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Approvata l’Imu agricola voluta del governo Renzi

Con il nuovo balzello Roma ha trovato i soldi per gli 80 euro. Per gli agricoltori della Sicilia è l’ennesimo ‘siluro’, se è vero che questo settore è già in crisi. Le contraddizioni di Pd e Nuovo centrodestra. La protesta del Movimento 5 Stelle che si è battuto contro il provvedimento 

E’ stato approvato ieri il decreto legge che istituisce l'Imu agricola. Si tratta di un nuovo balzello, introdotto dal governo nazionale di Matteo Renzi, che colpisce un settore già in crisi. Un’iniziativa sostenuta dai partiti che sostengono il governo: Pd, Udc, Nuovo centrodestra democratico. Contro il provvedimento si sono battuti i parlamentari del Movimento 5 stelle. Ma la loro opposizione alla Camera e al Senato è servita a poco perché, alla fine, numeri alla mano, è prevalsa la volontà del Presidente del Consiglio, Renzi.

“Si è consumato stamattina, nell’aula di Montecitorio (ieri mattina per chi legge ndr) – dicono i parlamentari Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati – l’assalto alla terra del governo Renzi, che con il decreto appena approvato costringerà migliaia di agricoltori a pagare una tassa ingiusta ed iniqua come l’Imu”. Ieri, durante la dichiarazione finale del provvedimento, il Movimento 5 Stelle ha votato contro il decreto del governo che introduce l’imposta sui terreni agricoli, ed ha esposto in Aula cartelli con su scritto: “No Imu, la terra non si tassa”.
“L’Imu sui terreni agricoli – sottolinea la deputata palermitana della commissione Agricoltura della Camera, Loredana Lupo – permane una tassa illogica che serve solamente a fare cassa, perché, dopo anni di politiche sconsiderate e volte ad usare le tasche dei contribuenti come ‘bancomat’, alla fine a pagare sono sempre gli stessi. I contraccolpi dell’ennesimo balzello potrebbero essere letali, specie in Sicilia, dove parecchie aziende sono ormai con l’acqua alla gola”.

E dalla Sicilia si leva la voce di un’esponente grillina del Parlamento dell’Isola (la Sicilia, Regione autonoma, ha un proprio Parlamento), Angela Foti: “E' l'ennesima volta che la Sicilia diventa bersaglio del governo Renzi con una tassa vergognosa che non è altro che l'ennesimo sacrificio fatto sull'altare dei famigerati 80 euro. Non accettiamo ora le lacrime di coccodrillo di Nuovo centrodestra e Pd, che in commissione Bilancio di Camera e Senato hanno affossato ogni tentativo di abolire la nuova gabella”.

In effetti, come ha scritto qualche giorno fa in un columnist, sul nostro giornale, Carmelo Raffa, anche l’opposizione interna al Pd non sempre è convincente: fanno le battaglie contro certi provvedimenti volti da Renzi, ma poi al momento del voto…  

“E' l'ennesima contraddizione di un governo schizofrenico ed incapace – commenta un altro esponete grillino del Parlamento siciliano, Giancarlo Cancelleri – che da un lato promuove l'Expo sull'agricoltura e, dall'altro, tassa la terra. Con questa operazione si costringono i sindaci a trasformarsi in odiosi gabellieri per recuperare il fondo di solidarietà che da quest'anno lo Stato non trasferirà più ai Comuni, costringendo i primi cittadini a rifarsi sui terreni e sui cittadini attraverso l’Imu. È il gioco delle tre carte. Questa gente deve andare a casa”.

Purtroppo, quello che dice Cancelleri è vero. Tantissimi Comuni siciliani versano, oggi, in condizioni finanziarie gravissime. Questo anche perché lo Stato non trasferisce più le risorse finanziarie. Costringendo gli amministratori comunali – come sta facendo con l’Imu agricola – a tassare ulteriormente una categoria che, in Sicilia, è oggi economicamente in crisi: gli agricoltori. Va ricordato che tantissimi piccoli agricoltori siciliani oggi colpiti dalle cartelle esattoriali di Equitalia che riguardano, per lo più, le abitazioni. Per loro, e sono tantissimi, si tratta di un’ennesima tegola. Una nuova tassa che non potranno pagare e che rischia solo di mettere a rischio, oltre alle loro abitazioni, anche i terreni.

 

“I primi cittadini dell’area PD sono in imbarazzo per l’ennesimo provvedimento che vessa gli agricoltori e gli stessi comuni”: così si leggeva in un articolo che faceva riferimento ad un incontro che si è svolto in provincia di Caltanissetta nei primi di Febbraio. Erano presenti i sindaci di Sommatino, Riesi, Delia, Butera, Mazzarino. “Vorrei chiedere – dice la parlamentare nazionale, Azzurra Cancelleri – oggi, se si tratta solo di imbarazzo per quanto accaduto durante i lavori di commissione parlamentare. Gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle hanno avuto tutti il voto contrario della maggioranza Pd-Nuovo centrodestra. Chiedevamo troppo? Giudicate voi: proroga della scadenza di pagamento, esenzione per i terreni destinati a pascolo e rimboschimento. Mentre per i terreni che non ricadono in territori montani o di collina chiedevamo il rimborso per coloro i quali hanno già pagato l'Imu agricola e che risulterebbero esenti in seguito alla modifica”

“Vorrei sottolineare – aggiunge la deputata grillina – che l'esame degli emendamenti in commissione è stato svolto senza l'accurata analisi che avrebbe richiesto: in un'ora soltanto sono stati votati più di cento emendamenti senza una seria lettura e relativa valutazione. Renzi ha disposto che il decreto non deve essere modificato e il Pd ha eseguito i comandi che arrivano dall'alto”. 

 

I parlamentari del Movimento 5 Stelle legano l’Imu agricola agli 80 euro introdotti dal governo Renzi. “L'Imu agricola – dicono i grillini – è la prova della sua incapacità di pianificare la crescita del Paese, conseguenza dei famosi 80 euro che avrebbero dovuto far ripartire l'economia. Ed eccoci nuovamente ad una presa in giro. Gli 80 euro non hanno le coperture finanziare o, per meglio dire, le coperture sono i nostri soldi: dà 80 euro e ne chiede 150”.

Colpire l'agricoltura è un colpo basso che il Governo ha dato ad un settore che è parte essenziale e  produttiva del Paese e che sarà costretto a subire questa imposizione senza poter reagire o lasciare l'Italia per spostarsi verso altri paesi che, a differenza del nostro, saprebbero valorizzarlo.

Contro l’Imu agricola si era schierato Agrinsieme Sicilia, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative che aderiscono a Confagricoltura, alla Cia (Confederazione italiana degli agricoltori), ad Alleanza delle cooperative (Agci Agrital, Fedagri Confcooperative e Legacoop Agroalimentare).

"L’agricoltura siciliana – si legge nella lettera che è stata inviata ai parlamentari siciliani eletti alla Camera e al Senato – dopo aver subìto le conseguenze di un andamento climatico particolarmente sfavorevole […]  si trova ad affrontare un’altra calamità rappresentata dall’Imu sui terreni agricoli. Si tratta di un’imposta insostenibile. Una patrimoniale che viene applicata ad un bene strumentale che è la terra".

Appello che non è servito a nulla, perché oggi l’Imu agricola è un’amara realtà.

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