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Italia, Paese di cittadini zombie

Gli Italiani sono precipitati nella barbarie politica, economica, culturale e civile: sono "morti viventi"

di Giovanni Falcetta
Italia paese di zombie

Ragazzi travestiti da zombie a Roma nel 2011 per una marcia promozionale per un programma televisivo (Foto dal sito gothic.net)

In Italia l’unico valore è il Denaro, l’essere amico o servo del piccolo, medio o grande potente di turno. I Media appoggiano servilmente l'attuale Regime. La pietà è morta. Non esiste più il minimo "Senso della Comunità" che gli Italiani onesti si erano conquistati in secoli di lotte

Quasi senza avvertirlo gli Italiani sono ripiombati in un Regime, di fatto, feudale. Esistono solo i Padroni e i Servi, con varie gradazioni al loro interno. Chi non riesce ad essere inserito al posto ” giusto “, è destinato all’ inesistenza, alla solitudine, alla fame. Da tempo stiamo precipitando in un Regime acostituzionale, se non anticostituzionale, e la maggior parte dei cittadini, soprattutto delle classi sociali medio – basse, manipolati dai Media della carta stampata e delle Televisioni, pubblici e privati, in mano ai potentati economici e politici, sembra che non se ne siano resi ancora conto.

Con la legge elettorale maggioritaria e poi, sempre più, con quella chiamata Porcellum, gli Italiani sono tornati indietro ad una situazione politico – sociale, economica e culturale, anteriore all’Illuminimo, alla Rivoluzione Industriale e alla Rivoluzione Francese, a prima del Costituzionalismo dei Montesquieu, dei Locke, dei Tocqueville, etc.Tende a dissolversi la separazione dei Poteri statali, Legislativo, Esecutivo, Giudiziario e il loro reciproco controllo. Da prima del Governo Monti in poi, di fatto, non esiste più una maggioranza che governa ed una forte opposizione che ne controlla le decisioni denunciandone gli abusi e, con le liste bloccate, i parlamentari sono autoreferenziali perché nominati dai loro partiti di riferimento e non più scelti dai cittadini. .

Il Potere tende a concentrarsi nelle mani del Governo e della sua maggioranza composta da uno strano cocktail destra – centro – sinistra (ddl Boschi), le cui scelte sono fermamente rivolte verso un liberismo economico – sociale selvaggio al servizio delle banche nazionali e internazionali e delle imprese multinazionali tutti organismi tesi a massimizzare i profitti con ogni mezzo, anche illecito, con le speculazioni finanziarie in borsa e il dumping salariale, piuttosto che ad investire in una ripresa economica reale basata sull’aumento del potere d’acquisto dei cittadini.  

Obiettivi realizzati con mezzi di fatto autoritari, nazionali e sovranazionali, all’interno di un sistema solo formalmente di democrazia rappresentativa. La Costituzione del 1948, repubblicana, antifascista, dagli anni ’90 in poi, è stata progressivamente svuotata dalla cosìddetta Costituzione Materiale, non solo nella seconda parte, Istituzionale, ma anche (e ciò è gravissimo !) nella prima parte, cioè, nei Diritti dei Cittadini che sono ormai divenuti discrezionali come Les Droits Octroyés dell’ Assolutismo prima dell’ ’89. E’ stato abolito l’art. 3 con la sua solenne affermazione dell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge. Gli Italiani sono stati ridotti a ‘ zombi ‘, come ha scritto, di recente, Maurizio Viroli in un articolo su un noto quotidiano, alcuni inconsapevolmente, altri per servitù volontaria, da una costante e progressiva manipolazione mediatica delle loro coscienze.

L’unico valore è il Denaro, l’essere amico o servo del piccolo, medio o grande potente di turno. I Media appoggiano servilmente l’attuale Regime. La pietà è morta. Al di là delle vuote parole non esiste più il minimo “Senso della Comunità ” che, al prezzo di lotte secolari, gli Italiani onesti si erano conquistati. Domina il cinismo dei Potenti verso il Popolo, ma anche tra la gente comune. E sarà peggio se il prossimo referendum popolare dirà sì alle Riforme Istituzionali (dubbi intorno al referendum ). “Il Re, allora, sarà veramente nudo”, come nella fiaba I vestiti nuovi dell’imperatore di Hans Christian Andersen. E non ci conforta rammentare che gli stessi giudizi sugli Italiani li troviamo, in passato, negli scritti di Dante Alighieri o nel Discorso sullo stato presente dei costumi degli Italiani di Giacomo Leopardi o, se risaliamo al ‘900, citare la frase di Ennio Flaiano “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria” (Diario notturno,1956).


Giovanni FalcettaGiovanni Falcetta, laureato all’Università di Palermo in Lettere Moderne, ha insegnato  nelle Scuole Secondarie Statali Italiane ed è stato Lettore di Lingua, Letteratura e Civiltà Italiane, prima al Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Tirana (Albania) e, poi, al Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Filosofia di Pola (Croazia). Ha collaborato con le Case Editrici Sellerio e Novecento di Palermo, curando la pubblicazione di alcuni testi di narrativa e saggistica storica dello scrittore romantico svizzero – francese dell’ ‘800 Charles Didier (1805 – 1864). Di lui ha curato l’edizione in italiano de la Questione Siciliana, pamphlet storico – politico sulla Rivoluzione Siciliana del 1848 (Edizioni Novecento, Palermo, 1991). Sta cercando di ricostruire, per un suo prossimo libro, la vita privata e politico–intellettuale di Llazar Fundo, albanese, antifascista, ex comunista, antistalinista, deportato nel 1940 al confino di Ventotene (dove divenne amico di Sandro Pertini e Altiero Spinelli) fatto fucilare dal dittatore albanese Enver Hoxha, per attività anticomunista ed antisovietica nel Settembre del 1944.

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