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La sinistra e i morti che camminano

di Elisabetta De Dominis

La nostra democrazia è nata da un aborto politico e non ce ne siamo ancora accorti

Sono morti eppur si muovono. Vedono gente, fanno cose… Letta incontra Renzi a palazzo Chigi in un clima positivo. Pensano di essere nel paradiso terrestre quelli della sinistra al governo? Si sono già mangiati tutte le mele ed altro, ma sono convinti che l’albero dell’abbondanza sia inesauribile per loro.

La sinistra è morta perché non ha difeso il potere d’acquisto degli operai ma crede di essere risuscitata stando al governo. Tantomeno è capace di difendere il potere d’acquisto degli italiani, che non possono spendere più. E se non spendono – in questo aveva ragione Berlusconi – l’economia non gira. Ma il governo aumenta tasse e costi, perché vive del sudore dei lavoratori. E del grasso delle ossa dei tanti imprenditori suicidati. 

“Letta è soddisfatto – scrive l’Unità – di aver segnato un punto, almeno d’immagine, nei rapporti con il segretario del Partito democratico”. Da quando in qua la sinistra dà importanza primaria all’immagine? Ma davvero Letta pensa che basti sfoggiare un’immagine irreprensibile per stare al governo e aver credito in Europa? Basta non andare a puttane e non fare le corna? Mentre gli italiani non possono nemmeno più mangiare i cornetti con il cappuccino e il governo va a puttane, senza neppure le puttane che poteva permettersi il governo precedente…

Continuiamo a scoprire che il traffico di rifiuti è in mano alla mafia, che vige un sistema di mazzette per la ricostruzione dell’Aquila, ecc. ma il governo è concentrato sui matrimoni gay, sul doppio cognome ai figli, su come riprendersi i 150 euro mensili che avrebbe corrisposto agli insegnanti per errore nel 2013, e soprattutto continua a riempiersi la bocca di una futura riforma elettorale… senza però smettere di banchettare a Porcellum. La priorità è il lavoro ma nessuno sa da dove iniziare, perché gran parte dei politici non hanno mai lavorato. E neppure mai studiato. L’ignoranza non è una buona maestra nella gestione della cosa pubblica. Infatti gli inventori della democrazia, gli antichi greci – come già scrissi tempo fa – sottoponevano a una prova attitudinale chi risultava eletto. La docimasia, così si chiamava tale controllo preventivo, era effettuata da una specie di consiglio di Stato, la bulé, che verificava che il candidato non fosse un delinquente o un somaro. Quindi ne esaminava le origini familiari, la partecipazione alle cerimonie religiose, gli adempimenti militari e fiscali. Solo se superava tutti gli esami, veniva insediato nel suo ufficio. La nostra democrazia è nata da un aborto politico e non ce ne siamo ancora accorti, benché in medicina la docimasia sia l’insieme di esami che vengono effettuati per verificare se un feto sia nato morto o meno. Ecco perché la sinistra, che in Italia ha fatto della democrazia il suo pilastro, non è più. Ma nessuno o quasi se n’è accorto perché in Italia ha saputo mascherarsi da democratica, raccontandoci che la democrazia è il potere del popolo, mettendo sullo scranno un sacco di incompetenti che pensava di pilotare a suo uso e consumo. Quando però uno arriva al governo, pensa di essere così bravo che non accetta di farsi guidare, benché lui non sappia condurre il timone.

I proclami del governo seguono gli umori del popolo e questo ci sta portando all’oclocrazia, dove le decisioni – come vorrebbe Grillo -vengono prese dalla massa. L’oclocrazia è causata dai poteri demagogici legati al consenso. Come scrissero già Polibio e Platone, si tratta di una forma degenerata di democrazia perché il disordine che ne consegue conduce alla tirannide.  Resta da vedere se il tiranno sarà di destra o di sinistra. Temo che neanche questo la sinistra italiana riesca a partorire.

Questo articolo viene pubblicato anche su Oggi7-America Oggi

 

 

 

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