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O tutto o niente

Uno dei problemi della politica americana contemporanea é il massimalismo delle sue correnti piú estreme. Quello della politica italiana invece é l'assenza di qualsiasi convinzione al di lá dell'interesse personale

Una delle critiche che vengono rivolte piú di frequente al Partito Democratico americano é che, nelle sue decisioni politiche, tende ad “inseguire” i sondaggi d'opinione piegando e adattando i suoi obiettivi legislativi alle propensioni del momento che si registrano tra l'opinione pubblica.

Il Partito Repubblicano invece tende a smuovere e a formare le opinioni del pubblico grazie ad una sua attitudine a ripetere ostinatamente gli stessi concetti e principi a prescindere dalla loro fondatezza e ad una tipica inflessibilitá ideologica che a volte, come nel caso del dibattito sull'immigrazione, diventa addirittura controproducente per i suoi stessi obiettivi strategici.

La crisi che il movimento conservatore statunitense sta attraversando negli ultimi tempi ad esempio, ha una radice demografica: i giovani infatti non condividono piú le idee che hanno costituito per anni i tradizionali baluardi del conservativismo sociale repubblicano. L'aborto, le unioni gay, il nativismo xenofobo, il fanatismo dimostrato nella difesa ad oltranza del Secondo Emendamento in barba alle ricorrenti e puntuali stragi che insanguinano la cronaca quotidiana, non riescono piú a smuovere la maggioranza dell'elettorato come accadeva in passato perché i giovani hanno idee molto diverse su queste questioni.

Similmente, la dirigenza del Partito Repubblicano é perfettamente consapevole del fatto che se in futuro non assumerá posizioni ideologiche piú inclusive e concilianti rispetto alle minoranze etniche di questo paese puó rassegnarsi giá da ora ad un lungo periodo di irrilevanza politica, visti i mutamenti demografici in corso.

Malgrado questo tuttavia, é evidente a tutti coloro che seguono la cronaca politica degli Stati Uniti che  quei gruppi piú radicali tra i conservatori americani hanno grosse difficoltá a reinventarsi malgrado il fatto che l'urgenza di farlo sia sotto gli occhi di tutti. Questa totale incapacitá persino a fingere di essere ció che non sono, é la prova che, se non altro, la forza propulsiva della politica conservatrice americana ha alle spalle reali  convinzioni ideologiche e filosofiche. I governatori di quegli stati repubblicani che stanno coordinando uno degli assalti piú spietati e metodici al diritto di scelta in materia di aborto o che si rifiutano di accettare decine di milioni di dollari in fondi federali destinati all'applicazione della nuova legge di riforma della Sanitá mostrano che, a prescindere dall'opinione che si puó avere delle loro idee, se non altro la loro opposizione é rigorosamente di principio.

Vi immaginate gli amministratori provinciali o regionali italiani che rifiutano contributi di decine di milioni di euro dal governo centrale destinati a questa o quella iniziativa perché non ne condividono i principi ispiratori?

In Italia, dove il potere pubblico é concepito come serbatoio di “indulgenze” da vendere al migliore offerente, i principi ispiratori della politica in generale e di quelli della Destra in particolare non hanno assolutamente nulla di immateriale, astratto o ideale ma sono caratterizzati esclusivamente dal conseguimento del più bieco, cinico e immediato tornaconto personale come dimostrano le innumerevoli leggi “ad personam” che Silvio Berlusconi si é confezionato su misura duranti gli ultimi vent’anni per assecondare i suoi interessi personali e aziendali.
L'interesse personale come criterio unico di azione, che in Italia non é una prerogativa esclusiva né della Destra, né della politica in generale ma dell'intero corpo sociale, è il frutto di una cultura caratterizzata dalla assoluta mancanza di senso civico. Questa, nel breve periodo, crea l'illusione dell'ottentimento di un utile immediato per i singoli ma, a lungo andare finisce col presentare il conto a quegli stessi individui quando questi, solcato l'uscio di casa, si lasciano alle spalle l'ambito ristretto della loro dimensione  personale e familiare ed accedono a quella sociale e collettiva trovandola, come nel caso dell'attuale situazione italiana, devastata da quel degrado economico e sociale che essi stessi hanno contribuito a creare.

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