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La cancelliera tedesca Angela Merkel

La cancelliera tedesca Angela Merkel

ll 22 settembre i tedeschi andranno al voto per rinnovare il Parlamento: la Merkel sull'Europa ha cambiato umore e nella destra germanica non tutti la pensano allo stesso modo

E’ come ai tempi della contrapposizione fra Kultur e Civilization. Nelle regioni orientali si chiedeva ispirazione alla Cultura; in quelle occidentali si puntava invece sulla Civilizzazione. Gli “spirituali” a Est, i “pratici” a Ovest. Mise tutti d’accordo un uomo, un uomo nato in Austria, un reduce di guerra. Si chiamava Adolph Hitler…

In anni recenti siamo stati varie volte in Germania, a Berlino: nell’aria avvertimmo come la presenza di forze oscure e gigantesche intente a preparare l’offensiva, quella dopo la quale ben poco sarà com’era stato prima. Ora, l’offensiva sta per scattare. Probabilmente scatterà il 22 settembre: quel giorno i tedeschi andranno al voto per il rinnovo del Parlamento. In questo quadro assume una posizione più vistosa, più cruciale che mai il Cancelliere Angela Merkel. E’ un po’ mutato il suo umore, certe sue idee politiche e economiche sono ora diverse rispetto a quelle di uno o due anni fa. Il suo europeismo s’è raffreddato o, perlomeno, quest’altra “donna di ferro” (nel temperamento ricorda un poco Margaret Thatcher) ha sottoposto a esami il proprio pensiero. Ecco quindi che adesso la Merkel ci dice che “non tutto deve essere fatto e pensato a Bruxelles, non tutto”… Il suo ministro Schaueble (dicastero dell’Economia) esclama però che “noi non vogliamo un’Europa tedesca”!

Eccoci: si divide la destra germanica, nella destra germanica non tutti la pensano allo stesso modo. Ostili come sempre a revisionismi europeisti i  Verdi, lo ribadisce l’ex-ministro Fischer. Ma un nuovo protagonista è intanto balzato sul palcoscenico: ecco a voi “Alternativa per la Germania”. Ecco a voi un movimento (non un partito) che seduce parecchia gente a destra quanto a sinistra. Seduce giovani e anziani, professionisti e operai. E’ un movimento che invoca il ritorno degli Stati sovrani e per il quale Bruxelles, la Ue quindi sono come fumo negli occhi.

Dal 1945 in poi i tedeschi sono stati educati a respingere ogni sogno egemonico. Dal ’45 in poi si sono sottoposti a “flagellazione”. Secondo noi hanno espiato abbastanza. Hanno espiato il Peccato commesso da Hitler e dal Nazionalsocialismo. Su questo fronte però le Grandi Democrazie (e i loro alleati italiani, belgi, olandesi) non sono state mai molto carine: hanno sempre fatto ricorso a una sorta di ricatto morale, hanno sempre imposto ai tedeschi esami di democrazia, di “civiltà”. Non gli bastava mai. I tedeschi tuttavia accettavano, anche di buon grado. Adenauer fu un grande democratico. L’altro Cancelliere Schmidt fu un grosso democratico anche lui. Ma ora il clima è cambiato. Significativo il nuovo atteggiamento della Merkel sulla Ue. Insomma, dalla Civilization si sta per passare alla Kultur. Qualche rischio forse lo si corre. Ma non si può pretendere che massimo compito del popolo tedesco sia quello di soddisfare (e con gaudio, con giubilo!) americani, inglesi, francesi, italiani, belgi, olandesi, danesi, polacchi, boemi…

Questo articolo viene pubblicato anche su America Oggi-Oggi7

 

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