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Cari americani, ma come avete fatto a ridurvi così?

Con Hillary o Trump, le cose si mettono male non solo per gli USA ma per tutti noi

richard nixon
Ricordate il manifesto con Richard Nixon e la frase "comprereste un'auto usata da quest'uomo?" Se invece di “Dick” ci fosse il sorriso 24 carati di Hillary o il volto di cerone di Donald, altro che automobile usata, neppure una gomma acquisterei!

Com’era quel manifesto di Mort Sahl? Quello che mostra Richard Nixon con il ghigno, quello con la domanda: “Would YOU buy a used car from this man?”. A suo tempo, ha avuto un certo peso quel manifesto. James Reston sul New York Times scrive che si tratta della presa in giro più popolare; e in effetti la frase è entrata nella storia. Che poi “Dick” Dirty tricks in politica estera abbia dimostrato di saper fare più e meglio di tanti altri, passa in secondo piano: perché, come dicono tutti, Nixon è colpevole di aver mentito, ha ingannato; la menzogna, si dice, non si perdona, non si può perdonare. Poi, pazienza se ad altri che pure hanno detto il falso, e se il metro di misura applicato è stato diverso.

Ora, se ci si vuole avventurare in considerazioni e riflessioni attorno alla politica e alla menzogna, noi italiani possiamo insegnare molto; e molto insegniamo. Basta vedere cosa accade in queste ore al comune di Roma, con la sua prima cittadina impiombata appunto sul cumulo di menzogne che lei e i suoi compari del Movimento 5 Stelle hanno inanellato. La differenza è questa, però: se Virginia Raggi dimostra di essere quello che si temeva (la persona sbagliata, nel posto sbagliato, che fa le cose sbagliate, con le persone sbagliate), alla fine il danno si ritorce sui romani, sul Movimento 5 Stelle. Insomma è un qualcosa, tutto sommato, di circoscritto. Roma ha le spalle larghe: sopravvive a Gianni Alemanno, al Partito Democratico, a Ignazio Marino… vorrà dire che i romani la prossima volta impareranno a scegliere meglio.

Altra cosa la partita che si gioca negli Stati Uniti. Se quello che si vota a Roma non incide in Ohio o in Texas, quello che si vota a Dallas o a Cleveland eccome se finisce con il pesare anche su di me, e su tutti. Del sindaco di Roma il mondo alla fine il mondo se ne sbatte; eleggere un presidente degli Stati Uniti, non è affare solo degli americani.

Torniamo al nostro poster. Posso confessare che se invece di “Dick” ci fosse il sorriso 24 carati di Hillary o il volto sessanta centimetri di cerone di Donald, altro che automobile usata, ma neppure una gomma acquisterei, molto meglio andare a piedi? D’accordo: quando mai si vota chi ti soddisfa? Quasi sempre si cerca di  individuare il candidato che ti sembra peggiore, e optare per il suo avversario. La scelta diventa: padella o brace; ma sempre cotti si finisce…

Guardo i volti dei due candidati. La tentazione, forte, e respingerli entrambi, ma uno dei due, comunque, il suo spazzolino lo andrà a mettere nel bagno della Casa Bianca. Hillary o Donald; e certo, alla fine la prima non mi piace, ma l’altro è repellente. Porca miseria, Stati Uniti d’America: tu che sei la patria di George Washington, dei padri del “Federalismo”, di Abramo Lincoln, e nei momenti cruciali ti ho sempre trovato al mio fianco… Ma me lo spieghi come hai fatto a ridurti così?

   

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