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La svolta decisionista di Obama nello State of the Union

di La VOCE NY

Il 2014 sarà un anno di azione. Obama non ha più intenzione di accettare l'impasse cui il Congresso lo ha finora costretto.  "Quando le differenze non ci permettono di far progredire il paese sappiamo che non stiamo facendo il bene della nostra Nazione". Tanti i punti trattati nel discorso sullo State of the Union, ma l'enfasi è su lavoro e riduzione delle diseguaglianze (all'interno il video completo del discorso)

 

Positive, nel complesso, le reazioni al discorso sullo State of the Union pronunciato martedì sera dal presidente americano davanti alla nazione. Un Obama deciso a recuperare leadership, a non accettare l'impasse cui troppo spesso, finora, il Congresso l'ha costretto, ha iniziato incoraggiando cittadini e membri del congresso a fare del 2014 un anno di azione. Quando le differenze non ci permettono di far progredire il paese, ha detto Obama, sappiamo che non stiamo facendo il bene della nostra Nazione.

Questo per premettere che la politica della sua presidenza sarà d'ora in poi improntata a un decisionismo che, quando necessario, non si farà scrupoli a scavalcare il congresso che finora ha bloccato molte delle proposte di riforma più progressiste di questa amministrazione. Obama ha toccato tutti i punti dell'agenda politica: dal lavoro, alla sicurezza, dalla sanità, al controllo delle armi, dal climate change all'istruzione, all'immigrazione.

La riduzione delle diseguaglianze economiche, che passa attraverso la creazione di maggiori opportunità per lavoratori, studenti e donne, è stata, come ci si aspettava, uno dei primi e più importanti punti trattati. In particolare Obama ha sottolineato la necessità di consentire alle donne single di crescere i propri figli con dignità. “Da Wall Street a Main Street, le donne devono avere le opportunità che meritano. Perché quando le donne hanno successo l'America ha successo” ha detto.

Obama si è poi soffermato a lungo sulla creazione di nuovi posti di lavoro, enfatizzando la necessità che gli USA recuperino leadership nel campo della ricerca e dell'high tech. Anche in ambito energetico le nuove tecnologie possono creare lavoro e, allo stesso tempo, favorire il passaggio verso un'economia pulita, ha detto Obama ricordando che l'America è oggi vicina quanto mai prima all'indipendenza energetica, soprattutto grazie al ricorso al gas naturale. Una risorsa altamente disponibile che, ha specificato il presidente, l'America vuole continuare a sfruttare, assicurandosi che non vi siano conseguenze per l'acqua e il suolo. “Il cambiamento climatico è un fatto – ha detto Obama affermando che la sua strategia nota come 'all of the above' sta funzionando – e voglio essere certo che quando le future generazioni ci chiederanno se abbiamo fatto il possibile per prevenirne le conseguenze noi saremo in grado di dire: sì!”. Ma non è solo il gas naturale a rendere questa rivoluzione verde possibile, ha spiegato il presidente: “Ogni quattro minuti, un'attività commerciale negli Stati Uniti passa al solare”.

E ancora lavoro con l'appello lanciato ai datori di lavoro perché aumentino gli stipendi (“nessun cittadino che lavora full time deve crescere i suoi figli in povertà”). Ma lavoro significa anche pensare ai lavoratori di domani e quindi garantire a tutti i giovani americani l'accesso a un'istruzione di qualità fin dai loro primi anni di vita.

In ambito sanità, Obama ha ricordato che è necessario che chi non ha ancora una copertura sanitaria faccia richiesta per la copertura prevista dall'Obamacare entro la fine di marzo.

Infine Obama ha affrontato le questioni di politica estera, ricordando che, entro la fine dell'anno, gli USA saranno fuori dall'Afghanistan e che soltanto una piccola forza armata resterà nel Paese per affiancare le istituzioni locali. Ha poi inviato il Congresso a far sì che questo sia l'anno della chiusura definitiva di Guantanamo. Ha inoltre ricordato il successo nelle trattative con l'Iran che, per la prima volta, hanno portato a controlli internazionali per assicurare che il paese non sviluppi armi nucleari.

Momenti di commozione, applausi, entusiasmo e tante buone idee. Ora non resta che stare a guardare quante di queste si trasformeranno in realtà. Buona fortuna e God bless America.  

 

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