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Il Parlamento ricorda quello di Mussolini: ora Mattarella che farà?

Rissa in Parlamento tra "onorevoli" durante la discussione delle riforme costituzionali: mentre Renzi manifesta verso la democrazia parlamentare lo stesso disprezzo che dimostrava Mussolini, il presidente del Senato Grasso e la presidente della Camera Boldrini lo assecondano umiliando le istituzioni democratiche. Mattarella farà lo stesso?

 

Il presidente del Senato, Piero Grasso, e la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, non sappiamo se per volontà politica o per inesperienza, stanno trasformando i due rami del Parlamento del nostro Paese in luoghi di rissa che ricordano, in modo più scomposto – spiace dirlo – i giorni che precedettero l'Aventino. Del resto, non è un mistero che il nostro Paese si stia preparando a una nuova forma di fascismo soft. Come ai tempi di Mussolini, Grasso e la Boldrini, sempre più spesso, fanno ricorso a decisioni in base alla quali viene tolta alle opposizioni dei rispettivi rami del Parlamento la possibilità di discutere le leggi. Ormai il ricorso alla cosiddetta 'ghigliottina' è diventata la norma. Così come il continuo ricorso ai decreti-legge.

Renzi, di fatto, manifesta verso la democrazia parlamentare lo stesso disprezzo che dimostrava Mussolini. La cosa veramente sgradevole è che il presidente del Senato e la presidente della Camera lo assecondano in tutto, umiliando le istituzioni parlamentari. E, come ai tempi di Mussolini, la 'grande' informazione fa finta di non vedere quello che sta succedendo in questi giorni in Parlamento. Dove i parlamentari delegittimati da una sentenza della Corte Costituzionale (che ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, ovvero la legge elettorale truffaldina con la quale sono stati eletti in barba alla volontà popolare!) stanno cambiando la Costituzione, abolendo, di fatto, il Senato e, quindi, il bicameralismo, e trasformando l'assemblea di Palazzo Madama in una male affastellata raccolta di consiglieri regionali. 

Oltre a massacrare il Senato, Renzi, Grasso, la signora Boldrini e alcuni Partiti – Pd, Nuovo centrodestra e Forza Italia – in una totale e indecorosa confusione di ruoli politici e istituzionali, si accingono ad approvare una legge elettorale che, per certi versi, è peggiore del Porcellum, ignorando la già citata sentenza della Corte Costituzionale. 

In un paese normale ci sarebbe da vergognarsi. Ma questo, a quanto pare, non è un problema per Renzi, per Grasso, per la signora Boldrini (a proposito, ma Vendola non ha nulla da dire a questa signora, visto che l'ha fatta eleggere in Parlamento?), per Alfano, per Berlusconi e per tutti gli altri parlamentari che stanno avallando tutto questo.

Deve essere chiaro che la nuova legge elettorale rappresenterà il primo banco di prova per il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Da ex componente della Corte Costituzionale che ha 'bocciato' il Porcellum, il nuovo capo dello Stato non potrà certo avallare l'Italicum con 100 candidati dalle liste bloccate. Se ciò dovesse accadere, il presidente Mattarella non si dovrà meravigliare se le polemiche cominceranno a coinvolgerlo.  
 

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