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Il sistema appaga solo loro? Tenetevi forte, si balla sotto le stelle

Per le elezioni comunali, tutti contro Matteo Renzi anche se l'alternativa ci farà vedere le stelle

virginia raggi

Virginia Raggi, candidata a sindaco di Roma del Movimento Cinquestelle (Ph. ripresa da youtube)

Nella politica italiana si continua con i voti di scambio, a barattare, a mangiare, però non si balla più. Almeno finché Matteo Renzi sarà saldo al governo. Allora ecco una grande alleanza per cacciarlo dal trono, ma il fanatismo dei 5 Stelle è molto pericoloso e ancor più se spinto da quell’ansia di potere del leghista Salvini

L’Italia sta andando a gonfie vele, come sempre. Dalle Alpi alla Sicilia, si fa per dire, da destra a sinistra il sistema clientelare paga.  Cioè funziona, appaga e paga. Voti di scambio. E i morti viventi ritornano e avanzano. A Benevento, Clemente Mastella. A Trieste, Roberto Di Piazza. A Napoli, beh a Napoli c’è di tutto: bocca desidera.

Si baratta, si mangia, però non si balla. Almeno finché Matteo Renzi sarà saldo al governo. “Se le riforme non passano, l’Italia ricomincerà a ballare”, ha minacciato il nostro premier. Non ha intenzione di ballare, lui. Forse non ha mai ballato, non sa ballare. Ma non saper ballare non è un merito. Il ballo è gioia, Renzi ha usato un vocabolo improprio. Sì, abbiamo capito: intendeva che senza di lui si ritornerebbe all’instabilità. Non credo, però: il bravo Matteo Salvini, che guida la Lega, ha già fatto atto di sottomissione al movimento 5 Stelle incoraggiando i suoi a votare ai ballottaggi delle elezioni amministrative i candidati grillini piuttosto che quelli del PD. Non so se i nostri politici guardano troppo Games of Thrones oppure è questo fantasy che si limita a descrivere la loro guerra per la conquista del Trono di Spade. Purtroppo la politica è solo un gioco, perché chi la fa non è serio anche se ostenta di fare le cose seriamente.

Pertanto lo scenario politico prossimo venturo è questo: vittoria dell’Alto Passero-Grillo che metterà alla pubblica gogna tutti i rappresentanti degli altri partiti. Li vedremo sfilare nudi come la perfida regina madre Cersei Lannister. Con la differenza che non sarà un bel vedere. Il fanatismo dei 5 Stelle mi preoccupa e ancor più l’ansia di potere del leghista Salvini e company forzista. I quali non hanno capito che, benché condividano con i grillini il falso perbenismo e il becero populismo, sostenere il credo moraleggiante dei seguaci di Grillo potrebbe condurre l’Italia a una deriva totalitaria da far rabbrividire anche l’Alto Passero dello schermo. E’ democratico il movimento 5 Stelle che alla propria candidata sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha fatto firmare un contratto con una penale di 150 mila euro, qualora lei danneggiasse l’immagine del movimento?

Va beh che per raggiungere il potere si fa questo ed altro, ma la Raggi non è Daenerys Targaryen per il semplice motivo che dispone di grillini e non di draghi. Tuttavia in questo momento storico la loro piccola ombra potrebbe estendersi come una grande ombra a ricoprire Roma… In politica ha più presa la percezione che la visione.

I 5 Stelle mi hanno stomacato nel vero senso della parola: non posso più sentire in tv le prediche stellate di Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio neanche fossero i depositari della legalità. Quando si sa benissimo che destinano parte degli emolumenti, che sbandierano di ritornare allo Stato, a imprenditori a loro vicini. Voto di scambio, come al solito. Quindi dopo il ballottaggio si ballerà e Renzi se ne starà in disparte. Grazie ai preventivi accordi sottobanco che si stanno stipulando in questi giorni. Tutti insieme contro l’usurpatore Renzi. Crepi Sansone con tutti filistei.

L’Italia si sta stellizzando, ma non credo raggiungerà neanche il valore di un decente albergo 3 stelle. Sarà sempre più un ostello. E non dedicato alla gioventù ma alla terza età, non biologica bensì politica. Perché quella che invecchia davvero in Italia è la popolazione dei politici: non ce li scrolliamo di dosso fino alla morte. Sono più saldi ai loro posti di potere dei dipendenti pubblici, l’altra casta alla quale infatti non è applicabile la riforma Fornero né i Jobs Act che regolamentano il mercato del lavoro per i comuni mortali italiani. Insomma abbiamo un’Italia a due velocità: una di stampo feudale, che garantisce la successione per gerarchia dinastica alla burocrazia e alla politica, e una pseudodemocratica, in verità servile perché serve per mantenere la prima.

Renzi vola alto e non nota queste miserie: “Sono il leader di un Paese, l’Italia, che dialoga con Obama e Putin, non di un’Italietta che spende settimane a discutere della percentuale di due liste civiche”. Non vede che sta crescendo la rivolta del terzo Stato, che raccoglie gli esclusi non più protetti dallo stato sociale. Non ricorda che il cittadino vota un sindaco che risolve i problemi concreti. Se non scende dal firmamento, quando cadrà, vedrà le stelle. Ma saranno solo 5 e sarà troppo tardi.

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