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Divorzio Pannella-Bonino: storia di una notizia inesistente

Martedì i giornali italiani danno notizia di una presunta rottura tra i due radicali Marco Pannella ed Emma Bonino. Ma la notizia non esiste: da tempo i due rappresentano facce diverse del movimento radicale e diversi modi di fare politica. La stampa italiana se ne accorge solo ora, mentre continua a ignorare le questioni cui i radicali danno corpo e voce

Titolo de Il Corriere della Sera: “Pannella e il divorzio dalla signora Bonino”. Mezza pagina, corredata da due belle fotografie. Pannella e Bonino oggi e ieri. Non accadeva da anni, il Corriere non è mai stato molto generoso con i radicali… 

Più sobrio Il Messaggero, mezza colonna, piccola foto, e titolo: “Pannella divorzia dalla Bonino”. Su La Repubblica addirittura un richiamo in prima: “Pannella, rottura con la Bonino. Emma non è più una radicale”; all’interno quasi un’intera pagina, una foto grande, altre tre più piccole, titolo cubitale: “Pannella espelle Emma Bonino. Non è più radicale”. 

Richiamo in prima pagina anche su Il Giornale: “Divorzio radicale. Pannella divora la pupilla Bonino”. Più di mezza pagina, due fotografie: “Pannella molla la Bonino. È divorzio in salsa radicale. Il leader va all’attacco: Emma ha contatti con tutto il mondo tranne che con noi. Vuol continuare a stare nel jet set internazionale. E lei s’infuria: ha superato il limite”. 

Ci saranno senz’altro altri articoli, di altri giornali; ma bastano i citati; per non parlare dei siti internet e i social media.  

Quello che colpisce è la banalità di quello che si legge; banalità da intendere come scontatezza, riflesso ormai connaturato, pavloviano; senza porsi domande, senza avere dubbi di sorta. Gilbert Keith Chesterton, che oltre ad essere l’impareggiabile autore dei polizieschi di Padre Brown, fu anche giornalista di valore, ci ha lasciato una buona regola: cercare “il bello del brutto”; diffidare cioè dei prevalenti luoghi comuni. Così Chesterton quasi sempre coglieva anche il “buono del cattivo”. 

Torniamo a Pannella: cosa si legge su Il Giornale? “Pannella divora la pupilla…”. Ragazzi, che palle! Ancora  questa storia raccontata da Esiodo nella Teogonia? Va bene: Pannella come Kronos, si unisce a Rea, genera Istie, Demetra, Era, Ade, Ennosigeo… tutti regolarmente divorati da Kronos, timoroso di venir da loro spodestato. Ora fate la cortesia: ditemi che fine hanno fatto questi figli divorati. Uno fa lo storico pluri-consultato e su tutto oracolante; l’altro è stato fino a ieri presidente di Commissione parlamentare, defenestrato non certo da Pannella; un altro ancora è stato parlamentare e sindaco della capitale; e poi ancora: tre o quattro deputati eletti in diversi partiti e con incarichi prestigiosi e di responsabilità, e chissà quanti ne dimentico. Ehi, ragazzi: per piacere, se sapete che Kronos-Pannella vuole scannare un suo figlio, fate circolare il mio nome, un po’ di carriera non mi dispiacerebbe farla. Perché la verità è questa: rompere con Pannella, paga.  

La presunta fatwa di Pannella contro Bonino sarebbe stata emessa nel corso della domenicale conversazione di Pannella a Radio Radicale dalle 17 alle 19 (la versione integrale la si reperisce facilmente sul sito Internet della radio medesima); come sempre è andata in onda la domenica; per chi la perde, si  replica la sera. Di solito ci sono sempre redattori di agenzie che spiluccano qualche frase, e la mettono “in rete”. A volte è la stessa Radio Radicale a diffondere delle sintesi. Se si sfogliano i giornali del lunedì, neppure un “amen”. Se ne accorgono tutti, “magicamente”, solo lunedì pomeriggio, e gli articoli compaiono nelle edizioni di  martedì. Interscambiabili nella sostanza, quasi copia-incolla: lo stesso tono, a volte le stesse parole, “divorzio” ed “espulsione” sono ritornelli…Ma cosa hanno fatto, si sono telefonati e hanno concordato  “punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola…”? 

Ancora: finora dove sono stati? Perché tutto quello che Corriere e Repubblica, Giornale e Messaggero, e tutto quello che a ruota pubblicheranno gli altri, lo si poteva tranquillamente pubblicare una settimana fa, un mese fa, sei mesi fa…Non è da ora che Emma Bonino vive il suo “essere” radicale in modo diverso da come lo vivono Marco Pannella, Rita Bernardini, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti, per limitarsi ad alcuni nomi; e sapete, ragazzi? Non è neppure la prima volta che Pannella dice quelle cose. Perché Pannella ha questo di bello (o di brutto, fate voi): non si tiene dentro nulla, ti dice tutto; e quando si mette in testa un qualcosa ti trapana come e peggio di un martello pneumatico. 

Allora, davvero non si sono accorti che da una settimana, da un mese, da sei mesi, Pannella-Kronos aveva azzannato e “divorato”  la povera Istia-Demetra-Era-Bonino…? Davvero non si erano accorti del fatto che Pannella intende la politica come “cosa” anche di strada, mentre Bonino è più istituzionale; che da radicali entrambi, legittimamente, come sanno e possono, si occupano di cose diverse, le stesse cose le vedono e intendono in modo diverso?

Ragazzi, qui non si scappa: la casa radicale ha pareti di vetro, congressi, direzioni, comitati e riunioni sono trasmessi integralmente; da sempre Pannella ti dice quello che pensa, e pensa quello che ti dice. Come mai dell’espulsione, del “divorzio” se sono accorti solo ora? O meglio: perché solo ora hanno deciso di accorgersene? Perché lo sapevate da tempo, vero? Oppure no? Perché se rispondete che non ne sapevate nulla fino a ieri poi fate pensare a come seguite anche le altre “cose” della politica: guardate e non vedete, nel migliore dei casi…

Ma andiamo al punto, quello che accade in casa radicale. Marco ed Emma incarnano due modi diversi di intendere la politica; mio Dio, non dite che non ve ne siete accorti. Marco, con i suoi mille e uno difetti, i suoi eccessi e le sue “sregolatezze” (cita Arthur Rimbaud, “le raisonnable dérèglement des sens”, ma anche Henri Bergson: “la durata è la forma delle cose”), ha comunque una “visione”: un irriducibile Cristoforo Colombo, che veleggia a dispetto di tutti verso le Indie, e scopre tante Americhe. Questo è Pannella, prendere o lasciare. Facendogli gli auguri, Giulio Andreotti una volta ha scritto che Pannella “anche quando graffia non provoca rancori”. C’è molto di vero, in questa “battuta”. Però è anche vero che Marco sa essere un caterpillar; e non c’è radicale che non abbia provato le sue “unghiate”. Quasi sempre ha ragione lui. L’esperienza del passato mi porta a dire che ha ragione anche questa volta. 

Tutti quelli che hanno scritto, scrivono e scriveranno di “divorzio”, “espulsione”, ecc., vadano tranquillamente a quel paese. Meglio, alla Chesterton, chiedersi perché Pannella non da ora dice quello che dice, e solo ora qualcuno se ne accorge, e perché; meglio chiedersi le ragioni di certe sue affermazioni; e anche perché regolarmente le questioni essenziali a cui Pannella e i radicali cercano di dare corpo e voce (lo Stato di diritto contro la ragione di Stato; la non democrazia italiana e di molti altri paesi “democratici”; il diritto alla conoscenza e la comune transizione verso lo Stato di Diritto del mondo europeo e del mondo a maggioranza arabo-musulmana), sono sistematicamente ostracizzate, confiscate, negate alla conoscenza. 

Ecco, i grandi mezzi di comunicazione, che risposte ci e si danno?      

   

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