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Lutto per il giornalismo italiano: scompare Stefano Trincia

Esperto di politica internazionale, Stefano Trincia era stato per tanti anni il corrispondente del Messaggero dagli Stati Uniti

Stefano Trincia con la moglie Luciana Capretti, nel 2003 nell'ufficio del Messaggero a New York

Per tutto il giornalismo italiano oggi è un giorno di lutto. Con grande tristezza diamo la notizia della scomparsa di un amico e autorevole collega, Stefano Trincia, per oltre venti anni corrispondente da New York del quotidiano Il Messaggero. Stefano ha lottato con coraggio e finché ha potuto contro una violenta, rapida e incurabile malattia.

Romano, classe 1952, Stefano era un esperto di affari internazionali. Prima del suo arrivo a New York, aveva approfondito i suoi studi a Mosca e parlava perfettamente russo. Profondo conoscitore della politica americana, che aveva analizzato per i lettori del quotidiano romano dagli Stati Uniti – e poi come capo degli Esteri del Messaggero – sin dai tempi di Ronald Reagan, fino alla elezione di Barack Obama. Negli ultimi anni da Roma aveva collaborato anche con Sky TG24, con acute analisi sulle elezioni americane e Trump.

Stefano Trincia in un’immagine più recente, come commentatore televisivo di politica estera

Trincia è stato anche tra i fondatori dell’ACINA, l’Associazione dei Corrispondenti Italiani in Nord America, mentre a Roma ha fatto parte del Comitato di Redazione del Messaggero. I colleghi di New York e di Washington ne ricordano non solo la professionalità, ma la simpatica schiettezza e come riuscisse con poche battute a “fotografare” anche le più complicate vicende dell’attualità americana.

Riportiamo qui quello che ha scritto nel suo profilo di Facebook nel darne la notizia l’attuale corrispondente del Messaggero Anna Guaita, collega e tra le amiche più care di Stefano Trincia:  “… è una perdita anche per il mondo, perché se ne va una persona di specchiata onestà morale, un esempio di rettitudine e di professionalità. E poi, il suo senso dell’umorismo, mai crudele e becero, sempre elegante e sottile! Vorrei ricordarlo con questa foto del 1997. Non è buona di qualità, ma ce lo fa vedere in giorni felici, insieme a Luciana, quando eravamo in redazione al Messaggero, a New York, negli anni più fecondi e ottimisti delle nostre carriere…”.

Anche La Voce di New York  si stringe vicina all’immenso dolore della moglie di Stefano, la giornalista della Rai e scrittrice Luciana Capretti, e dei figli Chiara e Luca.

 

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