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Non siamo più figli di Troika

di Elisabetta De Dominis

Mente Angela Merkel ha deciso che l’Europa, cioè la Germania, doveva derussizzarsi e come per incanto la Troika ha cambiato nome in ‘Istituzioni’, la vera Europa è stata sbattuta in mare con tutti i suoi bei sogni, i suoi principi, i suoi valori e la sua cultura. E’ lì lì per annegare e nessuno neppure sente i suoi richiami

Meglio tenersi stretto Tsipras – deve aver pensato frau Angela – dopo aver trascorso la notte a guardarsi nelle palle degli occhi con Vladimir. E tornata da Minsk, la Merkel ha deciso che l’Europa, cioè lei, doveva derussizzarsi per prendere le distanze dalla guerra in Ucraina di Putin. Quindi come per incanto la Troika ha cambiato nome in ‘Istituzioni’. Il che poi allarga il gruppo di controllo, che in teoria sarebbe composto solo dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale. Si era portata dietro Hollande, temendo che il cugino bastardo francese facesse combutta con il cugino matto, l’Italia, e il cugino povero, la Grecia. Magari poi pure con i pezzenti spagnoli e portoghesi, perché così la pensano i tedeschi. Ma per fare l’Europa e comandarla hanno bisogno anche di noi. I Paesi slavi invece non sono un problema per la Germania perché la servono da sempre, solo che non se ne sono ancora resi conto. Forse l’Ungheria, che si sta avvicinando alla Russia. Il piccolo zar sogna una grande Eurasia e pesta i piedi alle ambizioni germaniche che, nella voracità di annettersi più popoli possibile, hanno fatto entrare a casa loro turchi, albanesi, bosniaci, tutti musulmani. Ovvio che il Califfato rivendichi i territori abitati dai correligionari, lasciando un’Europa dimezzata. Renzi deve aver avuto un sogno rivelatore perché ha dichiarato alla Ue: “Attenti al lupo”, cioè all’Isis che attraverso la Libia ci invia immigrati clandestini.  Oppure ha solo riflettuto sulle parole del leader della Lega Salvini temendo di arrivare a un “Si Salvi-ni chi può’”. Per coloro che non se ne fossero ancora accorti, non è che tutta quella povera gente scappa dall’Africa e si paga il biglietto del traghetto: da una testimonianza di una rifugiata infatti è emerso che gli scafisti rapiscono la gente per mandarla in Italia. E’ occupazione europea questa a lungo andare o no? E’ il cavallo di Troia del XXI secolo.  Solo che stavolta non l’hanno fatto i greci, ma gli arabi.

Ciò non toglie che noi italiani siamo soli di fronte a un’emergenza umanitaria che dalla Padania in su, vista la distanza territoriale, non è considerata. E non si può neppure dire che siamo tutti sulla stessa barca europea e che dobbiamo navigare insieme, perché siamo solo sulla stessa euro-vacca.

Nel mito Giove travestito da vacca rapisce Europa, la giovane fenice. Tutti hanno confuso la vacca con la ninfa, pensando che l’Europa fosse la prima e che bisognasse cavalcarla. La più lesta ad afferrarne le redini è stata la Merkel, ma non basta sedere su una poltrona bovina e magari assomigliarle per pensare di condurre gli armenti. Europa è stata sbattuta in mare con tutti i suoi bei sogni, i suoi principi, i suoi valori e la sua cultura. E’ lì lì per annegare e nessuno neppure sente i suoi richiami. 

In Italia si pensa di sopravvivere cantando e mangiando. Finché non ci libereremo del Festival di Sanremo, non ci libereremo dell’ignoranza. Presente in platea una crème di cinquantenni di cui il 58 per cento con la sola licenza elementare, che ha riso di gusto quando un attore comico ha ringraziato il padre per avergli fatto studiare greco e latino che usa ogni giorno… e ha messo in ridicolo l’insegnamento della geografia alle elementari. Visto l’affondamento dell’Europa, ha dimostrato che a gente come lui basta studiare un libro, magari il Corano. 

Ma la crème della crème italiana sopravive alla grande depositando i risparmi alla banca HSBC di Ginevra, esentasse perché cittadina del mondo. Mentre c’è ancora chi si preoccupa di rafforzare gli italiani, come Berlusconi, e cerca di far digerire a Salvini degli spinaci. Personalmente mi hanno fatto sempre i brividi, come peraltro Sanremo, ma forse sono proprio gli spinaci il segreto del nostro Cavaliere di ferro. Ha promesso che dal 9 marzo, giorno della sua liberazione, sarà di nuovo in campo e farà una rivoluzione. Speriamo non solo culinaria. Perché qui tra i pasticcini di Alfano e i pasticci di Renzi, siamo già nauseati prima che inizi l’Expo a Milano dedicato all’alimentazione italiana. Non si potrebbe cominciare a togliere il grasso che cola alla crème della crème italiana, composta da 7 mila imprenditori, stilisti, industriali LADRI che affamano i loro fratelli italiani che non riescono a fare la spesa per mettere a tavola neanche due foglie di spinaci? 

 

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