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 Trump ammette di aver minimizzato la minaccia del virus

Intanto... I capi dei servizi di sicurezza hanno zittito gli allarmi, dice un ex-funzionario. Sforzi per rafforzare Trump

PRIMA PAGINA (TITOLO + COMMENTO )

       Trump ammette di aver minimizzato la minaccia del virus. Ha più volte sostenuto, in interviste e conferenze, che era poco più di una normale influenza e che comunque il vaccino era dietro la porta. Per poi dire, poco dopo, il contrario. Citando le sue parole da due delle molte occasioni in cui ha parlato del virus. 7 febbraio:”Questa è una roba mortale. E’ molto più mortale anche della più forte influenza” . Ma il  26 febbraio: “E’ un po’ come la normale influenza per cui abbiamo il vaccino. E avremo il vaccino anche per questo in breve tempo”. E via discorrendo fra alti e bassi. Recentemente ha detto: “L’ho sempre voluto minimizzare perché non volevo creare panico”. Provocando, con la sua mancanza di serie ed energiche direttive, malattie e morte a migliaia di cittadini.

      I capi dei servizi di sicurezza hanno zittito gli allarmi, dice un ex-funzionario. Sforzi per rafforzare TrumpI responsabili del dipartimento di sicurezza nazionale hanno ordinato ai loro agenti di minimizzare i pericoli dell’estremismo di destra e delle interferenze della Russia nelle elezioni. La direttiva arrivava da Robert O’Brian, consigliere per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca. Uno degli agenti ha denunciato la cosa, messa in piedi per danneggiare Biden che invece attacca pubblicamente sia l’estremismo di destra che le manovre della Russia.

      Rintracciando la corruzione che ha fatto nascere l’esplosione mortale di Beirut. Origini di un cocktail di volatili ingredienti. Con 6 fotografie di tutte le fasi dello scoppio. Un agente di sicurezza al porto di Beirut scopre, in dicembre, un hangar pieno di nitrato di ammoniaca (ingrediente di base per esplosivi) che fuoriesce da sacchi rotti, con intorno contenitori di petrolio e cherosene. Si rende conto dell’enorme pericolo incombente, lo denuncia ai superiori, scoprendo che sono già in molti a essere al corrente della cosa. Anche ad alti livelli politici. Ma nessuno interviene per un complesso giro di mance e corruzione. Fino a quando, succede l’inevitabile, di cui tutti siamo tragicamente al corrente. Per ora, nessuno è stato ufficialmente accusato di niente.

      Vite e paesi ridotti in cenere mentre l’Ovest brucia. Il sole è oscurato dal fumo. Con fotografia di San Francisco al buio in pieno giorno. Gli incendi, alimentati dal caldo, dalla siccità e dal vento, stanno devastando lo stato di Washington e il nord della California.

      New York City riapre lentamente i ristoranti al chiuso. Il governatore Cuomo ha annunciato che la proibizione di servire pasti all’interno dei ristoranti sarà cancellata il 30 settembre, ma i ristoranti non potranno avere più del 25% della loro capacità massima. La riapertura è un importante passo nella crisi del coronavirus a New York segnalando a turisti e residenti  che la città sta lentamente ritornando alla normalità.

 

PAGINE INTERNE.

 

      Un ufficiale di collegamento per le poste. Il capo delle poste, amico e benefattore di Trump, a suo tempo assunto con il solo scopo di rendere difficili le votazioni per posta, ha annunciato l’assunzione di un ufficiale di collegamento con il congresso e le autorità locali degli stati per – dice lui – acquietare le preoccupazioni dei democratici.

      Bagno di sangue alla base militare. Dal 2016, alla base di Fort Hood sono morti più soldati in omicidi che in battaglia. Le famiglie vogliono sapere il perché.

      I dottori cercano di rassicurare il paese. Il ministro della sanità si è unito al direttore dell’Istituto Nazionale della Salute nel comunicare ai senatori che la scienza, non la politica, porteà all’approvazione del vaccino.

      Diminuisce il livello delle truppe in Irak. Interventi pianificati da lungo tempo taglieranno circa della meta’ le truppe dispiegate in Irak, ma rimarrà una forza antiterrorismo.

      Annullata la vendita di Tiffany. Per le incertezze causate dal coronavirus e il timore di tariffe, il gigante del lusso Louis Vuitton  si è ritirato dall’acquisto di Tiffany per 16 miliardi.

      Il caldo minaccia i mercati. Un rapporto commissionato da Trump all’agenzia per il futuro del commercio ha sottolineato i pericoli del cambio del clima per i mercati finanziari.

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