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La questione meridionale è imprescindibile dalla riforma della scuola

La “Buona Scuola” si annuncia disastrosa per il Meridione. Costringerà miglia di docenti del Sud ad emigrare nel Nord, distruggendo i nuclei familiari. Un consiglio a Renzi: cambi filosofia e prassi e inizi a investire nelle scuole del Sud. Darà dignità al Mezzogiorno e guadagnerà voti a scapito della Lega

Se Renzi vuol riconquistare almeno un po’ di credibilità, alla direzione del PD di venerdì non può e non deve scindere la questione meridionale sollevata dagli ultimi tragici dati della SVIMEZ, cui hanno fatto eco le toccanti parole di Saviano, dalla questione “esodo di massa dei docenti del Sud” imposto dal piano assunzionale previsto nella sua riforma della scuola della “Buona Scuola”.  

Il “sottosviluppo permanente” di cui parla la SVIMEZ infatti rischia di aggravarsi mille volte di più in un solo colpo: la fase C del piano assunzionale prevede uno spostamento obbligato di massa verso il Nord di docenti che, per decenni, con contratti annuali hanno prestato servizio nella provincia di origine. Ciò rischia di provocare un duro colpo, senza precedenti, al tessuto sociale ed economico di una regione (la Sicilia) “tre volte” più martoriata della Grecia! Il Meridione non può permettersi un’ulteriore desertificazione: i dati degli ultimi anni riguardanti l’emigrazione di professionisti qualificati dal Sud verso il Nord sono già a dir poco allarmanti. Che ne sarà della Sicilia, Calabria, Campania, in seguito all’emigrazione massiccia imposta dalla riforma scuola?

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Vogliamo essere cinici e mettere da parte il disastro sociale provocato dal forzato abbandono di mamme, mogli nei confronti dei loro piccoli, dei mariti, dei genitori anziani e spesso ammalati (come potete leggere anche qui)? Ok, facciamolo pure e pensiamo solo all’economia, al Dio denaro: bene, verrebbero meno gli acquisti, i viaggi, le spese che il corpo docenti, sia pure con suo modesto stipendio, affronta quotidianamente per il proprio benessere e quello della famiglia, facendo girare anche – perché non dirlo?- l’economia. Tutto questo spazzato via con un colpo di spugna da un piano assunzionale tanto becero quanto dannoso per le condizioni che impone.

Evito di parlare dell’infelice battuta “Basta piagnistei”. Si commenta da sé…  Ritorniamo al punto: il premier non può dedicare una direzione del suo partito alla questione meridionale prescindendo dall’imminente disastroso esodo dal Sud verso il Nord dei docenti cui egli stesso “ordina” di emigrare, pena la perdita del proprio lavoro a vita. La ministra Guidi parla di piano Marshall? Bene: si cominci a destinare una parte delle risorse di tale progetto alle scuole del Sud, se è vero che gli sforzi del governo sono mirati ad evitare un’ulteriore desertificazione ed impoverimento del Meridione. La qual cosa sarebbe di gradimento anche ai colleghi del Nord, magari simpatizzanti leghisti, che oggi sicuramente sono sul piede di guerra di fronte al rischio di vedersi soffiare il proprio posto di lavoro dagli insegnanti del Sud. Insomma, caro Renzi, con la mossa che ti suggerisco, potresti anche spostare voti dalla Lega al tuo partito. 

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