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L’equivoco europeista sulla vittoria della Merkel

Con la vittoria di Angie Bruxelles è sotto osservazione. Lei non è la timbratrice tedesca di progetti UE. Non è una passacarte di lusso. Non è donna influenzabile. Nella testa di ogni Cancelliere tedesco, il primo posto lo ha sempre occupato il popolo tedesco

S’è levato in queste ore in Italia il solito coro conformistico, il coro dei gregari, dei convenzionali, appunto; dei fabbricanti d’opinione privi, però, di estro; digiuni in antropologia, scarsi anche in Storia; e votati alla celebrazione cieca, ottusa, dell’Economia. Segnaliamo a riguardo il commento audiovisivo sulla schiacciante vittoria elettorale di Angela Merkel rilasciato lunedì dal direttore di Repubblica Ezio Mauro: il consueto brodino perbenista di quanti in realtà non hanno a cuore le sorti dell’Europa, dei popoli europei; delle tasche di italiani, francesi, tedeschi e così via. Di quanti dànno per scontato che “non” sarà mai possibile vincere la “battaglia” industrial-tecnologico-commerciale con la Cina Popolare e con l’India! Una resa! Un Otto Settembre… La rassegnazione addobbata di lustrini, tirata a lucido, imborotalcata. La rassegnazione autolesionistica, perciò pericolosa.

Il Cancelliere uscente Angela Merkel, come confermano fonti ufficiali, ha vinto in modo secco, perentorio, le elezioni generali di domenica scorsa in Germania. Ha raggiunto il 41 per cento dei consensi mentre la SPD (i socialdemocratici) s’è fermata a quota 26. Non entrano in parlamento i liberali, non ci entra nemmeno Alternativa per la Germania. Così, almeno da noi, si dice che dalla consultazione popolare germanica l’Europa, la Ue escono rafforzate e che quindi molto noi tutti dobbiamo all’europeismo di Angela Merkel. Attenzione, invece… La Merkel non è al servizio della UE; non è la governante di Bruxelles. È personalità politica che, giunta al terzo mandato governativo, dispone oggi di una forza ben maggiore rispetto a quella del passato. Non è che sia “Angie” a dover fare i conti con Bruxelles: è Bruxelles che, a partire soprattutto da oggi, deve fare i conti col Cancelliere tedesco. A partire soprattutto da oggi, Bruxelles ha di che preoccuparsi. Da oggi in poi ogni pensiero, ogni osservazione, ogni ammonimento lanciati da Berlino, si presenteranno come una “summa” che non potrà essere in alcun modo elusa. I “mandarini” della UE, se corti d’intelletto non sono, avranno già capito che la situazione col voto tedesco si è rovesciata: sotto osservazione non è Berlino. Sotto osservazione è Bruxelles… Angela Merkel non è il “gauleiter” della UE in Germania… Non è la timbratrice tedesca di progetti, misure, avvisi UE. Non è una passacarte di lusso. Non è donna influenzabile. Sa rivedere le proprie opinioni, è persona che non si mummifica davvero. Ma è uno spirito fermo, oseremmo perfino dire, indomito. Nel bene e nel male, nella testa di ogni Cancelliere tedesco, di ogni Kaiser, il primo posto lo ha sempre occupato il popolo tedesco. Angela Merkel non fa eccezione.

 

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