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La farsa di Baccei:”Preoccupato per i conti regionali”. Costa e Tancredi:”Si dimetta subito”

Alessandro Baccei

Alessandro Baccei

Fanno 'sorridere' le parole pronunciate dal proconsole di Renzi in Sicilia, alias l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, al termine dell'audizione davanti alla Corte dei Conti. Da buon 'sbadato' dimentica di raccontare che  il buco nel bilancio  c'è grazie ai 'regali' fatti a Roma. E dire che gli stessi magistrati contabili, a luglio, avevano chiesto lealtà nei rapporti con la Regione. Sicilia Nazione e M5Stelle ne chiedono le dimissioni

Se non è una farsa, ci somiglia molto. Fanno 'sorridere' le parole pronunciate dal proconsole di Renzi in Sicilia, alias l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, al termine dell'audizione davanti alla Corte dei Conti siciliana. Una audizione sollecitata dai magistrati contabili, preoccupati dello stato in cui versano le finanze regionali. 

Cosa ha detto l'eroe renziano? "Anche noi siamo preoccupati per i conti regionali. Mancano in bilancio 400-500 milioni che dovremo trovare almeno in parte. Intanto procederemo col blocco della spesa". 

E come mai mancano questi soldi? Meno entrate, dice l'assesore: "La contrazione dell'Irap è stata prevista dallo Stato, per l'Irpef c'è stato come sappiamo quel trasferimento a Roma delle tasse sui dipendenti pubblici in parte compensata dallo Stato, e anche le entrate dell'Iva sono inferiori di circa 100 milioni rispetto alle previsioni".

Parole che rasentano il ridicolo se a pronunciarle è la stessa persona che, come abbiamo già scritto, ha fatto cancellare dalle entrate del Bilancio regionale 2015 la 'bellezza' di 10 miliardi e 800 milioni di Euro di crediti. Di questi, 5 miliardi di Euro sono stati cancellati del tutto. Spariti.

L’assessore, in pratica, ha deciso che questi 5 miliardi di Euro erano inesigibili. Indovinate chi è il maggiore creditore di questi 5 miliardi di Euro? E’ lo Stato italiano, ovviamente. E’ lo Stato che deve alla Regione siciliana, cioè a 5 milioni di siciliani, buona parte di questi 5 miliardi di Euro. Ma non li darà. Grazie a Baccei, a Crocetta e ai soliti deputati complici.

Alla luce di qualche 'piccolo' dettaglio in più,  sentirgli esprimere preoccupazione, sembra una vera e propria presa per i fondelli. 

Chissà cosa avranno pensato i magistrati della Corte dei Conti (al momento non commenteranno, c'è una istruttoria in corso, ci dicono dall'ufficio stampa) dinnanzi alla 'preoccupazione di Baccei.

Va ricordato, infatti, che proprio la Corte dei Conti siciliana, in occasione del giudizio di parifica del bilancio regionale, lo scorso luglio, aveva accusato lo Stato di slealtà nei rapporti con la Sicilia. E, il riferimento era proprio ai tanti appropriamenti indebiti di risorse che spetterebbero alla Sicilia.

Una slealtà che continua e alla quale si aggiunge la beffa. Senza dimenticare, poi, la rincuncia ai contenziosi con lo Stato firmata da Crocetta, che ha negato alla Sicilia la possibilità di intascare almeno quattro miliardi. Insomma, mentre la Sicilia è in affanno, Baccei e Crocetta regalano allo Stato nove miliardi di euro.

Massimo Costa

Massimo Costa

Non stupisce che Massimo Costa, docente di Economia ed esponente del comitato nazionale di Sicilia Nazione, dichiari che "le attestazioni dell'Assessore Baccei sono inaccettabili. E' vero che in parte il "buco" deriva da un calo delle entrate, ma anche quelle sono dovute in ultimo dalle dissennata politiche recessive del "suo" governo, peraltro imposte da Roma e accettate supinamente dalla Regione". 

"Poi- prosegue- ha ammesso la responsabilità dello Stato nella distrazione dell'IRPEF dei dipendenti pubblici "in parte" compensata, il che vuol dire anche in parte non compensata affatto e quindi derubata".

Per il docente universitario " le responsabilità dello Stato italiano, del governo della Regione e in ultimo sue personali restano gravissime. Invece di bloccare la spesa, provvedimento grossolano di cui tutti sono capaci, avrebbe dovuto dire alla Corte dei Conti che il combinato disposto di provvedimenti imposti dallo Stato alla Sicilia la stanno strangolando e che, in ultimo, sono privi di copertura finanziaria, come gli "accantonamenti a titolo di contributo della Regione al debito pubblico erariale.  Semmai, si faccia dare dallo Stato l'agenzia delle Entrate e pretenda immediatamente l'attuazione dello Statuto in materia finanziaria".

Sicilia Nazione aveva chiesto un confronto all'assessore su questi temi. I bookmakers dicono che non ci sarà mai. D'altronde che il PD sia ormai un partito allergico ai confronti non è una novità.

 "Rinnoviamo- dice Costa-  la sfida a pubblico contraddittorio sugli effetti dell'attuazione dello Statuto sui conti della Regione.Ma poiché non poitrà mai fare questi passi, perché in realtà è espressione di interessi politici esterni all'isola, che si dimetta al più presto e risparmi alla Sicilia ltre sofferenze. E con lui Crocetta". 

Sergio Tancredi

Sergio Tancredi

Interviene anche Sergio Tancredi, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che chiede le dimissioni non solo sue, ma anche dell'esecutivo nazionale:

"Queste parole di Baccei non mi sorprendono. D'altronde in tempi non sospetti avevamo lanciato questo allarme, spingendo perché il governatore cominciasse a richiedere con forza le somme che spetterebbero alla Sicilia, partendo dai fondi della compartecipazione sanitaria e la quota della accise sui carburanti di spettanza della regione e mai nemmeno richiesti dalla Sicilia".

"Quasi un anno fa – aggiunge Tancredi- chiesi io stesso a Baccei cosa intendessero fare su questo fronte …nonostante le rassicurazioni ad oggi ancora NULLA . Baccei esprime un concetto ben conosciuto da lui stesso e assolutamente prevedibile dato che le previsioni di crescita era assurdo fossero centrati, come del resto in tutta la nazione" .

"La Sicilia agonizza e a ruota agonizza l'Italia … Andiamo al voto ,- chiosa il parlamentare del M5S-  ma non solo in Sicilia. Anche per il governo Nazionale, prima che i governi a trazione PD regionale e nazionale, totalmente privi di idee e spina dorsale ci trascinino nella miseria e nella disperazione". 

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