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L’Italia che vive tra le nuvole tra disoccupati e delocalizzazione

di Elisabetta De Dominis
Il Presidente del Consiglio annuncia la candidatura italiana per le Olimpiadi del 2014

Il Presidente del Consiglio annuncia la candidatura italiana per le Olimpiadi del 2014

La classe politica italiana sembra ignorare collegamenti evidenti tra le azioni e le conseguenze di queste azioni, persino per quelle che potrebbero aiutare il paese. Nel frattempo, la delocalizzazione industriale permette ai ricchi imprenditori di aggirare il fisco italiano. Un lusso che i cittadini normali non possono permettersi

 

Napolitano è contrariato perché i giudici indiani non concedono ai Marò di trascorrere le ferie natalizie in Italia. Ma si è accorto con chi ha a che fare? E Renzi se n’è accorto? Hanno pensato a prendere dei provvedimenti di tipo economico? Mi vengono tante idee con tutti quegli indiani che lavorano a casa nostra e gli stilisti che fanno lavorare gli indiani a casa loro. Basta spremersi le meningi. Ovvero si è capaci di dare l’embargo solo alla Russia, perché lo vuole la Merkel, che deve mostrare i muscoli della grande Germania, cioè l’Europa che si sta annettendo?

Grazie a Dio, Renzi ha avuto un colpo di fulmine ed è caduto dalle nuvole: giovedì si è accorto che le sanzioni alla Russia non servono a nessuno. Il che, tradotto, significa che hanno mandato all’aria un po’ di milioni prodotti dal sudore dei nostri lavoratori industriali che esportano in Russia e hanno dovuto tenersi la merce nei magazzini. Non solo, molti stanno fallendo o quantomeno chiudono baracca e burattini. Poi i burattini vanno a manifestare in piazza e Renzi si scandalizza. Ma non si scandalizza quando i nostri industriali del made in Italy trasferiscono sedi e produzione all’estero. Ma si sa, i bei campioni non li tocca nessuno, nemmeno i giudici come si è visto con l’assoluzione di Dolce e Gabbana che non pagano le tasse in Italia perché producono in paesi del Terzo Mondo, poi vendono con il prestigioso marchio Made in Italy. Invece i poveri cristi devono giornalmente passare sotto le forche caudine dell’Agenzia delle Entrate che non si lascia scappare nessuno.

Intanto i giovani laureati scappano per farsi una posizione, visto che in Italia si naviga a vista e si vive con il mal di mare. A proposito, a nessuno del governo è ancora venuto in mente di fare un piano serio per promuovere le nostre coste e in generale il turismo e la cultura italiani? Finora sono sempre stati le prime voci che hanno subito tagli dai governi. Dicevano che con la cultura non si mangia. Certo non si vende come i pannolini, un tanto al chilo, ma può attrarre non solo turisti ma pure chi vuole arricchirsi un po' l’anima. Perché non basta avere il paese più bello del mondo: se non mettiamo a disposizione neanche delle toilette decenti, gli stranieri preferiscono andare a soddisfare i loro bisogni in altri paesi.

“Sono iscritta all’albo degli avvocati e non ho lavoro” dice una pubblicità per radio. Sappiamo benissimo che gli albi non ti trovano lavoro, ma trovano finanziamenti per finanziarsi. Però gli avvocati sono troppi, 247 mila, e pure gli architetti, ecc. Come si può pretendere di fare dell’Italia uno Stato di soli laureati? E che tutti si laureino e trovino subito lavoro, senza alcuna formazione e specializzazione, che comportano ulteriori studi e gavette varie. E anche così sono troppi. Sarà stato il benessere, saranno stati i genitori iperprotettivi e gli insegnanti di oggi che non stimolano l’individualità, la creatività, il pensare con la propria testa, fantasia compresa, fatto sta che sono pochi i giovani che osano inventarsi un lavoro, fare impresa, rischiare. Certo, non appena vanno da un commercialista, si spaventano per quello che dovrebbero pagare. A meno che non s’inventino un prodotto con grande valore aggiunto, comincino a sfruttare gli operai e gli impiegati pagandoli poco e, dopo aver preso un po’ di incentivi statali, trasferiscano l’attività all’estero dove si possono sfruttare i lavoratori ancora meglio. Ora va forte fare impresa in Albania: per esempio, si pagano gli impiegati dei call center, che parlano benissimo l’italiano, 150 euro il mese, e questi poi telefonano alle famiglie italiane dalla mattina alla sera. E non è evasione fiscale questa, visto che parte del lavoro si svolge in Italia?

Bisogna rivedere il sistema, se non vogliamo distruggerci, soccombere e poi sparire. Andando avanti così, caro Renzi, nonostante la sua ambizione e il suo coraggio, alle Olimpiadi del 2024 non ci arriveremo neanche a piedi.

Le previsioni più rosee (fonti assicurative europee) dicono che l’Italia durerà fino al 2017, quando sapremo se ospiteremo le Olimpiadi. Non credo che fra due anni i mafiosi ladri saranno tutti morti e che l’Italia potrà mantenere la fiaccola accesa.

Buon Natale, a voi in America.

 

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