Cerca

PoliticaPolitica

Il ballo degli schiaccianoci

di Elisabetta De Dominis
Francois Hollande e Valérie Trierweller

Francois Hollande e Valérie Trierweller

Da Hollande a Berlusconi, chi la fa l'aspetti

“Sei in pista e devi ballare”, una frase che mi sono sentita dire tante volte, che significa pressappoco: “Hai voluto la bicicletta e adesso pedala”. Insomma quando si prende una decisione, si fa una scelta, poi bisogna sostenerla, non si può abbandonarla o piangerci su.

 A fine anno sono andata al teatro Rossetti di Trieste a vedere “Lo Schiaccianoci”, il balletto di Mosca “La Classique”, compagnia ricca di talenti provenienti dalle migliori scuole russe. La musica di Ciajkovskij mi ha riportato a quando ero piccola e ballavo. La mamma aveva deciso che dovevo ballare tre volte la settimana perché, camminando, buttavo i piedini in dentro.  Considerato che non avevo neanche quattro anni, è stata una dura scuola di vita sia a livello fisico che psicologico. Non era ammesso dire: “Non ce la faccio, questo esercizio mi fa male, mi ritiro…” L’ho fatto per cinque anni, ma ho imparato così bene la lezione che, quando ho deciso di sottrarmi alla tortura della danza classica, l’ho fatto sostenendo che avevo un’altra passione: il nuoto. E’ stata passione vera e anche il sacrificio giornaliero è diventato un piacere.

Nella vita se si ama una cosa, la si fa con passione e i sacrifici scandiscono le tappe per raggiungerla. Oggi l’oggetto d’amore sono il denaro e il potere, meglio se sono una cosa sola. Quindi la scelta è spesso orientata a un nostro accrescimento sociale. Invece la scelta d’amore è vintage, si trova solo nei libri, ormai. O forse ancora nei sogni. Nella favola de “Lo Schiaccianoci” la notte di Natale la piccola Clara riceve in regalo un soldatino a forma di schiaccianoci, che il fratello rompe. La delusione è tale che sogna di difendere il soldatino contro l’attacco dei topi e lui stesso riesce a uccidere il re dei topi e si tramuta in un bellissimo principe. Insieme ballano il valzer dei fiori. Fino a che Clara non si risveglia.

Spesso noi donne trasformiamo degli schiaccianoci in principi. Senza renderci conto che uno schiaccianoci è disposto a schiacciare ogni noce che incontra lungo il proprio cammino. Anzi, è quello che sa fare. Seppoi è bello, ricco e potente, figuriamoci: cadiamo come noci dall’albero davanti a lui. Ma basta anche solo che abbia una posizione di potere. Valérie Trierweller ha incontrato il suo schiaccianoci, sembra, nel 2004 e, benché avesse le fattezze di Francois Holland, non ha esitato ad infilarsi nel suo marchingegno da tritanoci.  Tre anni dopo era divorziata da Denis Trierweller, suo secondo marito, e diventava la compagna ufficiale di Holland proprio all’indomani della sconfitta politica di Ségolène Royale, a lui legata dalla fine degli anni ’70.

 “Chi la fa, l’aspetti” è un’alta frase che mi ripetevano da piccola. Valérie non era alla sua prima esperienza amorosa, eppure non ha retto il colpo del tradimento finendo in clinica. “Come se fosse l’unica cornuta al mondo, quando tutti si cornificano a più non posso – ha commentato un amico che la sa lunga e, prendendo ovviamente le difese di Holland, ha notato: “Tutti possono andare con chi vogliono, ma il povero presidente francese non può. Anch’io mi farei un giro con Julie Gayet”.

Come donna avrei dovuto sostenere l’amore, la passione, l’abnegazione della première dame per il suo schiaccianoci. Sono stata zitta forse perché nessuno capisce l’amore degli altri. E io proprio trovo Holland un uomo senza doti apparenti, benché ne possa avere di nascoste. Ma, come dicevo, io sono vintage e mi faccio ancora attrarre dal fascino maschile. Un presidente è sempre un presidente e pure la quarantenne Gayet l’avrà trovato affascinante. Del resto perfino Berlusconi ha avuto le sue estimatrici, e in questo caso anche la disponibilità finanziaria è stata una dote ricca di fascino.

Siamo al Ruby-ter: secondo il tribunale le ospiti di Arcore avrebbero percepito 2.500 euro mensili per ballare un improvvisato bunga bunga. Senza neppure essere ballerine.

Ma il ballo più squallido, perché è danzato sulla nostra pelle, è quello della riforma elettorale. Sarà spagnolo o tedesco o del Burundi, sta triturando l’Italia. Come se non bastasse il soldatino Letta spicca un volo pindarico e annuncia: “La lotta alla mafia sarà uno dei pilastri d’impegno 2014”. Di acrobazie ne abbiamo fatte e subite anche troppe, vuole stare con i piedi per terra e smettere di ballare anche lui?

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter