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Anni horribiles per la Sicilia scippata dei fondi europei

Il Governo nazionale ha strappato al Sud e alla Sicilia 3 miliardi e mezzo di fondi europei. E’ probabile che il mandato di uccidere la Sicilia sia arrivato dalla Germania che sogna di affacciarsi nel Mediterraneo. E anche gli USA hanno grandi interessi nell'Isola, ma contrapposti a quelli tedeschi

Per la Sicilia il 2014 è stato un anno orribile. E il 2015 non si annuncia migliore. Anzi. Il timore è che il Governo di Matteo Renzi stia lavorando per impoverire l’Isola. Che potrebbe finire sotto l’ala della Germania. Fantapolitica? Non esattamente. Se è vero – come si sussurra – che gli americani, che in Sicilia hanno grandi interessi geopolitici, sarebbero molto preoccupati. Ma andiamo con ordine.

Cominciamo dalla fine. Quello che un tempo era l’opulento Centro Nord del Belpaese è oggi la periferia della Germania. Si continua a negare la natura truffaldina dell’euro, come se la moneta fosse estranea a un sistema economico. L’Europa unita, o presunta tale, sta facendo al Nord Italia quello che il Nord ha fatto al Sud in oltre sessant’anni di storia repubblicana. “Si è sempre meridionali di qualcuno”, scriveva Bellavista negli anni ’70 del secolo passato. Mai come oggi, per l’Italia che sta sopra la linea gotica, le previsioni del bizzarro personaggio di Luciano De Crescenzo si stanno rivelando esatte.

Ma l’Italia, Paese ormai al tramonto, dimostra di essere ancora più miserabile nelle difficoltà, al di là dei luoghi comuni che Matteo Renzi sparge a piene mani nelle TV, di Stato e berlusconiane. Del resto, era “Un Paese senza” ai tempi dello scintillante Alberto Arbasino, figuriamoci oggi che si ritrova con le pezze al sedere. Stretti nella morsa di un’Unione europea di massoni & banditi, con un Parlamento europeo che, nelle decisioni che contano, conta quanto il due di coppe con la briscola a denari, gli italioti del Centro Nord Italia, sorretti da Renzi e dal suo sodale Graziano Delrio – due personaggi che nella Prima Repubblica sarebbero rimasti a vita nei sottoscala della politica – non trovano di meglio che scippare i soldi che la stessa Unione europea aveva stanziato per il Sud d’Italia.

C’erano 3 miliardi e mezzo di euro di fondi europei non spesi in favore del Sud d’Italia. Soldi che erano stati riprogrammati dall’ex ministro, Fabrizio Barca. Le Regioni del Mezzogiorno avrebbero dovuto utilizzarli dal 2014 al 2017. Che hanno fatto Renzi e Delrio? Hanno tolto questi soldi al Sud. Motivo: tre anni per spenderli sarebbero stati tanti. Così, i 3,5 miliardi di euro destinati al Sud – questo hanno stabilito Renzi e Delrio con il voto di Camera dei deputati e Senato della Repubblica – andranno a finanziare gli sgravi fiscali delle imprese italiane. Che, guarda caso, stanno in grande maggioranza nel Centro Nord Italia. In pratica, uno scippo ai danni del Sud voluto dal Governo Renzi e avallato dal Parlamento. Quando li spenderanno questi soldi nel Centro Nord Italia? Dal 2015 al 2017. Quello che non si poteva fare al Sud si farà nel centro Nord Italia…

Questa è l’Italia nell’anno di grazia 2015 che è appena iniziato: un Paese senza bussola, con il Centro Nord ormai in crisi che, per tirare avanti, ruba i soldi a un sempre più povero Sud Italia. Queste cose, ovviamente, cari lettori americani, non le leggerete sui "grandi" giornali italiani. Né sentirete affrontare tali argomenti dalle TV. Silenzio su tutta la linea. Quanta retorica sull’Italia! Quante minchiate che raccontano. Come quelle pronunciate da Renzi nella sua recente tappa siciliana. A Catania, questo signore che pensa di essere il più intelligente di tutti solo perché alle ultime elezioni europee il suo partito ha preso il 40 per cento dei voti (con il 60 per cento o giù di lì degli italiani che non è andato a votare), ha detto, con il petto all’infuori, che l’Italia ripartirà dal Sud. E infatti un mese dopo ha scippato al Sud 3 miliardi e mezzo di euro. Soldi che – per esempio – moti Comuni siciliani avrebbero utilizzato per le categorie disagiate: anziani, infanzia, minori.

Cari lettori in America: è questa la vera Italia, non le cazzate che spara Berlusconi con le storie delle catarratte gratis per chi lo voterà. L’Italia è questa: un Paese di egoisti, con il Centro Nord che, stretto da una moneta unica fallimentare – l’euro – che rende difficili le esportazioni, non trova di meglio, per sopravvivere, che saccheggiare le scarne risorse destinate al Sud. Tanto, dicono – perché lo dicono – al Sud sono abituati a fare la fame. Loro invece non ci sono abituati. Ma dove in Italia non è mai arrivata la giustizia sociale degli uomini, arriverà la giustizia dei massoni e banditi dell’Unione europea comandata a bacchetta dalla Germania. Che per pagarsi la riunificazione sta utilizzando euro, Banca centrale europea e spread per affondare i Paesi del vecchio Continente che sono caduti nella trappola della moneta unica.

Cari lettori che vivete Oltreoceano, non potete immaginare, vista dalla Sicilia, quanto appare misera e banditesca l’Unione europea. Quanto siano falsi tutti i proclami di europeismo, benessere, civiltà. Tutte cazzate. Oggi l’Europa unita dell’euro è un inferno dove due tre Paesi sono stati presi di mira per essere spogliati. Il primo è la Grecia, il secondo è l’Italia. Poi toccherà a Spagna e Portogallo. Non è casuale l’accanimento dell’Europa del Nord verso questi Paesi. In Grecia e in Italia, in particolare, c’è la storia della cultura occidentale. Anzi, le storie. Dal dubbio dei presocratici greci al cristianesimo. Tradizioni millenarie estranee, se non nemiche, di una certa Europa del Nord, che qualche anno fa ha provato a togliere le radici cristiane dalla Costituzione europea. E, in effetti, nell’Europa oggi dominante – quella della Germania – le tradizioni culturali dovrebbero cercarle nella Foresta nera…

In questa Europa delle banche e della finanza ladra la Grecia e l’Italia vanno ridimensionate. Impoverite. Spogliate. I cittadini di questi due Paesi debbono diventare sudditi. La Grecia era quasi sottomessa. Oggi rischia di sfuggirgli di mano. E’ arrivata la sinistra “estrema”, come blaterano i TG italiani. E’ solo la sinistra di Tsipras, una forza politica che non vuole far morire la Grecia. Con il referendum sull’Europa, chissà come, sono riusciti nel probabile ammuino, come si dice a Napoli. Oggi banchieri e truffaldi europeisti hanno qualche problema. Perché una maggioranza di sinistra, in Grecia, c’è già. Anche truccando le elezioni non risolverebbero nulla.

Se i greci, in massa, voteranno per Tsipras questo Paese potrebbe salvarsi. Non si salverà, invece, la Sicilia, che il Governo Renzi ha deciso di ammazzare. Negli ultimi due anni il Governo nazionale ha strappato dal Bilancio della Regione autonoma della Sicilia almeno 4 miliardi di euro. E’ probabile che il mandato di uccidere la Sicilia – che è una Regione autonoma, come i lettori americani sanno – sia arrivato dalla Germania della Merkel. La Germania ha grandi interessi in Sicilia. Geopolitici in primo luogo. I tedeschi, che come negli anni ’30 del secolo passato comandano in Europa, sognano di affacciarsi nel Mediterraneo. In Sicilia hanno già opzionato le miniere di sali potassici, chiuse dalla fine degli anni ’80 del secolo passato. Ma per arrivare in Sicilia e piantare le bandierine teutoniche – magari per impossessarsi del Palazzo Reale di Palermo, dove oggi ha sede il Parlamento dell’Isola – i tedeschi hanno bisogno di distruggere l’Autonomia siciliana.

Qui il gioco diventa pesante. Torniamo così all’inizio di questo nostro ragionamento. Agli americani. Perché, in Sicilia, gli USA, da Yalta in poi, hanno grandi interessi. Alleati in Ucraina contro Putin, in Sicilia Americani e tedeschi hanno, invece, interessi contrapposti. Gli americani operano nella base militare di Sigonella, alle falde dell’Etna, con un arsenale tra i più importanti d’Europa. E hanno piazzato il Muos a Niscemi, nel cuore dell’Isola. Un mega radar – uno dei quattro mega radar presenti al mondo – che serve ai militari americani per operare nella Mitteleuropa, nel Mediterraneo e nel Medio Oriente.

Proprio in ragione di questi grandi interessi che ha nell’Isola, il Governo americano non dovrebbe avere molta voglia di veder fallire la Sicilia, anzi l’Autonomia siciliana. E dovrebbe avere meno voglia di vedere una Sicilia al soldo tedesco.

Si sussurra che gli americani sarebbero molto preoccupati. Perché il default della Regione siciliana, che il governo nazionale sta provocando con continui scippi di fondi pubblici potrebbe avere effetti sociali dirompenti. Con la possibilità, tutt’altro che remota, di creare problemi a Sigonella e al Muos. Sempre fantapolitica? Chissà.

La partita è aperta. Siamo proprio curiosi di vedere come finirà.   

 

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