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Brogli elettorali e futuro di Roma: parla chi ha denunciato

Intervista con Michel Emi Maritato, il candidato a sindaco di Roma che denuncia la scomparsa di 35 mila schede

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Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 Stelle a sindaco di Roma

Il primo turno elettorale per le elezioni a sindaco di Roma ha portato al ballottaggio Virginia Raggi di M5S e Roberto Giachetti del PD, ma il candidato della lista AssoTutela Michel Emi Maritato, ha denunciato alla Procura la scomparsa di 35 mila schede elettorali. Elezioni da annullare? "Assolutamente il rischio c'è!"

Dopo il primo turno elettorale alle elezioni per il sindaco di Roma, si era sparsa la notizia che 35mila schede sarebbero scomparse, ma non si hanno ancora altre notizie. Si dovrà aspettare nel dopo elezioni il verdetto della Procura della Repubblica, ma ciò che sorprende Michel Emi Maritato (presidente di AssoTutela e candidato per la lista AssoTutela) è il silenzio anche di chi (come la candidata e poi eliminata al primo turno Giorgia Meloni) a suo giudizio, avrebbe dovuto, e potuto, fare ricorso.

Michel Emi Maritato

Michel Emi Maritato

“Ho ritenuto giusto, visti i brogli, presentare una querela alla Procura della Repubblica di Roma che a sua volta ha aperto un fascicolo, la querela è stata subito rigirata al Presidente della Repubblica ed è stato chiesto l’annullamento delle elezioni – dice, sicuro che i fatti gli daranno ragione e che dovranno essere reinseriti alcuni nominativi  – ma ad oggi sono il primo e l’unico ad essermi attivato, ed anche l’ultimo perché probabilmente non seguirà il mio esempio proprio nessuno, allora noi di AssoTutela ci chiediamo il perché, ci domandiamo ‘A chi convengono questi brogli’? Forse ‘non vincere su Roma’ è il desiderio di qualcuno, o di tutti i partiti, perché Roma è una piazza difficilissima, dunque si preferisce consegnare la città ai 5 Stelle, delegare il fallimento”.

Questi brogli a cosa sarebbero dovuti? Si dice a incompetenza, superficialità, al poco tempo a disposizione.

“Non lo sappiamo, lo potrà dire solo la Magistratura cui spetta il ruolo di indagine, fatto sta che sono arrivati allo spoglio dei verbali in bianco, 35mila schede in meno e sappiamo per certo che sono stati cacciati dai seggi alcuni presidenti (allontanati dalle forze dell’ordine), inoltre un funzionario del comune si è sostituito  per lo spoglio, dunque qualcosa di irregolare c’è”.

Quando si sapranno i risultati? Nel dopo elezioni a questo punto.

“Probabilmente! E trovo davvero grave che stiamo andando al ballottaggio senza avere ancora un riscontro dai municipi”.

Cosa dicono le normative, poteva essere bloccato nell’attesa del riconteggio?

“Sicuramente non esiste una legge che regolamenta questo aspetto altrimenti Renzi, che non è certo uno sprovveduto, avrebbe sospeso il voto, però il meccanismo dovrà cambiare, non si può procedere in questo modo”.

Se la Procura conferma la querela c’è il rischio che le elezioni siano annullate?

“Assolutamente, il rischio c’è!”

Le conseguenze?

“Per la mia lista, ad esempio, potrebbero esserci variazioni dal punto di vista circoscrizionale, lo stesso per altri movimenti, ad esempio Marchini, grazie al nuovo conteggio, potrebbe inserire Onorato, al quale mancano solo 300 voti, è un numero minimo e probabilmente nel riconteggio ci sono”.

Altri personaggi potrebbero venire reintegrati, qualche nome?

“Sicuramente Marchini ne ha un paio, 3 o 4 la Meloni, noi nel V° municipio potremmo rientrare con un consigliere”.

Un fatto del genere non si è mai verificato a Roma?

“E’ la prima volta nella storia!”

I sondaggi danno ancora per vincitrice la Raggi, cosa ne pensa?

“Sono d’accordo, vincerà, perché c’è una gran voglia di farla vincere e consegnare Roma al Movimento 5 Stelle che col suo modus operandi rigido non potrà cambiare tutto quello che è il comparto della dirigenza pubblica che ha vinto per concorso; non parliamo di nomine politiche ma pubbliche, che comunque rappresentano comparti di partito sia di destra che di sinistra, quindi come sindaco potrà fare ben poco. La Raggi e il Movimento 5 Stelle falliranno, Roma segnerà la fine del movimento grillino, perché fallire su Roma vuol dire fallire dappertutto”.

roberto giachetti

Roberto Giachetti, candidato del PD a sindaco di Roma

Come giudica il  confronto tra i due candidati, organizzato da SKY, sulle principali problematiche della città?

“Sicuramente ho notato una grande incompetenza da parte di entrambi, chiaramente Giachetti è più politico e dunque riesce a dire tutto e nulla e a fare bella figura, l’altra lo è meno dunque si evidenzia maggiormente la brutta figura, però diciamo che dalla pubblica opinione Giachetti ne è uscito piuttosto bene”.

Quali sono le questioni più urgenti da risolvere, al di là delle buche non pensa si sia parlato troppo poco del lavoro, ossia della disoccupazione.

“Roma ha un unico problema, risolto questo si risolvono tutti, addirittura quelli dell’intera Nazione: è la sottoscrizione dei titoli del debito pubblico del Comune con le banche, quindi il problema sono i prodotti derivati”.

Si spieghi meglio.

“Per chiudere i bilanci in pareggio le amministrazioni comunali, i vari Marino, Veltroni e quant’altro, hanno sottoscritto i cosiddetti prodotti derivati con le banche, questi prodotti maturano 385 milioni di interessi passivi l’anno che il comune paga regolarmente, se ricalcolasse l’usura bancaria su di essi rientreremmo dell’intera cifra che potremmo reinvestire per offrire nuove opportunità di lavoro, assumere i precari, tappare le buche, potremmo  riportare Roma ad essere la capitale del mondo e non dell’Italia… glielo dico perché sono un tecnico della Procura esperto in materia”.

Dunque lei è d’accordo con me che il problema più grande è quello dell’occupazione?

“Assolutamente”.

E relativamente al  tesoretto comunale inutilizzato di cui parla la Raggi, e che si potrebbe spendere su più fronti, cosa ne pensa?

“Dico la verità, la Raggi proprio non la ascolto perché non ha competenza, né economica, né politica, l’unica abilità che ha è quella di criticare gli altri, peccato che lei finora abbia fatto ben poco. I problemi di Roma non si risolvono con la gentilezza, o la bacchetta magica che pensa di avere, ma esclusivamente con una politica applicata all’economia, fatta di giorno in giorno da scelte sostanziali del sindaco e di personaggi che devono avere conoscenze specifiche.  Il fatto che, a due giorni dalle elezioni, non abbia ancora una squadra di governo è indicativo”.

La deve scegliere insieme al Movimento!

“Vuol dire che lei non conta niente, che siamo nelle mani di un comico e Roma sicuramente non è una città che può essere governata dai comici. Noi, che non avevamo la velleità di essere eletti sindaci ma di togliere più voti possibili ai mestieranti della politica per poi ripresentarci alle prossime elezioni, avevamo già al nostro interno una squadra di economisti, tecnici, politici economici, non dunque i politici della vecchia guardia, ma gente competente per ogni settore di intervento. Un esempio? Chi ha inventato il 730 stava in squadra con noi, io stesso sono considerato tra i numeri uno per Banche ed Equitalia”.

Lei si sarebbe dunque subito occupato dei problemi bancari?

“Certamente! Avrei agito immediatamente nei confronti del Monte dei Paschi e dell’Unicredit per il recupero del debito pubblico. La Raggi sostiene che il debito pubblico è il debito che il comune ha nei confronti delle municipalizzate (e qui mi conferma la sua bassa cultura in materia), invece è il debito che una Nazione ha nei confronti delle banche per l’acquisto della moneta. Roma con il Monte dei Paschi e dell’Unicredit ha un cosiddetto debito pubblico per l’acquisto di moneta a chiusura dei bilanci in pareggio, bilanci che non ho inventati io ma la politica, anche  ‘loro’  hanno firmato questa legge! E’ inutile continuare a dire stupidaggini in Tv propinando alle persone pillole di economia falsa, così è facile addormentare le menti! Lo ripeto, l’unica questione da risolvere è questa! 385milioni di euro a cascata risolveranno il lavoro, le buche, i trasporti, l’Atac, l’Ama.…”

Parliamo di Giachetti, quali chance ha in più di governare portando un cambiamento reale.

“Non lo porterà, è un politico ma non di nuova generazione e sarà affiancato dai fardelli della vecchia politica, ci troviamo di fronte al secondo Marino, al secondo Alemanno”.

Con conseguenze a questo punto…

“Direi disastrose. Certo, sicuramente se Giachetti dovesse rappresentarci a New York faremmo un’ottima figura perché ha una personalità, se va la Raggi ci ridono dietro, ma sono entrambi incompetenti: la prima perché non conosce, l’altro perché non si può muovere”.

Per quale ragione?

“Ha le mani legate, è un uomo di partito del PD, nonostante sia ancora tesserato con i radicali”.

Tutta questa vicenda dello sport, delle Olimpiadi, come la giudica?

“Mi sembra chiaro che a Roma comandino i costruttori e che la politica sia ancora al loro servizio, perché sono proprio questi ultimi a finanziare la nostra classe dirigente. Io mi chiedo: come mai si parla di Olimpiadi quando ancora il comune di Roma non si è accordato, ad esempio, sulla fine che dovrà fare l’Olimpico e per lo stadio della Roma! Perché ci sono miliardi di interessi che fanno già gola agli imprenditori e agli amministratori, dato che poi da lì arrivano i finanziamenti!”

Questo tema non porterà una perdita di voti alla Raggi?

“La gente è intelligente non penso che voterà la Raggi per le Olimpiadi, il lavoro è al primo posto”.

La Meloni perché non ha presentato querela, avrebbe potuto vincere…

“Perché è una populista, perché comunque ha firmato la legge Fornero anche lei, perché ha all’interno del suo partito uomini inseriti in cooperative sociali che operano nel settore della sanità, quindi non è libera dai giochi come dice, e difatti ha preso più voti dalle periferie dove c’è più attenzione al populismo e meno alla politica”.

Certamente Berlusconi appoggiandola…

“Berlusconi è un uomo di 80 anni che conosce bene la politica e non si è fatto mettere sotto scacco dalla Meloni e Salvini che volevano assolutamente decidere il candidato, ha voluto dare una manifestazione di potere, fregandosene del risultato elettorale”.

Certo, è anche vero che ormai tutti i partiti non hanno personaggi di vero spessore.

“Non c’è più nessuno spendibile, concordo”.

Secondo lei quale visione hanno di noi dall’estero?

“Ci vedono come il paese dei balocchi, tra questo presidente del Consiglio, tra i sindaci che si sono avvicendati in tutta Italia, la nostra immagine è ormai pessima, abbiamo completamente perso la figura internazionale”.

L’aumento dei posti di lavoro, i benefici per le aziende, sono reali?

Le spiego come sono aumentati i numeri: sono stati solo trasformati i precari in indeterminati per usufruire delle agevolazioni, dunque è stato assunto il lavoratore già in azienda, è una presa in giro anche perché può venire licenziato in qualsiasi momento. La pressione fiscale inoltre è rimasta la stessa, dovremmo imitare il modello americano”.

Cosa dovremmo ricopiare dagli americani?

“Moralità e competenza! E’ sufficiente ricordare che i nostri presidenti di Acea e Ama prendono lo stesso stipendio di Obama! Dovremmo inoltre mettere al loro posto teste pensanti e non di partito, alla stregua degli americani”.

Ma noi ci riusciremo!

“No, perché questa è la Patria del tutto e del contrario di tutto. Basta pensare che un premier coinvolto nel fallimento di una banca continua a fare il premier… Purtroppo dovremmo imitare la civiltà americana in tutti i suoi aspetti, anche morali”.

E questi movimenti nuovi?

“Ma quali nuovi movimenti! Sono tutti… vecchia storia…”

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