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Elezioni a Gela, nella città di Crocetta dove Crocetta è stato contestato

Sulla carta il candidato Angelo Fasulo, sindaco uscente, appoggiato da Crocetta e dal Pd, dovrebbe vincere le elezioni a Gela. Ma a giudicare dalle manifestazioni popolari contro lo stesso presidente della Regione qualche dubbio sorge. Undici candidati a sindaco con i grillini in grande spolvero e con la sorpresa Lega Nord 

Oggi ci occupiamo di un Comune che ha fatto la fortuna politica del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta: Gela. Parliamo di una delle città siciliane dove, tra qualche girono, si celebreranno le elezioni per il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio comunale. Fino ai primi anni ’50 del secolo passato Gela era una cittadina che viveva di agricoltura e di pesca. E di cultura: parliamo, infatti, di una città che affonda le radici nell'antichità classica con un museo archologico bellissimo. Poi è arrivato Enrico Mattei e la città ha puntato sulla chimica.

Mattei con Gela, tutto sommato, ha avuto un rapporto breve. E’ arrivato in questa città nella seconda metà degli anni ’50 del secolo passato. Ha avviato l’industrializzazione imperniata sugli idrocarburi. Poi, però, è morto in circostanze mai chiarite, nell’ottobre del 1962. Da allora i destini di Gela sono passati in altre mani. Mani pesanti, che hanno puntato tutto sull’industria, o meglio, sulla chimica ‘pesante’, distruggendo il territorio. Al resto ha pensato una Regione siciliana e un Comune che non sono riusciti a controllare la grande pressione esercitata da chi pensava di trovare a Gela l’Eldorado.

Negli anni ’60 e ’70 migliaia di persone provenienti dalla provincia di Caltanissetta, ma anche da altre province dell’Isola, si sono riversate a Gela pensando che l’industria gli avrebbe dato comunque un futuro. Il risultato è stato un abusivismo edilizio deleterio. Quanto allo stabilimento chimico – un tempo Anic, oggi semplicemente Eni – va detto che non ha mai portato un vero sviluppo economico. Nei primi anni, addirittura, scaricava i residui della lavorazione degli idrocarburi direttamente in mare. Chi ha conosciuto Gela negli anni ’70 del secolo passato sa che il mare era nero. Oggi, per fortuna, non è più così. Anche se ogni tanto non mancano gli sversamenti in mare di sostanze inquinanti.

Sul futuro della chimica a Gela c’è molto pessimismo. Dicono che l’impianto verrà riconvertito. Si parla di una bio-raffineria. Produzione di bio-carburanti. Tradotto: prodotti agricoli, o residui di prodotti agricoli o, ancora, residui della zootecnia da trasformare in carburanti. Sarà così? L’accordo tra il governo nazionale e il governo regionale è stato firmato nell’autunno del 2014.  A tanti osservatori sono sembrate chiacchiere. In effetti, l’Eni e il governo Renzi che fanno qualcosa di buono per la Sicilia sarebbe già una ‘notizia’. Per ora l’unico dato certo è che lo stabilimento, ancora oggi, dà lavoro a poco più di un migliaio di persone. Più l’indotto. Il timore è che l’indotto scompaia e che il migliaio di lavoratori venga più che dimezzato. O che magari scompaia del tutto la chimica.

Alcuni sono contenti che si vada verso la smobilitazione della chimica a Gela. In effetti, se si mettono sui due piatti della bilancia i benefici portati dall’Eni e dalla chimica a Gela e i guasti sociali e, soprattutto, ambientali provocati dalla chimica, beh… Insomma, la chimica, in questa città, ha provocato danni enormi. E pochissimo sviluppo. Basti pensare all’abusivismo edilizio (che, come ricordato, la politica non è riuscita a contenere). O ai disastri sociali. E, soprattutto ai disastri ambientali e alla salute pubblica. Basti pensare alle patologie respiratorie. Alla diffusione dei tumori. E ad altre malattie. A quanto si racconta l’inquinamento di Gela non avrebbe risparmiato nemmeno la Riserva naturale orientate ‘Biviere di Gela’. Un disastro.         

A Gela è nato Rosario Crocetta, attuale presidente della Regione siciliana. Crocetta è un dipendente dell’Eni. Ed è stato eletto sindaco di Gela nei primi anni del 2000. E’ stato un buon primo cittadino? Alcuni dicono di sì, altri dicono forse. E altri ancora dicono peste e corna. Il Pd siciliano, partito che scopre sempre i ‘talenti’ politici dell’Isola, lo ha prima candidato ed eletto al Parlamento europeo. E poi ha contribuito ad eleggerlo presidente della Regione siciliana. In realtà, nell’estate del 2012, mezzo Pd dell’Isola era contrario alla candidatura di Crocetta (che ha militato tra Rifondazione comunista e i Comunisti italiani) alla guida dell’Isola. Ma poi Crocetta è riuscito a farsi eleggere grazie alle divisioni del centrodestra. E grazie, soprattutto, all’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e all’ex leader di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, che, insieme con il senatore azzurro Pino Firrarello e al genero di quest’ultimo, Giuseppe Castiglione (oggi vice ministro dell’Agricoltura) hanno affossato la candidatura di Nello Musumeci, esponente del centrodestra.

Miccichè si è candidato alla guida della Sicilia spaccando il centrodestra e prendendo il 15 per cento dei voti. Mentre Musumeci ha superato di poco il 25 per cento. Unito, il centrodestra siciliano avrebbe stravinto le elezioni regionali del 2012. Grazie alla candidatura di Miccichè ha vinto Crocetta. Al riguardo è necessario ribadire che la vittoria per l’attuale Presidente della Regione non è stata per niente popolare, perché la deve ai partiti e ai loro candidati che gli hanno portato in dote il 30,462%. Crocetta, in questo modo, col suo modesto apporto da prefisso telefonico, ha ottenuto, complessivamente, il 30,477%.

Tra qualche giorno si voterà a Gela. La domanda è una: Crocetta, che governa la Sicilia da due anni e mezzo, riuscirà a fare una bella figura? Intanto va detto che i candidati a Sindaco sono undici. Mentre le liste presentate sono venti con circa 600 candidati a consiglieri comunali. Crocetta sponsorizza il sindaco uscente, Angelo Fasulo. In suo appoggio c’è, o ci dovrebbe essere, tutto il Partito democratico gelese insieme con la lista del Megafono, la lista di Gela Città, del Polo civico e del Partito democratico dei Riformisti il cui leader è l’ex Ministro, Salvatore Cardinale. Il centrodestra si presenta diviso con Gioacchino Pellitteri, sostenuto dalla lista di Forza Italia, dagli Autonomisti di Gela, dal Partito Liberale e dal Mir (Movimento in rivoluzione). L’altro candidato di centrodestra è l’avvocato Lucio Greco, appoggiato dalle liste ‘Un’altra Gela’ e Forza Gela. Poi c’è la candidatura di Elio Arancio, sostenuto dalla lista ‘Siamo Gela’. Poi, ancora, Giuseppe Cosenza con la lista ‘Forconi’; Maurizio Melfa con ‘Ripartiamo da Zero’; Peppe Di Dio, sostenuto dalla lista ‘Reset 4.0’; Antonio Giudice che guida la lista ‘Noi con Salvini’ (in pratica, la Lega Nord); Domenico Messinese, candidato del Movimento 5 Stelle; Tonino Ventura appoggiato da ‘Rinascita Gelese’ e Saverio Di Blasi con ‘Di Blasi sindaco di Gela’.
Ma come andrà a finire? La sensazione è che la vecchia politica stia provando a confondere un po’ le acque, forse per frenare i grillini, che a Gela hanno lavorato bene (con grande seguito popolare, a giudicare dalle manifestazioni) e la novità di questa campagna elettorale: la già citata Lega di Salvini.

Il Sindaco uscente, Fasulo, sulla carta sembrava essere fino a qualche giorno fa in una botte di ferro con un Partito democratico unito e una buona coalizione e, per di più, con il sostegno incondizionato del Governatore dell’Isola. Ma, a giudicare dalle indiscrezioni, qualcosa non quadra nei disegni di Fasulo e Crocetta. Pochi giorni fa il Presidente della Regione ha ‘osato’ ancora una volta sfidare la piazza di Gela per tenere un pubblico comizio. I fischi e i cori con insulti da parte della folla sono stati incontenibili. Tante persone sono accorse al comizio di Crocetta non per ascoltarlo, ma per dirgliene di tutti i colori. Gli hanno rinfacciato tante promesse a vuoto e tante mancate realizzazioni, compresa la mancata difesa dei gelesi nei confronti dell’Eni che, come già accennato, con la scusa dei bio-carburanti, starebbe sbaraccando.
A giudicare dall’accoglienza, tutt’altro che favorevole, che i cittadini di Gela hanno riservato a Crocetta (impressionante quello che si è visto sulla rete!), qualcuno si comincia a chiedere: non è che, di certo senza volerlo, il governatore dell’Isola, alla fine, sta portando iella proprio beniamino candidato a sindaco, Angelo Fasulo? L’altra incognita per lo stesso Fasulo è rappresentata dal desiderio di cambiare da parte dei gelesi. Insomma, le candidature alternative al sindaco uscente non mancano. Alcune ci risulta siano beni viste dalla popolaizone.

In ogni modo il verdetto lo daranno gli elettori e solo lunedì con le elezioni non solo a Gela, ma in tutta l’Italia. Dopo il voto si potrà verificare se Renzi e Crocetta sono veramente popolari. 

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