Cerca

PoliticaPolitica

Dietro le quinte dello State of the Union

di La VOCE NY

Stasera Barack Obama terrà il suo quinto discorso sullo State of the Union davanti alla Nazione e si prevede che annunci una linea più progressista anche se unilaterale. Da settimane, alla Casa Bianca fervono i preparativi e un folto gruppo di lavoro sta mettendo a punto i dettagli del discorso. Perché ogni parola ha il suo peso politico

 

C'è attesa per il quinto discorso sullo Stato delle Unione che il presidente americano Barck Obama terrà questa sera (alle 21, ora di Washington) davanti alla Nazione. Seppure molti commentatori non si aspettino grossi colpi di scena, sembra che Obama sia deciso a dare, con questo discorso, una spinta progressista alla sua amministrazione.

Ci si aspetta infatti che il presidente affidi proprio allo State of the Union la filosofia cui ha intenzione di improntare la seconda parte del suo secondo mandato. Dopo un anno in cui molti dei punti prioritari della sua agenda politica non hanno fatto progressi a causa dell'ostruzionismo di Capitol Hill, la filosofia per il 2014 è quella di un programma che deve andare avanti, anche se in modo unilaterale, scavalcando un Congresso che finora ha spesso immobilizzato il Governo.

E, per inaugurare questa nuova linea, sembra ormai certo che stasera Obama annuncerà di voler firmare un ordine esecutivo (un tipo di provvedimento che non ha bisogno dell'approvazione del Congresso) che prevede l'imposizione di un salario minimo (di $10.10 l'ora) per molti lavoratori sotto contratto con appaltatori federali. Da parte repubblicana si annuncia battaglia.

Intanto i commentatori politici discutono su quali saranno i temi più forti di questo State of the Union e sono in molti ad aspettarsi che Obama parli ancora di diseguaglianze economiche e sociali. Si prevede, tuttavia, che il presidente possa scegliere di centellinare il termine — troppo in odor di socialismo — "diseguaglianza". Meglio un più americano "opportunità". Come a dire: la nostra società sarà anche ingiusta, ma l'importante è che per i cittadini americani ci sia speranza. 

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter