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Maria Augusta Marrosu: La signora prefetto col cagnolino e altre storie ladylike

di Elisabetta De Dominis
Immagine: screenshot dal sito dell'artista Mare Glahn http://marieglahn.dk/blog/

Immagine: screenshot dal sito dell'artista Mare Glahn http://marieglahn.dk/blog/

Maria Augusta Marrosu, prefetto di Treviso, dopo essere stata messa alla porta di un ristorante per via del suo amico a quattro zampe, ha tentato di dimostrare che i prefetti non sono, come dicono alcuni, inutili, ma ha suscitato le ire di Allah-fano. Intanto la candidata PD in Veneto ha problemi di look

Chi di arma ferisce, di arma perisce. Maria Augusta Marrosu, prefetto di Treviso, a maggio si presentò a una cena ufficiale con il suo cagnolino. Il titolare del ristorante Tribuna le disse che nel suo locale non erano ammessi animali. Lei insistette, sostenendo che un regolamento interno non poteva imporre alcunché a un rappresentante dello Stato. Il titolare ribatté che nel suo ristorante la legge era uguale per tutti e la mise alla porta: lo denunciasse pure, lui avrebbe denunciato l’arroganza delle Istituzioni.

Maria Augusta è una signora garbata e rimasi basita che si fosse presentata a una cena di rappresentanza con il suo cagnolino, a prescindere dove si svolgesse e se fosse permesso portare animali o meno. Ma quando si vive pressoché soli e non si è più giovanissimi, si finisce per considerare i propri animali compagni di vita e financo di lavoro. Il prefetto deve avere confuso il lavoro, espletato per conto dello Stato, con la sua vita privata in buona fede, trascorrendo i prefetti diverse sere della settimana invitati in piacevoli quanto inutili convivi. Quindi non è tutta colpa sua, perché un lavoro tran tran come quello del prefetto ti porta gradevolmente alla pensione senza colpo ferire, tanto che più volte in questi ultimi anni si è detto e scritto che le prefetture non servono a niente, costituiscono solo un costo e vanno abolite.

Per farla breve, i prefetti finora sono stati considerati dei miracolati perché vivono in bellissime dimore storiche e passano le giornate omaggiati da tutti. Maria Augusta ha avuto la possibilità di riscattarsi da tale privilegio quando giorni fa si è trovata a gestire l’emergenza profughi nel Trevigiano e dimostrare che i miracoli lei li sapeva proprio fare. O almeno così ha creduto. In men che non si dica organizzò un’accoglienza sontuosa per 101 profughi in un residence, dotandolo di nuovi arredi, materassi e financo le doghe nei letti, casomai qualcuno lamentasse un mal di schiena. I vicini italiani, che peraltro pagano il mutuo, le tasse e gli arredi se li devono comprare con quel che rimane dei propri guadagni, si lamentarono del degrado che avrebbe assunto di lì a poco la loro zona, ma lei dura disse che non avrebbe spostato i profughi. Gli italiani svuotarono gli alloggi e diedero fuoco agli arredi. Pressata dai sindaci della zona e dal governatore del Veneto, Luca Zaia, l’indomani trasferì gli extra comunitari in una caserma dismessa dotandola di ogni necessità, coadiuvata dalla Croce Rossa. Scrisse ad Alfano che non poteva fare ulteriori miracoli da sola. L’abitante del Viminale arrossì per la figuraccia da pessimo ospite che la Marrosu gli aveva fatto fare e chiese la sua testa a Renzi, sostenendo che “dovevamo dare come amministrazione la prova di fare il massimo”. A chiii, Alfano? L’unica prova è che lo Stato italiano in Veneto conta come il due di picche: è la Lega che comanda perché ascolta le istanze legittime dei cittadini. C’è un enorme malcontento negli italiani ma Allah-fano, credendo che la guerra sia tra Lega e Governo, non si rende conto di piegarsi alla Mecca. Ora la Marrosu è in vacanza in Spagna dove non entrano extracomunitari ma cagnolini di privati cittadini comunitari sì.

Il vestito non fa il monaco. Ma si è sempre pensato faccia la monaca. E per essere credibile in politica devi esserlo. È quanto avrebbero spiegato i guru dell’agenzia di comunicazione Dot Media, che cura l’immagine del nostro premier, alla candidata PD al trono del Veneto, Alessandra Moretti. La poverina lamenta che il look castigato imposto le abbia fatto perdere le elezioni, invece “per essere credibile una donna non deve assomigliare a un uomo”, deve essere sempre se stessa: ladylike. Nell’ambiente di lavoro maschilista italiano essere bella e vestirsi da signora conduce a una strada in salita davvero impervia e i guru hanno consigliato appropriatamente la Moretti. Il problema è semmai il suo tono gooselike, perciò che si presenti nuda o vestita fa lo stesso. Perché le oche avranno pure salvato il Campidoglio dall’invasione dei barbari ma, oltre a starnazzare, altro per gli elettori italiani non potranno mai fare.

 

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