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Il Governo Renzi condanna al default la Sicilia: “Serve un governatore indipendentista”

Nel corso di un incontro con la stampa, il movimento Sicilia Nazione ha denunciato le manovre del Governo nazionale che stanno portando al default l'Isola. Per uscire dall'impasse, la soluzione passa da una nuova legge elettorale e da un nuovo Presidente della Regione che sappia difendere le prerogative statutarie

"Il governo Renzi ha deciso di fare fallire la Sicilia entro il 2017 dando poi la colpa all’Autonomia speciale". A dirlo sono stati i componenti del comitato nazionale di Sicilia Nazione Massimo Costa,
Salvo Musumeci, Rino Piscitello e il coordinatore nazionale Gaetano Armao nel corso della conferenza stampa svoltasi stamattina nella sala stampa dell'Ars.

"Le manovre del governo nazionale portano verso il default dell'isola entro 2 anni, ecco perché va subito varata la nuova legge elettorale e occorre un presidente della Regione che sia indipendentista, a garanzia della Sicilia" ha dichiarato il comitato nazionale del movimento.

“La legislatura dell’Ars è fortemente compromessa – ha detto Rino Piscitello aprendo la conferenza stampa – l’autorevolezza del presidente Crocetta è ormai inesistente. Ogni giorno di prosecuzione
dell’attuale legislatura costituisce un danno economico e politico per la Sicilia intera e per la sua immagine. Questa legislatura va chiusa il prima possibile. Ci troviamo infatti – ha proseguito – davanti ad attacchi all’autonomia mai visti e rafforzati appunto dalla totale incapacità di questo governo regionale che ci rende tutti più deboli.”

Massimo Costa, docente universitario di Economia, – che già sul nostro giornale, in un popolarissimo articolo (letto da oltre 130mila lettori)  ha spiegato per filo e per segno la strategia messa in atto per far fallire la Sicilia –   ha sostenuto quindi “la necessità che l’ARS vari con la massima urgenza la nuova legge elettorale per evitare di trovarsi davanti ad una scadenza improvvisa e di dovere adeguare, con un atto sostanzialmente amministrativo, l’attuale legge che prevede 90 eletti alla nuova riforma che ha portato a 70 il numero dei parlamentari. Occorre una legge elettorale che assicuri al contempo governabilità, rappresentanza e democrazia interna dei partiti. La Sicilia – ha continuato – ha bisogno di presentarsi con la massima autorevolezza al confronto con lo Stato italiano che nei prossimi anni diventerà davvero difficile e di pretendere il rispetto di tutte le sue prerogative statutarie. Per questo noi riteniamo vi sia bisogno di un presidente indipendentista, autorevole e determinato, capace di battere i pugni sui tavoli romani chiedendo fiscalità di sviluppo ed equilibrio infrastrutturale. Il congresso di Sicilia Nazione che si terrà nell’ottobre prossimo – ha concluso – avanzerà in questa direzione una proposta precisa e definita.”

conf stampa

da sinistra: Rino Piscitello, Gaetano Armao, Salvo Musumeci, Massimo Costa

Salvo Musumeci, presidente del MIS (Movimento per l’indipendenza della Sicilia) ha illustrato le motivazioni che hanno indotto lo storico movimento indipendentista a stipulare un patto federativo con Sicilia Nazione. “Gli indipendentisti siciliani – ha detto Musumeci nel suo intervento – sono in grandissima parte schierati con Sicilia Nazione che sta interpretando in maniera moderna e con notevole determinazione le storiche rivendicazioni indipendentiste. Vogliamo essere protagonisti di un possibile futuro, soprattutto per le giovani generazioni siciliane che non possono crescere schiacciate da una recessiva politica economica europea.

In conclusione Gaetano Armao, ha evidenziato la gravissima situazione economica della Sicilia, determinata dal mix esplosivo determinato dall’incapacità crocettiana e dall’enorme e incostituzionale drenaggio di risorse da parte del Governo Renzi. “Siamo alla più grave crisi politica e sociale dal dopoguerra – ha sostenuto il Coordinatore Nazionale del movimento -, e al contempo siamo a un passo dal default economico. Ho motivo di ritenere che il governo nazionale, con la complicità dell’imbelle Crocetta e dei suoi alleati, abbia deciso di far fallire la Sicilia a partire dal bilancio consuntivo del 2016,
drenare il massimo di risorse possibili e poi dare la responsabilità ad un’autonomia regionale, che non c’è mai stata. Faraone sostiene che è merito di Renzi, che avrebbe concesso 300 milioni di euro, se
paghiamo gli stipendi e che bisognerebbe ringraziarlo. Sembra vero, ma è un imbroglio. Quei soldi sono nostri – ha concluso Armao – e sono solo una piccola parte di quello che ci è stato sottratto in modo illegittimo.“

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