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Rivolta contro Baccei, l’inviato di Renzi in Sicilia

Tutto il Parlamento siciliano è in polemica con l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, accusato di metodi antidemocratici. Vorrebbe imporre alla Sicilia tagli eccessivi, dimenticando i soldi che Roma deve alla Regione

E' rivolta contro l'assessore regionale all'Economia, Alessandro Baccei. Le dichiarazioni dell' 'inviato speciale' del Governo Renzi in Sicilia, infatti, non piacciono ai deputati del Parlamento siciliano che reagiscono duramente alle sue parole e al suo atteggiamento. 

Inviato in Sicilia per fare ingoiare il rospo di tagli draconiani, Baccei continua ad esternare dichiarazioni che, come è facilmente prevedibile, urtano la sensibilità delle istituzioni democratiche siciliane. 

Oltre a raccontare la storiella secondo cui il Governo nazionale  sarebbe pronto ad aiutare finanziariamente la Sicilia (quando sul tavolo della trattativa ci sono soldi che in realtà spettano alla nostra regione), l'assessore romano detta condizioni e distribuisce pagelle. 

 "Maestrini" sono i deputati che propongono emendamenti alla sua finanziaria. Degna di poca fiducia è l'Ars, il Parlamento dell'Isola, che potrebbe emendare i suoi tagli e per questo, come riferito dallo stesso,  non ispira fiducia al governo nazionale (della serie: il lupo non si fida dell'agnello). 

Le sue esternazioni, come detto, hanno suscitato una reazione corale. A cominciare dal Presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone che, come vi abbiamo raccontato qui, non solo ha esortato Baccei a fare gli interessi della Sicilia (ruolo per cui è pagato), ma ha fornito un elenco dettagliato di tutte le risorse che Roma trattiene e dei tagli subiti, e che bastano da sole a spiegare il buco finanziario siciliano. 

Ma, anche dagli altri fronti politici, la reazione non si è fatta attendere (l'unica voce mancante, sulla questione, al momento è quella del Movimento 5 Stelle e ovviamente del Pd, partito dell'assessore e dei suoi mandanti).

A cominciare dal Patto democratici per le riforme, gruppo parlamentare vicino al Presidente della Regione, Rosario Crocetta. Che per bocca del capogruppo, Giuseppe Picciolo, dice:

“Raccomando all'amico assessore Alessandro Baccei maggiore prudenza nelle sue dichiarazioni soprattutto in un momento così delicato per le nostre finanze. A mio avviso deve farsi valere sia sui tavoli regionali, chiedendo ai siciliani una politica di rigore ma, e bene dice Ardizzone, soprattutto con il governo nazionale perché ci sia dato ciò che legittimamente ci spetta".

"Fare l'assessore al bilancio della Regione siciliana- aggiunge PIcciolo-  vuol dire essere il portavoce delle giuste istanze di una terra che a fronte di una autonomia di facciata è stata sempre terra di conquista per i corsari del nord che hanno da sempre approfittato del nostro malgoverno e delle nostre divisioni politiche per trattarci come i parenti scialacquatori e poveri che si accontentano poi delle briciole perché sono con l'acqua alla gola". 

Si fa sentire anche il Nuovo centrodestra: 

"Tre miliardi pronti per la Sicilia a condizione che il disegno di legge sulla Finanziaria sia approvato senza modifiche perché alcuni …maestrini non si fidano del Parlamento regionale! Ma siamo pazzi!? – esplode Nino D’Asero, capogruppo degli alfaniani all'Ars- devo dire che dopo aver letto questo tipo di dichiarazione, per un attimo il mio disappunto mi aveva annebbiato tanto da farmi leggere anche che fosse un delirio di Baccei… no: erano, a parlare, Del Rio e Baccei. Altro che i maestrini che presentano emendamenti…”

“Fermo rimanendo che il presidente dell’Ars, nel suo ruolo di garante dell’intera istituzione, sicuramente interverrà per sottolineare la dignità del Parlamento siciliano, dignità che va difesa da tutto e da tutti – riprende il capogruppo Ncd all’Ars – ribadisco, come altre volte mi è toccato fare, che non possiamo accettare bacchettate da alcuno, specialmente se preventive, né ricatti del tipo se fate i bravi, secondo regole assolutamente non democratiche, vi daremo quanto già vi spetta per diritto! Ma si può pensare di inibire e condizionare l’attività politica con delle illogiche regole extra moenia – conclude D’Asero – e cercare di indurre a procedure …dittatoriali?”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all'Ars:

"Le dichiarazioni dell'assessore Baccei, secondo il quale Palazzo Chigi non si fiderebbe del governo siciliano, ci lasciano sconcertati e impongono di fare chiarezza. Ci chiediamo infatti se l'assessore parli per crearsi un alibi, e per nascondere l'insuccesso delle politiche dell'esecutivo regionale del quale fa parte, o per coprire la deliberata volonta' romana di ammazzare la Sicilia, dietro ingiustificabili alibi siciliani. E' altresi' grave che Baccei usi degli epiteti offensivi come 'maestrini' nei confronti del presidente dell'Ars o dei singoli deputati. Su tale questione penso che l'assessore, nelle prossime ore, vorra' presentera' le proprie scuse". 

Interviene anche il vice presidente vicario dell'Ars, Antonio Venturino (ex M5S):

"Le parole dell'assessore regionale all'Economia, Alessandro Baccei, sorprendono perche' non fanno altro che delegittimare l'operato della politica, l'Assemblea e la sua autonomia".

"Sostengo da mesi – aggiunge Venturino – che è meglio un politico deputato, che si assume tutte le responsabilità che fanno capo alla politica. Penso che siamo in grado di farci del male da soli, la soluzione ai problemi della Sicilia non ritengo sia da limitare alla linea dei tagli a cui ci obbliga il governo centrale, qua bisogna trovare denaro in entrata e la soluzione e' tutta legata alle imposte che dovrebbe incassare la nostra Regione".

"E' facile arrivare in Sicilia e tagliare – prosegue il vice presidente vicario dell'Ars – ma si tratta di avere una capacita' di visione politica complessiva, se da un lato vanno eliminati gli sprechi dall'altro bisogna indicare le proposte utili a favorire la crescita economica. Pensando alle parole di Baccei – conclude Venturino- non posso fare a meno di pensare ad un espressione di Flaiano: non e' la lettera che dobbiamo leggere, ma e' il postino che dobbiamo capire". 

Altrettando duro il deputato regionale Toto Cordaro (Cantiere popolare per Forza Italia):

"In una situazione economica e sociale drammatica per la nostra Isola, con un governo che ha prodotto solo molti annunci e molti fallimenti, con la scadenza che incombe, il 30 aprile, entro cui approvare finanziaria e bilancio, può persino accadere di dover leggere le grottesche e preoccupanti dichiarazioni dell'assessore regionale all'Economia, atterrato a Roma con il cappello in mano per chiedere tre miliardi di euro per coprire i buchi di bilancio".

"Palazzo Chigi, nella persona del sottosegretario Delrio, i miliardi li sborserebbe pure, ma il suo timore è che l'Ars, a fronte di questa erogazione, non proceda con l'approvazione delle riforme – continua Cordaro – La verità è che Palazzo Chigi non può certo riferirsi a me e alla mia parte politica, ossia il centrodestra, ma a Crocetta e al Pd siciliano che non sono meritevoli di alcun fiducia". 

 

 

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