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Berlusconi fa dimettere i suoi ministri, è crisi di governo ma Letta replica: “In Parlamento, alla luce del sole”

di La VOCE NY
Il premier Enrico Letta e sullo sfondo il leader del PDL Silvio Berlusconi

Il premier Enrico Letta e sullo sfondo il leader del PDL Silvio Berlusconi

Il capo del PDL scrive una nota contro l"'ultimatun inaccettabile" del premier sull'aumento dell'Iva e provoca subito le dimissioni dei ministri del suo partito dall'Esecutivo. Ma per il Presidente del Consiglio si tratta di un pretesto perchè l'aumento sarebbe il risultato del precedente annuncio delle dimissioni dei suoi parlamentari. Subito elezioni o cercare un nuova maggioranza? La soluzione spetta a Napolitano ma l'unica maggioranza possibile senza il PDL è quella del PD con il Movimento 5 Stelle. Ma Grillo e Casaleggio avrebbero già deciso: andare al voto anche con la legge "porcellum"

 

Tanto tuonò nel PDL per cercare di salvare Berlusconi che alla fine andò giù il governo Letta. La crisi ormai sembra aperta e il Presidente Giorgio Napolitano probabilmente tenterà di studiare quale strada resta percorribile per ridare immediatamente un altro governo all’Italia senza riandare alle elezioni.  Silvio Berlusconi infatti ha provocato l'accelerazione della crisi con la richiesta di dimissioni ai ministri del PDL. Che hanno subito obbedito alla sollecitazione del Cavaliere e si sono dimessi dall'esecutivo. Berlusconi ha avuto servita su un piatto anche “la scusa” per provocare la crisi: “l'aumento dell'Iva” e l’ultimatum di Enrico Letta nei confronti del Pdl.

Berlusconi ha scritto la seguente nota:  “Ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l'opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani”. Per continuare: “La decisione assunta ieri dal presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l'attività di governo, determinando in questo modo l'aumento dell'Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto”. Poi Berlusconi aggiunge: “Per queste ragioni, l'ultimatum lanciato dal Premier e dal Partito Democratico agli alleati di governo sulla pelle degli italiani, appare irricevibile e inaccettabile".

"Pertanto – conclude il leader del PDL – ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l'opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani".

Quindi subito dopo arriva l’intervento del vicepremier Angelino Alfano che dice di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà: "I ministri del PDL rassegnano le proprie dimissioni”. Lo fa sapere il vicepremier Angelino Alfano, dicendo di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà.

“Il chiarimento avvenga in Parlamento alla luce del sole e di fronte ai cittadini” ha dichiarato Enrico Letta alla notizia delle dimissioni dei ministri del PDL. Il presidente del Consiglio è stato informato in anticipo dal vicepremier Angelino Alfano di quanto Berlusconi aveva deciso e resta contatto con il Presidente Napolitano.

Napolitano

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Per Enrico Letta, secondo fonti di Palazzo Chigi, quello di Berlusconi sarebbe il tentativo di rovesciare la frittata sulle ragioni dell'aumento dell'Iva perchè contraddetto dai fatti che sono sotto gli occhi di tutti: il mancato intervento è frutto delle dimissioni dei parlamentari PDL e quindi del fatto che non era garantita la conversione del dl in legge.

Intanto l'annuncio delle dimissioni dei ministri di Berlusconi sta facendo il giro del mondo con servizi delle agenzie Reuters e France Presse.

Per il segretario del PD Guglielo Epifani le dimissioni dei ministri del Pdl “sono una ulteriore azione di sfascio per l'azione del governo” e sottolinea che l'irresponsabilità sia salita a livelli “che non erano razionalmente valutabili. Aprono formalmente nei fatti una crisi, dovremo valutare esattamente le conseguenze di questo. Sarebbe meglio non tornare al voto con questa legge elettorale che crea solo problemi. Il PD – spiega Epifani – vuole cambiarla ma non sarà facile perché bisogna trovare una maggioranza in Senato, ma penso che cambiarla sia un passaggio obbligato prima di tornare a votare”.

Con la caduta del Governo e l'eventuale ritorno alle urne si rischia che sia la Troika dell’Europa a '”fare la legge di Stabilità al posto nostro”, ha detto il vice ministro dell'Economia, Stefano Fassina.

Di altro tono le reazioni da parte della Lega, che con il suo segretario Roberto Maroni, ha dichiarato: “Bene le dimissioni dei ministri del PDL, ed ora elezioni subito per vincere e per dare un governo stabile e amico del Nord, che dia risposte ai problemi delle imprese. Cosa che il Governo Letta non ha fatto”.

Soltanto questa mattina il presidente Napolitano aveva sottolineato che "non abbiamo bisogno di campagne elettorali a getto continuo, abbiamo bisogno di un Parlamento che discuta e lavori e non che ogni tanto si sciolga".

Ma trovare la strada per un altra maggioranza composta dal PD con il Movimento 5 Stelle sembra subito sbarrata. Nel post del blog di Beppe Grillo, il leader del M5S chiude le porte alla possibilità che Napolitano possa evitare il ritorno alle urne, e anzi attacca a testa bassa il presidente della Repubblica:  "L'Italia non può più reggersi sulle spalle di un ultra ottuagenario che sta, volontariamente o meno non importa, esercitando poteri da monarca che nessuno gli ha attribuito" scrive Grillo, che chiede anche le dimissioni del presidente: "Napolitano deve rassegnare le dimissioni. E' a lui che dobbiamo questo impasse. Alle sue alchimie va attribuito lo sfacelo istituzionale attuale. Napolitano non poteva non sapere che un governo di larghe intese con un potenziale delinquente finisse nel peggiore dei modi. (…) Napolitano bis è una creatura di Berlusconi. Qualcuno può negarlo? E Letta, che passerà alla storia minima del nostro Paese per non aver mai deciso una cippa, è stato scelto dalla coppia Napolitano&Berlusconi. Un fiasco colossale".

Per Grillo "l'Italia ha perso un anno a gingillarsi mentre l'economia stava precipitando. Rinvio dopo rinvio questi parassiti hanno tirato a campare mentre l'Italia tirava le cuoia. L'ultimo regalo l'assurdo aumento dellIVA che colpirà le classi sociali più deboli. Un cambiamento immediato è necessario. Bisogna tornare al voto. Gli italiani devono poter decidere se vivere o morire. Rien ne va plus". Quindi, conclude Grillo "Napolitano non si opponga. I prossimi mesi saranno per cuori forti. In alto i cuori".

Ma che alle origini della crisi di governo ci sia stato l’imminente voto sulla decadenza di Berlusconi lo dice anche il capogruppo del PDL Renato Schifani. Che dice che Letta ha avuto “una reazione estremamente forte e forse anche di carattere emotivo” dopo la lettera di dimissioni dei parlamentari Pdl. “Ma dovrebbe sapere come si sono mossi i parlamentari del suo partito in Senato con l'atteggiamento di chiusura totale su qualunque richiesta di riflessione da parte dei miei senatori sulla irretroattività della legge Severino” riguardo alla decadenza di Berlusconi.

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