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Con tutto il potere a Renzi “siam pronti alla vita”

di Elisabetta De Dominis
Il premier Matteo Renzi (Foto Reuters)

Il premier Matteo Renzi (Foto Reuters)

Con Matteo Renzi cambia pure la strofa dell'inno nazionale: "Siam pronti alla vita" cantavano i bambini per l'inaugurazione dell'EXPO. Ma quando si diceva “siam pronti alla morte”, non significava che eravamo guerrafondai, ma che amavamo la patria a tal punto che per essa saremmo stati pronti a dare la vita

Piuttosto di niente, piuttosto. Piuttosto 80 euro in busta paga, ma non per tutti; piuttosto il Jobs Act, ma non per tutti; piuttosto la riforma elettorale, ma solo per Renzi…  Tutto il potere al premier. Va be’ che bisogna accontentarsi, dopo troppi anni di immobilismo politico, che ci ha fatto aspettare inutilmente le riforme per decenni, come i tartari nel Deserto dei tartari di Buzzati. Solo che qui arrivano le riforme ma rimane il deserto. E cosa potrà fare Renzi se non ottiene pieni poteri?

Subito ha dimostrato di sapersi accaparrare il potere senza delle elezioni democratiche, quindi siamo fiduciosi per il seguito. Non si stanca di ripetere che ama l’Italia, ma che può lasciare in ogni momento la presidenza; perciò ama più se stesso e la sua vita. Non è pronto alla morte per la sua patria, infatti all’inaugurazione dell’Expo i bambini hanno cantato l’inno di Mameli modificato: “Siam pronti alla vita”. Il che se di primo impatto ha commosso le anime buone, lascia molto perplessi. Primo per una questione di forma: come si sono permessi di modificare l’inno nazionale? Secondo: la forma denota la sostanza; nel senso che della ratio dell’inno chi l’ha modificato, con il placet del presidente, non ha capito niente: sono i valori su cui si basa l’identità nazionale, la nostra nazione. Quando si dice “siam pronti alla morte”, significa non che siamo guerrafondai, ma che amiamo la patria a tal punto che per essa, come hanno fatto i nostri padri, siamo pronti a dare la vita.

Ma oggi per gli italiani pacifisti questo discorso è tabù: bisogna amarsi tutti, tutti sono buoni, al massimo dissentono. Concetto del sindaco di Milano Pisapia: il diritto al dissenso è sacrosanto, poi vanno individuati i colpevoli… della distruzione di mezza Milano il primo maggio. Deve giustificare quello che non sono stati capaci di predisporre prima? Come il non far manifestare in centro città i Black Bloc, che è risaputo siano dei delinquenti.  Secondo il sindaco è stato sconfitto chi voleva sangue. E il ministro dell’Interno Alfano ha parlato di aver messo in atto una tattica di ordine pubblico che ha evitato il peggio, il sangue appunto.

Incompetenti e mammole. Incompetenti perché dovevano arginare prima la tragedia annunciata. Mammole perché non sono stati capaci di dare degli ordini in difesa della città e dei cittadini italiani che pagano le tasse e quindi anche loro. Il comandante della polizia doveva far intervenire con la forza i suoi. Il che non significa malmenare, come è successo a Genova, i manifestanti pacifici, ma sparare, dico sparare, alle gambe al primo che usa la violenza, lancia bombe di carta ecc. Vedevi come se la davano a gambe. Credo che i poliziotti questo lo sappiano fare, ma sembra ci sia stato un ordine di non difendersi per dimostrare che i poliziotti che non usano la forza, come a Genova, non possono difendere e quindi  garantire l’ordine pubblico.  Semmai questa è l’indicibile tattica usata. Tutto ciò non può che portare l’opinione pubblica verso la necessità di un premier con maggiori poteri.

Renzi ha detto che i manifestanti erano figli di papà con il Rolex al polso. C’era forse anche il figlio del suo ex ministro alle Infrastrutture Lupi? Che appunto si è dovuto dimettere per aver ricevuto in regalo l’orologio da un appaltatore che avrebbe favorito. Ma ora Lupi è ospite fisso dei talk show e si è autodefinito “ex ministro emerito”. Emeritus è il participio passato del verbo latino emerere, che significa finire di servire nell’esercito. E poiché Lupi non è stato congedato dopo aver compiuto un servizio alla Patria, non mi pare che possa conservare il grado e la dignità dell’ufficio che ha cessato di esercitare, come recita il vocabolario Zanichelli. Che però aggiunge che il termine è usato pure ironicamente, per esempio: emerito truffatore.

Renzi invece di preoccuparsi a fare le riforme, dovrebbe prima stanare tutti quei lupi che si aggirano non solo nella politica, ma anche nella burocrazia. L’ordine interno è il presupposto dell’ordine pubblico. Come fece il saggio Hammurabi, sovrano di Babilonia, nel suo primo anno e mezzo di governo, ma era il XVII secolo avanti Cristo. E qui andiamo avanti come i gamberi. E ci aspettiamo l’arrivo di Veltroni in Rai…

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