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VISTI DA NEW YORK/ Credere, obbedire, pagando piú tasse…

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli interviene al Council on Foreign Relations per "rassicurare" gli americani sull'Italia del dopo Monti

NEW YORK. Gli italiani credono, ubbidiscono, magari pagando più tasse e senza combattere. Potrebbe essere riassunto così l’atteggiamento che gli italiani avranno difronte alle riforme volute dal governo Monti e che per questo saranno portate a termine anche con un altro governo. Così abbiamo interpretato il messaggio del ministro dell’Economia Vittorio Grilli trasmesso ai banchieri, investitori, analisti di “think tank” e professori universitari venuti ad ascoltarlo giovedì sera al Council on Foreign Relations di New York.

Grilli era volato due giorni negli Usa (venerdì era a Washington) per “calmare” gli umori americani preoccupati delle dimissioni annunciate di Monti e dell’arrivo di nuove elezioni con “addirittura” un ritorno in campo dell’ex premier Silvio Berlusconi. Per la sua tappa a New York, Grilli ha scelto le stesse sale sulla Park Avenue da dove lo scorso settembre Mario Monti aveva fatto tremare i partiti italiani con l’ annuncio che non escludeva un ritorno al governo anche dopo le elezioni. Solo che il messaggio rassicurante di Grilli, a soli tre mesi da quello di Monti, questa volta trovava orecchie un po’ più diffidenti. Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli

A porre le domande a Grilli, questa volta è stata chiamata Abby Joseph Cohen, la Presidente di Global Markets Institute e Senior Investment Strategist alla Goldman, Sachs & Co.

“I governi in Italia parlano da anni sempre di riforme ma poi non le completano mai. Perché voi dovreste fare eccezione?” ha chiesto dalla sala un professore all’ex collega italiano di Yale ora al Tesoro dell’Italia: “Anche il governo che verrà dopo le elezioni completerà le rifome sulla stessa linea tracciata da Monti” ha detto Grilli per cercare di vincere lo scetticismo che si respirava in sala.  Perché, dice Grilli, l'Italia ha davanti una “via stretta ma non ci sono alternative”. Traduzione: non abbiate paura del voto degli italiani perché, secondo Grilli, la campagna elettorale non potrà cambiare i fondamentali economici del paese rimessi a posto dal governo Monti. Quindi  Vendola, Grillo, il possibile neo candidato Ingroia, avrebbero già perso… ma anche la Lega di Maroni e soprattutto il Cavalier Berlusconi, anche se cambia idea ogni 24 ore.

A chi gli domandava se lo spread attuale dell’Italia rispetto alla Germania fosse giusto così o ancora esagerato, Grilli ha replicato che “si potrà abbassare ancora ma bisogna meritarselo”. E quindi la piena attuazione delle riforme si dovrà concentrare in alcuni settori,  soprattutto le liberalizzazioni dei servizi, che devono diventare più “efficienti e competitivi”.  Secondo Grilli infatti il problema strutturale italiano non è nel settore privato, ma nel pubblico che incide troppo sul mercato dei servizi. “Questo deve cambiare, lo stiamo riducendo” dice Grilli. Ma quando Monti non sarà più a Palazzo Chigi?

Il professor Grilli ha parlato agli americani come se in Italia le prossime elezioni saranno soltanto una formalità, un governo che smonti le riforme di Monti non potrebbe mai vincere, il mercato globale che teme l’effetto domino dell’Europa può star tranquillo.  La missione americana “tranquillizzante” di Grilli si fonderebbe cioè sulla fiducia a scatola chiusa sugli italiani, che rispetto ai greci non scendono in piazza a tirar pietre ma sapranno scegliere nella cabina elettorale chi sosterrà le riforme indicate dal governo Monti: “In Italia – assicura il ministro  – è cresciuto il livello di consapevolezza sulla necessità del cambiamento. E la gente lo accetta sempre di più, anche se al momento risponderebbe di no se gli si chiedesse se è contenta. E’ naturale non essere ben disposti al cambiamento. Ma quando si deve…”.

Grilli ha ricordato le misure molto impopolari, come l'Imu, ma inevitabili e soprattutto efficaci: “L’ottanta per cento degli italiani è proprietario della casa in cui abitano” ha ricordato Grilli, per provocare lo stupore tra gli americani. Il ministro ammette che la ripresa dell'economia dipende anche dal calo della pressione fiscale, ma “per fare prima questo dobbiamo fare in modo che tutti paghino le tasse”. Così Grilli prevede ancora un segno negativo nella crescita per il primo semestre del 2013, il ritorno di un “segno più” sul pil arriverà solo nella seconda metà del 2013.

Grilli ha ammesso che la missione riformista italiana è difficile, ma il loro compito è stato piuttosto semplice. “Noi sapevamo quali fossero le scelte giuste da fare. Con noi prima le decisioni e poi le spiegazioni” ha detto il Professor Grilli, alla faccia della politica. Però ha poi subito chiarito: ora toccherà alla politica riuscire a convincere e far accettare le riforme da noi indicate.  

Allora, missione compiuta?  Niente paura America, l’Italia anche dopo le elezioni di Febbraio, proseguirà con le riforme e l’Europa e il mercato globale saranno salve? Dagli sguardi visti tra i manager, qualche dubbio persiste. Soprattutto su quanto tempo gli italiani saranno ancora disposti a credere, ubbidire e pagare più tasse senza combattere con il loro voto.

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