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Il maschio italiano in politica ha fallito, che la Donna lo spedisca a casa!

Immagine di un giornale italiano del giugno 1946 con tutte le donne elette alla Costituente che poi approvò la Costituzione repubblicana

Immagine di un giornale italiano del giugno 1946 con tutte le donne elette alla Costituente che poi approvò la Costituzione repubblicana

La vecchia classe politica pensa alla conservazione del potere raggiunto, invece ci sono già donne in Parlamento che hanno colto l'essenza dei problemi e vanno fino in fondo  

 

C’è alla Camera una deputata della quale non vogliamo, non possiamo, non dobbiamo fare il nome. Facendolo, le procureremmo una pubblicità che ella stessa magari non gradirebbe. E’ una signora non più giovanissima, ma giovanile. Ha l’argento vivo addosso. Non si ferma un momento. Ma sa “anche” riflettere. Sa cogliere l’essenza d’un problema. Va fino in fondo. Nulla lascia d’intentato. Fa trionfare cause che fino a poco tempo prima sembravano cause perse… Non disarma mai: quanto più impervio il percorso, tanta più decisione assume il suo cammino. Eppoi, è una che non si dà arie. La sua modestia è modestia genuina, lo si nota subito. Non è la modestia artefatta, insincera, di ‘campioni’ e ‘campionesse’ della politica italiana. Il suo è uno stile assai incoraggiante, fresco, nuovo, quindi. Ce n’era, ce n’è bisogno nell’Italia “ufficiale”, sempre più dedita al “culto” dello sfarzo pacchiano, offensivo nei confronti di chi è obbligato a campare con settecento euro al mese e magari si trova perfino sotto sfratto.

Ce ne sono altre come lei al Parlamento della Repubblica Italiana; non molte, no, ma ce ne sono. Ricevono perciò la dovuta attenzione, ora che “stelline” della nostra politica affondano nelle loro miserie morali e trovano sempre meno gente disposta a credere in loro, pronta a firmare a loro beneficio “assegni in bianco”.

Tutto questo, care lettrici, cari lettori, equivale a un atto di condanna verso i politici italiani, verso i maschi, sì, che “fanno” politica. Verso i padreterni… Verso gli “imbonitori”, i venditori di fumo, gli illusionisti del ‘gioco’ parlamentare, i verbosi, gli ampollosi, le facce toste; personaggi straripanti, mendaci, individui amanti della tendenziosità, della pretestuosità. Tipi i quali, come direbbe Ettore Petrolini, “non hanno orrore di sé”… E aggiungerebbe, in modo debitamente sardonico: “Ricercati nel vestire… Ricercati nel parlare – ricercati dalla Questura”…!

Il ‘maschio’ italiano in politica ha fallito. Sono vent’anni e più che fallisce. Sono vent’anni e più che illude, inganna, promette, non fa che promettere, a viva voce, con atteggiamento da “capataz”, e che quasi nulla, invece, mantiene. Detto in  modo, sissignori, “qualunquistico”, non pensa che a se stesso, non pensa che alla conservazione del potere raggiunto grazie a Accadimento Cosmico: la sparizione dei due Blocchi Est e Ovest, la scomparsa dell’Urss, della Cortina di Ferro.

S’apra quindi la strada alle donne, alle donne come la “nostra” deputata, che nei miasmi della politica nazionale recano un’indispensabile aria fresca. S’apprezzi la loro opera parlamentare, che è costruttiva e mostra anche un gran bel palpito, il palpito di cui non  sono affatto capaci i padreterni, i “tromboni”, i quali troppo potere, tuttavia, ancora mantengono. Che la Donna, un giorno, li spedisca a casa…

 

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