oro dei Pentagon Papers e dello scandalo Watergate e sempre protetta dal Primo Emendamento della Costituzione, non è il giornalista che deve aver paura del potere o che da esso può esserne intimorito. Al contrario chi è stato democraticamente eletto al potere potrà compiere il suo lavoro solo sentendo alle calcagna il “morso del cane da guardia,” cioè il reporter pronto a denunciarne debolezze, errori e anche i crimini, senza che il potere abbia la possibilità di intimorirne il lavoro del giornalista. Olivia Nuzzi, che dopo le eccellenti esperienze al Daily Beast che ne avevano già messo in mostra il talento durante l’ultima campagna elettorale del 2015-16, ha trovato nel prestigioso e autorevole New York Magazine la pubblicazione ideale per fare emergere in tutta la sua forza quella che a noi piace chiamare  la bellezza della libertà.

“Liberty Meeets Beauty” è la missione del nostro giornale, essere punto di incontro fra due valori straordinari espressi da due culture straordinarie: la libertà di pensare e fare degli USA e in particolare di New York, tutelata dal primo emendamento della Costituzione, e la Bellezza  di tradizione italiana e mediterranea, la capacità di stupirsi, ricercare e fare il bello, in quanto bene.  La forza del “bello” e del caparbio lavoro di Olivia Nuzzi che La Voce di New York premia nella prima edizione del VNY Media Award è dunque soprattutto la coraggiosa, appassionante  e continua ricerca  della verità. La Casa Bianca di Donald Trump e qualunque altro presidente che verrà in futuro, uomo o donna che sia, e qualunque altro rappresentante del Congresso possono servire questo grande paese solo finché il loro comportamento verrà costantemente monitorato da reporter come Olivia Nuzzi.

Olivia Nuzzi con Donald Trump

Il premio è un traguardo anche per il nostro giornale che da cinque anni racconta verità talvolta molto scomode con una visione giornalistica e uno spirito innovativo tipicamente americano e in particolare newyorkese. Siamo un giornale “attorno” all’Italia, ma non italiano. Un giornale americano, ma per tutti gli italici del mondo che si riconoscono nel bisogno di un approccio alla notizia fresco, internazionale, autorevole e libero. E in questo senso la corrispondenza da New York, dalle Nazioni Unite, dall’Italia e in divenire da ogni parte del mondo, purché indipendente, è un elemento che rende il giornale il più internazionale degli italiani, perché rivolto a tutti coloro che amano l’Italia, ovunque vivano.

 

Proprio questa autorevolezza, riconosciuta nei numeri dei lettori e negli attestati di stima da parte di enti e istituzioni italiane presenti negli Stati Uniti ha spinto La Voce di New York a ideare un appuntamento annuale che vuole essere un’occasione di incontro e scambio con i protagonisti che durante l’anno hanno contribuito con il loro lavoro giornalistico a a diffondere i valori di libertà e indipendenza propri del nostro giornale.

Il logo del premio rappresenta due ali e non poteva che essere così: la libertà e la bellezza che volano insieme come le due anime di questo giornale. Ma Antonio Giambanco ed Emilio Pursumal, nello studio e realizzazione del simbolo ci hanno voluto mettere anche altre due possibili interpretazioni: le mani operose ed artistiche di chi fa il bello, e lo sguardo attento e custode di chi protegge la libertà.

 

 

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