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Gli ultimi della fila. Guida alla competizione per la City Hall, parte seconda

Aspettando le primarie del 10 settembre, La VOCE prosegue la rassegna dei concorrenti alla poltrona di primo cittadino di New York. Nel campionario democratico, gli ultimi in classifica secondo recenti sondaggi, sono Weiner, Liu, Albanese e Salgado

L'elettorato democratico ha a disposizione una vasta scelta per rimpiazzare Bloomberg alla carica di primo cittadino di New York. Oltre a Bill de Blasio, Christine Quinn e Bill Thompson, che vi abbiamo presentato in un precedente articolo, in campo ci sono altri cinque candidati nessuno dei quali, tuttavia, va oltre il 10 per cento di preferenze negli ultimi sondaggi. Ma manca ancora qualche giorno alle primarie del 10 settembre e nella Grande Mela tutto è possibile. Andiamo allora a vedere chi sono questi altri aspiranti alla City Hall.

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Il candidato democratico, Anthony Weiner con la moglie, Huma Abedin

Con un 7 per cento di gradimento negli ultimi sondaggi, il quarto candidato in corsa è Anthony Weiner, 59 anni, membro del Parlamento dal gennaio '99 al giugno 2011 quando fu costretto a dare le dimissioni a seguito di uno scandalo sessuale. Al centro dell'imbarazzante vicenda uno scambio su Twitter di messaggi erotici e foto sexy con diverse donne. Dopo un primo tentativo di negare l'accaduto, Weiner era stato costretto ad ammettere lo scambio, scusarsi e rassegnare le dimissioni. Ma, nonostante la pubblica ammenda e il tentativo di ripulirsi la reputazione attraverso l'immagine di buon marito e padre di famiglia, l'ex congressman, poco dopo aver annunciato di voler correre per la poltrona di sindaco, è ricascato nella trappola del suo stesso ego e a luglio è stato accusato di aver mandato foto esplicite ad una ventiduenne attraverso lo pseudonimo di Carlos Danger. Ma lui non demorde e continua a portare avanti il suo messaggio, nonostante l'assordante vociare sulle sue ossessioni sessuali.

Vizietti a parte, Weiner è un politico carismatico. È stato forse il candidato che ha più aggressivamente portato avanti i temi della difesa della classe media. La sua campagna è stata incentrata soprattutto sull'istruzione, su cui propone tra l'altro di semplificare il processo di allontanamento dall'aula dei bambini che creano fastidio al resto della classe, e sulla sanità: suo cavallo di battaglia è il single-payer health care ovvero un piano per coprire i costi dell'assistenza sanitaria universale attraverso un fondo comune.

Nato e cresciuto a Brooklyn, Weiner vive oggi in un appartamento di quattro stanze su Park Avenue con la moglie, Huma Abedin, sposata nel 2010, poco prima di essere travolto dalla scandalo del sexting, e il piccolo figlio Jordan.

Secondo i dati riportati sul sito internet della WNYC, la sua campagna elettorale è finora costata $5,952,149.

Liu

Il candidato democratico John Liu

Subito dietro Weiner c'è l'unico candidato di origini asiatiche, John Liu. Nato a Taiwan e cresciuto nel Queens, Liu ha ricoperto la carica di comptroller, il revisore dei conti della City Hall, diventando il primo asiatico americano a ricoprire una carica di quella importanza nella città di New York. È un politico dotato che è riuscito ad attrarre nuovi elettori nelle comunità di immigrati. Propone di innalzare il salario minimo a 11.50 dollari e vuole abolire completamente la pratica dello stop and frisk, una proposta che gli ha attirato la simpatia della comunità afroamericana. Inoltre Liu è riuscito a stabilire un rapporto privilegiato con la a lungo negletta comunità islamica newyorchese. Propone inoltre che i newyorchesi che guadagnano più di 500.000 dollari l'anno paghino tasse più alte e di aumentare i fondi per l'istruzioen dìinfanzia in modo da servire più di 350.000 bambini.

La sua candidatura si è dovuta scontare con qualche difficoltà: mentre Liu annunciava di voler correre alla carica di sindaco, alcuni ex membri del suo staff erano sotto processo per frode nella raccolta fondi per la campagna per diventare comptroller. Per quanto Liu stesso non sia stato coinvolto personalmente nelle accuse, la condanna per cospirazione dei suoi collaboratori potrebbe aver pesato sulla sua campagna elettorale.

Liu, classe 1967, vive a Flushing nel Queens, quartiere a forte presenza asiatica e taiwanese, con la moglie e i suoi due figli.

Stando ai dati riportati sul sito della WNYC, le spese per la sua campagna elettorale ammontano a $2,604,760.

Albanese

Il candidato democratico, Sal Albanese

Con appena un 1% delle preferenze secondo l'ultimo sondaggio NYT/Siena College, in competizione c'è un altro candidato di origini italoamericane, Sal Albanese. Ex insegnante, già membro del City Council, Albanese si era già candidato a sindaco nel 1997 quando aveva ottenuto un sorprendente 21 per cento delle preferenze alle primarie, senza però riuscire a ottenere la candidatura (andata invece a Ruth Messinger poi sconfitta da Giuliani).

Paladino della scuola pubblica, Albanese ha incentrato la sua campagna sull'istruzione: propone di creare una agenzia unica per gestire i programmi pre-scuola materna; sostiene che le classi non dovrebbero superare i 20 studenti e vorrebbe riformare il processo di selezione e formazione degli insegnanti. Interessanti le sue politiche sui trasporti: tra l'altro propone di far pagare sui ponti cittadini un pedaggio variabile in base all'ora del giorno. Aperta la sua opposizione alle grandi firme del real estate da cui si rifiuta di accettare contributi per la campagna elettorale. È un acceso difensore dei community gardens.

A sostenerlo, oltre a un elettorato proveniente da Staten Island e Brooklyn che lo aveva già supportato nel '97, ci sono i consumatori di marijuana, sostanza che il candidato propone di legalizzare e tassare. Nato a Mammola, in Calabria, il sessantaquattrenne Albanese è arrivato a New York all'età di 8 anni. Oggi vive a Bay Ridge, Brooklyn, con la moglie  Lorraine.

Stando ai dati riportati sul sito internet della WNYC, i costi della sua campagna elettorale ammontano a $280,919.

Salgado

Il candidato democratico, Erick Salgado

A fare compagnia ad Albanese, in fondo alla classifica che emerge dai sondaggi, troviamo il reverendo Erick Salgado. Classe 1970, figlio di immigrati portoricani, rappresenta la comunità evangelica ispanica, un gruppo in forte espansione, cui si rivolge dal pulpito della sua chiesa di Bensonhurst, Brooklyn.

Sostiene che i genitori degli studenti dovrebbero essere più coinvolti nella scuola pubblica e propone di aprire gli edifici scolastici a eventi comunitari e attività di associazioni non-profit, negli orari in cui non ci sono lezioni. Alcune delle sue idee in materia di immigrazione sono innovative, come la proposta di creare una carta d'identità rilasciata dalla città per gli immigrati irregolari.

Nato e cresciuto nel Bronx, Salgado vive a Westerleigh, Staten Island, con la moglie, Sonia Delgado, e i loro sei figli.

Secondo i dati riportati sul sito internet della WNYC, la sua campagna elettorale è finora costata $324,886.

Nell'offerta democratica ce n'è per tutti i gusti e per tutte le convinzioni politiche. Alcuni dei candidati, tuttavia, nonostante abbiano proposte interessanti, non sembrano avere i mezzi (soprattuto economici) per competere in questa accesa sfida. La battaglia va avanti a colpi di polemiche, attacchi e costosi messaggi pubblicitari, spesso denigratori degli altri candidati. Per chi avesse le idee confuse e volesse confondersele ancora un po', può essere interessante guardare alcuni degli spot elettorali raccolti dal New York Times. E poi bisognerà prendere una decisione, perché alle primarie manca davvero poco.

 

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