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La democrazia platonica e il regno dei cieli

di Elisabetta De Dominis

Posto che la figura del presidente dello Stato italiano come concepita dalla Costituzione è inutile per la sopravvivenza dignitosa degli italiani, ma è utile ai partiti come garante della loro esistenza, e posto che Mattarella ha giurato di essere fedele alla Costituzione, nulla dovrebbe cambiare, fatte salve le modifiche che vi apporterà Renzi

“I democristiani sono come i rotoli di carta igenica Regina: non finiscono mai”. Ha commentato il comico Maurizio Crozza. Però c’è poco da ridere: siamo al punto di partenza, a settant’anni fa, ma senza la speranza che era il motore degli animi nel dopoguerra. Ora il turbo ce l’ha solo Renzi e dove ci porti è solo lui a saperlo. Ahinoi, visto che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare… 

Siamo tornati al regno dc ossia al regno dei cieli, al quale si affidano tutti quelli che si autodefiniscono ‘democratici’.  Sorvolando sull’accezione della parola ‘democrazia’’, considerato che nel nostro Paese è platonica come l’amore non consumato, e con buona pace del filosofo Platone, ‘sto regno cristiano ci costa un po’ troppo: 224 milioni l’anno spesi solo per il Quirinale. Certo è democratico, perché ha creato un indotto ben retribuito, ma essendoci già un papa che fa il suo, non vedo perché avere pure un presidente che per trovare la forza di partire si affida alle suore con un “pregate per me”. Anzi, non vedo proprio cosa serva un presidente della Repubblica, se non a revisionare il turbo renziano. 

Un presidente della Repubblica italiana non risolve i problemi dell’Italia, benché Napolitano abbia cercato di tamponare venti anni di berlusconismo. Ci siamo tutti già dimenticati dei misfatti di quei nani, ballerine e faccendieri che avevamo al governo? Sì e no, perché ci pare un miracolo aver scovato come servitore dello Stato un presidente per bene. Cosa abbia fatto, famiglia a parte, per lo Stato italiano non si è capito, oltre ad occupare una cattedra di diritto parlamentare che di solito fa parte del diritto costituzionale e non costituisce una cattedra ad hoc; ma si sa le vie della democrazia cristiana sono infinite… Ah sì, il mattarellum, sostituito dal porcellum. Ora non ci manca che Mattarella si trasformi in un mattarello, sulle orme di Cossiga il quale zitto zitto una volta arrivato sullo scranno, cominciò a picconare togliendosi non solo i sassolini dalle scarpe ma anche i rospi dalla bocca.

Pertanto la condicio sine qua non per arrivare al potere in Italia è essere cristiani praticanti, in pratica praticoni: baciare i banchi per occupare le sedie. L’hanno capito perfino i comunisti che si sono ben adattati alle comodità democristiane in odore di sobrietà. Dunque Mattarella è un sobrio tout court: abitava in un appartamento di 50 metri quadrati e girava in Panda grigia, ma guadagnava più della regina Elisabetta. Non aveva certo bisogno di ostentare. Così è arrivato al regno dei cieli, dc. E noi sotto ad aspettare un tozzo di pane, a pregare che piova per il raccolto, ma non troppo, a sperare di potere guidare una Panda come lui, tanto fra un po’ sarà l’unica auto che ci potremo permettere, dovendo mantenere un esercito di parassiti.

Posto che la figura del presidente dello Stato italiano come concepita dalla Costituzione è inutile per la sopravvivenza dignitosa degli italiani, ma è utile ai partiti come garante della loro esistenza, e posto che Mattarella ha giurato di essere fedele alla Costituzione, nulla dovrebbe cambiare, fatte salve le modifiche che vi apporterà Renzi. Il quale sì, a differenza di Mattarella, esercita il potere assoluto. Quindi avremo una sorta di dio in terra, in assenza del padre che sta zitto perché Mediaset guadagna 500 milioni di euro in borsa al giorno. In medio stat virtus, la virtù sta nel mezzo, e ci stanno tutti dentro felici e contenti. 

L’8 marzo, festa della donna, Il Cavaliere lascerà i servizi sociali e ricompatterà le sue coorti di fedelissime amazzoni, l’unico esercito che gli resti. Ad Angelino Alfano non resta che aprire una pasticceria siciliana chiamandola “Angelino”, emulando la parigina “Angeline”. Monti si scelga una casa al mare, visto che Scelta Civica ormai è deserta. Non dubitiamo che Casini si accasi all’ombra di Mattarella, come prima a quella di Napolitano, continuando democristianamente ad attendere il suo turno presidenziale. Salvini sta cuocendo un lepenismo alla pomarola, mentre il banchiere Corrado Passera apre lo sportello di Italia Unica: un nuovo partito che cerca di raccogliere i voti dispersi degli elettori di centrodestra. Ma ormai sono diventati tutti demo-renziani. 

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