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Crisi di governo: un altro salto nel buio

Nulla cambierà in questo Paese. La crisi di governo appena apertasi crea nuove opportunità per scambi di favori e fa la gioia dei “professionisti” della politica bottegaia. E al centro dei giochi c'è Matteo Renzi, per cui la politica è voluttà

Crisi di governo in Italia. Ennesima crisi di governo. Il Presidente del Consiglio Enrico Letta venerdì ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato e all’Italia si presenta quindi a un altro salto nel buio. È da oltre vent’anni che eseguiamo salti nel buio. Un tempo si diceva che seguire la Democrazia Cristiana equivaleva a firmare assegni in bianco… Li riprenderemmo quei tempi, e di corsa. Non ho più diciott’anni, ora m’accorgo se il mio leader è un fasullo…

Nulla cambierà in questo Paese. Anzi, la crisi di governo appena apertasi fa la gioia dei “professionisti” della politica (piccina, bottegaia). Si stanno infatti già creando grosse opportunità per scambi di favori, per nuovi connubi, nuove trame, colpi “a effetto” come quello di cui si rese protagonista pochi mesi fa il leader del Pd Renzi rilanciando Silvio Berlusconi… Non v’è fine alla farsa tragica che intossica, impoverisce, sfianca la Nazione.

Perno di questo orrendo meccanismo ora è appunto lui, Matteo Renzi. L’uomo è un ambizioso. L’uomo sa fin troppo bene quel che vuole… Vuole comandare. Gli piace da morire comandare… Ma non ha certo la stoffa di Crispi, Mussolini, Gramsci, Nenni, Fanfani. È un altro imbonitore di grande scaltrezza. La politica per lui e per tanti altri personaggi politici italiani, è voluttà, sissignori, voluttà. C’è allora qualcosa di assai malsano, nocivo, pericoloso, in questo. Si piega il Paese ai propri desideri personali. Si fa finta d’avere a cuore le sorti dell’Italia. Spesso riusciamo a illudere gli astanti poiché veniamo dalla Commedia dell’Arte e un certo intuito non ci manca davvero. Siamo insuperabili in tutto ciò che è aereo, accademico, teorico. Quanto ci piace la Teoria… La disquisizione sterile, fine a se stessa ci affascina. Come ci affascina la ricchezza materiale da conquistare o da conservare. Il resto non conta. Non conta, per fare un esempio, che in mense scolastiche italiane a scolari e scolare venga servito il “pangasio”, pesce pescato nel fiume Niger, uno dei corsi d’acqua più inquinati del mondo…

Matteo Renzi ci smentisca, se vuole. Ma abbiamo la sensazione che lui voglia inserire nel proprio curriculum vitae “anche” la carica di Presidente del Consiglio. Finirà che l’incarico di formare il Governo andrà perciò a lui e qualcuno s’illuderà che Renzi sia l’uomo giusto al posto giusto. Di andare alle elezioni anticipate, a quanto ci risulta, non se ne parla nemmeno. Ma sarebbe la cosa più utile, anche se non decisiva, tornare alle urne. È singolare che in un Paese il quale si proclama democratico, le elezioni anticipate non piacciano. Curioso che vengano viste come una sventura. Ma sono proprio sinonimo di purezza democratica le elezioni anticipate mentre è enormemente anti-democratico, arbitrario, ostinarsi a non ricorrervi.

E così stavolta ci attende il salto nel buio più grande della nostra Storia. Solo che all’acrobazia saranno chiamati solo i cittadini, solo loro, solo noi. I personaggi politici nostrani per sé non lo vogliono, no, il salto nel buio. Stanno talmente bene nel tepore della bambagia, adagiati sulla propria opulenza. Riveriti dai servi che quest’Italia seguita a sfornare.

 

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