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Francesca La Marca, una voce canadese in Parlamento

La riunione di sabato 15 marzo al circolo PDNY

La riunione di sabato 15 marzo al circolo PDNY

Eletta alla Camera nel collegio Nord America, sabato 15 marzo è stata in visita a New York, per conoscere gli elettori e gli iscritti al circolo del PD e per raccontare quanto fatto in un anno da deputata, raccogliendo proposte e discutendo le problematiche degli italiani negli USA

 

È stata la sorpresa canadese delle ultime elezioni quando, con un inaspettato numero di voti, ha superato gli altri candidati dati per favoriti ed è approdata in Parlamento. La deputata Francesca La Marca, eletta alla Camera nel collegio Nord e Centro America, sabato 15 marzo è stata in visita a New York, per conoscere gli elettori e gli iscritti al circolo PD, partito con cui è stata candidata. E proprio sabato ricorreva l’anniversario del suo primo anno nel Parlamento italiano. Un anno in cui la deputata si è fatta portatrice delle tante istanze degli italiani all’estero. Su questi temi si è confrontata con gli intervenuti all’incontro di sabato, raccontando quanto fatto finora, raccogliendo proposte e discutendo le problematiche degli italiani negli USA.

“È stato un anno a dir poco impegnativo – ha detto in apertura del suo intervento – Abbiamo rieletto Napolitano e abbiamo visto la faticosa creazione di due diversi governi. Ma voglio dire che negli ultimi tempi c’è un nuovo senso di ottimismo. Questo governo inaugura una politica semplice e veloce, di stile Nord-Americano”.

Nel corso dell’incontro con i rappresentanti PD, si è parlato anche della chiusura del consolato di Newark, tema su cui la deputata ha detto di avere provato senza successo a far cambiare idea al ministro degli Esteri. Un buon risultato, invece, Francesca La Marca lo ha ottenuto riuscendo a far includere un suo emendamento nella legge del governo Letta denominata Destinazione Italia, intesa a stimolare gli investimenti in Italia dall’estero. Grazie al suo impegno quella legge contiene ora un emendamento secondo cui “quando possibile” gli italiani all’estero dovranno essere coinvolti nelle politiche di internazionalizzazione dell’Italia.

Sabato anche noi de La VOCE siamo andati a conoscere la deputata canadese e le abbiamo rivolto qualche domanda.

In questi giorni si è parlato molto di rappresentanza di genere all’interno della riforma elettorale. Cosa ne pensa? Crede siano necessarie norme specifiche in materia?

la marcaA priori è stato qualcosa che è stato molto contestato e che non sosterrei, ma purtroppo bisogna fare così e spingere perché questo progetto possa andare avanti. Secondo me una norma è necessaria. Bisogna comunque sapere che nella nuova legge elettorale la norma è di avere il 50 per cento di donne in lista. Gli emendamenti che sono stati respinti sono quelli che prevedono alternanza donna-uomo-donna-uomo e per quanto riguarda i capilista. Però si prevede un 50 per cento di donne sulle schede.

Lei era presente alla votazione che ha respinto i tre emendamenti in questione?

C’ero per la discussione e per i voti iniziali, ma non per il voto finale.

Il voto degli italiani all’estero. Molti lo criticano, alcuni lo vorrebbero cambiare, altri propongono di abolirlo del tutto. Qual è la sua posizione?

Anche lì ci sono novità. Ora si parla di riforma del Senato, di trasformare il Senato in una camera dei territori. In quel caso si parla della possibile abolizione della rappresentanza degli italiani all’estero, mentre alla Camera nell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri si prevede di avere una rappresentanza.

Ma la legge come è strutturata ora le sembra che vada comunque modificata?

Va comunque cambiata, bisogna fare delle riforme anche per la modalità di voto. Quella è la prima cosa: la messa in sicurezza del voto. La seconda cosa da sapere è che noi italiani all’estero votiamo con una legge diversa, la 459, votiamo con le preferenze e i nostri voti non ricadono sul premio di maggioranza. Quindi, sì, va modificata.

Quali sono le problematiche degli Italiani negli USA di cui si è fatta portavoce?

Uno è la sanità: la copertura sanitaria per chi come noi ritorna in Italia, sia per le nuove generazioni che per i vecchi immigrati. Poi c’è la tutela della lingua e della cultura italiana all’estero: il governo Berlusconi ha tagliato i fondi del 70 per cento. Poi il riacquisto della cittadinanza per quei cittadini che hanno dovuto rinunciare alla cittadinanza italiana per diventare cittadini americani e canadesi.

Lei è nata a Toronto e cresciuta in Canada. Da canadese, come le appare il Parlamento italiano?

La politica italiana è instabile, e questo si sa. Ma con Renzi ho visto un entusiasmo che non avevo mai visto nell’ultimo anno. Credo che stia già facendo dei passi in avanti per migliorare la situazione socio-economica dell’Italia.

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Andrea Mattiello

Prima dell’intervento di Francesca La Marca, sabato sera il circolo PD New York ha eletto il suo nuovo segretario, Andrea Mattiello e il segretario di Paese USA, Sergio Gaudio. Elena Luongo è stata inoltre nominata presidente, mentre Alice Vezzaro ricoprirà la carica di Tesoriere del Circolo. La riunione è sata anche occasione per salutare il segretario uscente, Lucina Di Meco.

 

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