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POLITICA/ Elezioni: corsi e ricorsi

A novembre per la Casa Bianca peserà il voto cattolico o no?

Quando il 23 febbraio, 2009 il Vaticano annunciava la nomina di Timothy Dolan come Arcivescovo di New York le ultime elezioni presidenziali nel 2008 erano state vinte da Barack Obama. Una volta ordinato Arcivescovo della più importante Arcidiocesi degli Stati Uniti il percorso per diventare Cardinale è stato breve. Infatti Benedetto XVI lo ha voluto quest’anno nominare Cardinale anche se l'emerito Card. Egan avrebbe dovuto essere il "solo" alto prelato a New York perché non si possono nominare due Cardinali nella stessa Arcidiocesi. Ma essendo il Card. Dolan un "pupillo" del Sommo Pontefice Benedetto XVI la nomina è stata accelerata anche perché l'emerito Card. Egan non avrebbe potuto far parte del Collegio Cardinalizio per eleggere il nuovo Papa, per raggiunti limiti di età.

C'è grande consapevolezza negli ambienti Vaticani che il nostro Cardinale Dolan, Presidente della Conferenza Episcopale Americana, quindi capo assoluto dei Cattolici negli USA, abbia la stoffa di farsi sentire a tutti i livelli, incluso quello politico. Nel gergo religioso quando uno ha "abilità intellettuale da penetrare profondamente in idee", si chiama "persona astuta". Lo dico perché l'ho sentito parecchie volte da alti prelati quando si esaltano semplici sacerdoti che poi passano rapidamente a diventare monsignori e dopo qualche anno diventano Vescovi. E, a Dio picendo, anche Cardinali, il massimo.

Diciamo subito che il Cardinale Dolan ha tutti i requisiti per essere elevato a più alti incarichi cardinalizi. Il fatto che è "visibile" nel campo politico inegli USA e più specificamente in queste elezioni presidenziali la dice lunga sul perché entrambi i partiti, quello repubblicano e quello democratico, hanno accettato la sua presenza per una benedizione speciale a conclusione delle due National Conventions. Questa è la seconda volta che ciò succede. La prima avvenne nel 1948 con la benedizione speciale ai due partiti da parte del Cardinale Dennis J. Dougherty di Philadelphia. E sapete chi ha vinto le elezioni? Il democratico Harry S. Truman (nella foto) che sconfisse il repubblicano Thomas E. Dewey, Governatore dello Stato di New York.

In sostanza Truman venne rieletto a sorpresa nell’elezione presidenziale più drammatica della storia americana. Va rilevato, infatti, che Truman era dato per sconfitto tanto che nella foto storica un quotidiano titolava: "Dewey sconfigge Truman". Ma non fu così. Tutte le previsioni erano, in verità, a favore del repubblicano Dewey. Ma il tenace Truman riuscì ad ottenere i voti dei cattolici, ebrei, bianchi del Sud degli USA, inclusi quelli (a sorpresa) dei contadini del Midwest. Con lui il Partito Democratico allungò la scia di vittorie presidenziali per la quinta volta e riuscì ad ottenere la maggioranza dei democratici nella Camera dei Deputati e Senatori. Un successo storico che non ha paragoni nella storia politica americana. Chi vincerà quest'anno? Basando il tutto sul corso e ricorso storico del coinvolgimento della Chiesa Cattolica americana, con i due Cardinali, nel 1948 e nel 2012, entrambi di origine irlandese sia nel 1948 e nel 2012 (64 anni dopo) dovrebbe vincere il partito dei democratici, quindi Barack Obama. Lo sfidante Mitt Romney ha scelto un vice presidente di estrazione cattolica, Paul Ryan in contrapposizione all'attuale Vice Presidente degli USA Joe Biden. Questa è una novità perché è la prima volta che succede per la vice presidenza. Quanto può influire quest'anno il voto cattolico non è dato sapere, ma si presuppone che il partito democratico, che ha nella sua agenda il "same sex marriage" perderà qualche percentuale, assieme ad altri punti nell'agenda (chiamiamola più liberale rispetto a quella repubblicana più conservatrice). Come è noto a tutti i rapporti tra la Chiesa cattolica Usa e la Casa Bianca non sono affatto buoni da quando a febbraio venne fuori che tutti i datori di lavoro – inclusa la Chiesa – avrebbero dovuto fornire gratis ai dipendenti sistemi anticoncezionali. E il Cardinal Dolan è stato l'artefice di questa presa di posizione.

Le previsioni prima dell'elezioni di novembre sono un testa a testa che spaventa. Ma come al solito sarà una sfida all'ultimo "fango", piena di contraddizioni, di costanti "gaffes", di pugni bassi, di tasse non pagate, di certificati di nascita fasulli, di agevolazioni ai ricchi a discapito dei poveri, di promesse mancate da parte di Obama e del suo partito, di debiti astronomici, di recessione, di inflazione, di religione, di giovani che si sentono traditi e non hanno un futuro roseo davanti a loro. La lista sarebbe ancora lunga. Ci fermiamo qui. Ma non senza rilevare che poco si parla delle guerre dichiarate dagli USA contro l' Iraq e Afganistan dopo l'11 Settembre. Queste guerre hanno generato una crisi finanziaria a livello mondiale, inclusa la nostra "povera" Italia che sta pagando un conto "salato" ogni giorno che passa.

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