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Renzi assediato dalla minoranza PD dell’apocalisse

La battaglia all'interno del partito del premier che potrebbe far andare l'Italia in rovina

Bersani Renzi

Un dibattito in tv tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi durante le primarie del PD

Non si sta in un partito, che per giunta è al governo, e gli si rema contro andando a tenere conferenze nella tenda del nemico. L’apocalisse è attesa per il 4 dicembre, giorno in cui vincerà il NO. Dopodiché Bersani, D'Alema, Cuperlo pensano che, sventolando le rosse bandiere e cantando “O bello, ciao”, entreranno trionfanti a Palazzo Chigi

Ma perché Matteo Renzi non butta fuori dal Pd quei quattro dell’apocalisse?

Sussiegosi, supponenti, saccenti e soprattutto lividi d’invidia verso il premier che gli fa stare nell’anticamera della cucina senza poter banchettare.

Sono degli infingardi perché sputano dove mangiano. Non si sta in un partito, che per giunta è al governo, e gli si rema contro andando a tenere conferenze nella tenda del nemico.

Sembra dunque che l’apocalisse sia attesa per il 4 dicembre, giorno in cui vincerà il NO. Dopodiché i quattro cavalieri (si fa per dire) pensano che, sventolando le rosse bandiere e cantando “O bello, ciao”, entreranno trionfanti a Palazzo Chigi, seguiti dal popolo di Roma. E che Renzi fuggirà, salterà sul suo aereo e come l’ultimo re d’Italia tenterà di elargire titoli nobiliari dalla scaletta a chi gli prometterà fedeltà. Ma verrà tramortito dal volume della Costituzione, lanciatogli in testa dal forzuto Brunetta al grido: “Vade retro, Satana”. Fine dei re di Roma. Avvento dell’Anticristo che porterà guerra, carestia e morte, come preannunciato dai profeti.

Solo che l’apocalisse non sarà per Matteo ma per il Paese: il capitale estero non investirà in Italia senza una stabilità politica e un programma avviato di riforme. L’ha ribadito Davide Serra, un finanziere della City londinese, alla trasmissione Piazza Pulita su La7 giovedì sera. Abbiamo totalizzato 2252 miliardi di debito pubblico  in 30 anni di storia dove siamo cresciuti zero. Solo negli ultimi 20 anni

si sono susseguiti 12 governi con 8 diversi premier.

Senza soldi, niente lavoro sul suolo natio. Seguirà un periodo di frenetiche consultazioni, quaranta e più ladroni verranno pestati a sangue, dopodiché il presidente Mattarella confischerà tutti i mattarelli al popolo e conferirà il potere ai 5 Stelle.

Invece di apporre modifiche alla Costituzione, che tanto fanno soffrire chi non l’ha mai nemmeno letta, Grillo farà due aggiunte copernicane. Articolo 1: L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro “all’estero”. Articolo 2: la sovranità appartiene al popolo “stellato”. Risolto il problema costituzionale.

Non si parlerà più di conservazione del bicameralismo perfetto, che abbiamo avuto finora nella declinazione “camera, cameretta, cucina”,

ma ci si accontenterà di avere un tetto sulla testa. Quindi niente Camera dei deputati né Senato delle Regioni; quanto allo chef stellato, cucinerà il rancio virtuale alla bisogna del popolo web. Si morirà di fame, ma saremo un popolo bellissimo con una Costituzione bellissima.

Ora le pasionarie forziste del NO starnazzano su Facebook difendendo la verginità della Costituzione. Neanche fosse loro figlia, quando per un ventennio non si sono mai preoccupate di tutelarla lasciandola nelle mani seducenti del sedicente Berlusconi.  Si stracciano i capelli e piangono: “Ho letto la Costituzione. Alla fine lei muore” è il tam tam sulla rete. Sono convinte che si tratti di un romanzo d’appendice scritto da Mussolini nel tempo libero e, da ex figlie della lupa, stanno affilando le unghie posticce. Poverine, non hanno ancora capito che i principi della Costituzione non vengono toccati, solo l’organizzazione di Regioni, Province e Comuni.

Ma se invece vincesse il SI’? Come Menadi, le forziste smembrerebbero la nuova Costituzione con i denti. Il che almeno porterebbe urgentemente lavoro ai dentisti italiani, visto che molti padri e madri della Patria prediligono andare a rifarsi l’arcata dentale in qualche paese dell’Est. Perché per risparmiare la pecunia, non hanno mai badato in che mani si mettevano. Infatti. “Tanto Berlusconi – dicevano – è ricco e farà ricchi anche noi”.

Ed eccoci qua a chiedere l’elemosina a Bruxelles. Ma hanno la memoria corta e incolpano l’ultimo arrivato: il povero Matteo. Che in verità ancora povero non è, ma ha solo un mese e mezzo di tempo per fare il miracolo finanziario. Ha quindi annunciato l’abolizione di Equitalia. Ma qui non basta un apostolo, serve un apostata: Matteo rinneghi il sistema truffaldino messo in essere dagli impiegati di concetto dell’Agenzia delle Entrate. Abbia il coraggio di dichiarare che è un’istigazione al suicidio di chi cerca di lavorare in Italia. Salvi l’imprenditoria italiana e faccia fuori la burocrazia. Allora vedrà che gli italiani lo seguiranno come l’unto del Signore.

Ecco già all’orizzonte i quattro dell’Ave Maria. Pum! Pum! Cavalieri o sceriffi, vedrete ritorneranno sulla scena patria. Purtroppo.

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