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La spartitocrazia, il non voto e le tensioni sociali

Nelle elezioni comunali vistoso calo della partecipazione al voto: l'astensione diventa primo partito in Italia

Ulteriore, vistoso, prevedibile, calo della partecipazione al voto. A Roma il negativo è di oltre il 58 per cento. Un ulteriore dato di disaffezione e sfiducia nei confronti di chi si candida a “governare”. E' un dato generale, al nord come al sud, nelle grandi citta' come in provincia.  Quello dell'astensione e' il primo partito d'Italia. Tante le ragioni e note, figlie di questioni irrisolte, che questa classe politica non sa e non vuole comprendere.

Ricordate quel professor Paolo Becchi, neo iscritto al pentastelle grillino e teorico del movimento? All’indomani della sparatoria davanti a palazzo Chigi disse che c’erano tutte le premesse perché la gente cominciasse a sparare; lo disse in modo maldestro, ma era un concetto piuttosto elementare e meno scandaloso di come lo si è poi voluto dipingere. Semmai banale. Poi però anche altri ci hanno messo in guardia da tensioni che potrebbero improvvisamente esplodere, deflagrare, se non si sanno governare per tempo e con senno i fenomeni che squassano non solo l’Italia. 

Ma no: i drammatici e sanguinosi anni di piombo, non hanno molte probabilita' di ripetersi Da una parte è ancora fresco il ricordo di quei giorni, con il loro carico di dolore e morte, anche per un paese come il nostro che la memoria la smarrisce spesso e volentieri. Dall’altra quel carico di disperazione, di illusione e delusione, si sta esprimendo e dirottando in altre forme, più cupe e sinistre. C’è l’imprenditore che si impicca, c’è il disoccupato che si getta da un dirupo, c’è chi non vede un futuro che magari prima stermina i suoi cari e poi la fa finita. La carica di violenza, di disperazione ora viene rivolta seguitasse stessi. Basta seguire con un po’ di attenzione le cronache dei quotidiani, e ricavarne il giusto senso.

C’è un collegamento tra questa crescente e individuale disperazione, e il progressivo e sistematico tradimento di tutte le istanze e i desideri di partecipazione che vengono dalla società che siamo, la spartitocrazia che fa scempio di ogni cosa, e la disaffezione e sfiducia che si esprime attraverso il non voto? Chi scrive pensa che questa relazione vi sia. Qualche contravveleno c'e' ancora, anche se troppi, ancora, nei Palazzi che contano, preferiscono fare come gli struzzi e nascondere la sabbia sotto la sabbia. Nell'illusione che i problemi ignorandoli, si risolvano da soli; mentre invece incancreniscono fino alla definitiva putrefazione.

 

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