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Renzi da Obama a comprarsi ciò che l’America non vuole più

Il premier italiano Matteo Renzi vorrebbe copiare dagli USA quelle idee liberiste che ormai gli americani rifiutano

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Il Presidente Barack Obama accoglie il premier Matteo Renzi alla Casa Bianca durante una precedente visita nell'aprile del 2015. (Official White House Photo by Pete Souza)

Renzi e il PD vogliono importare dagli USA in Italia il liberismo senza vincoli e controlli, che altro non è che la libertà dei ricchi e delle grandi corporation di sottrarre soldi allo Stato e alla comunità per indebolirle e con i loro immensi profitti asservire la politica e i media per ottenere vantaggi e potere. Idee vecchie e come Obama già in uscita dalla Casa Bianca

Un articolo del New York Times di oggi (che giustamente non dedica una riga alla visita di Renzi) aiuta a capire cosa il primo ministro italiano Matteo Renzi cerchi in America e cosa il presidente Barack Obama gli voglia vendere, visto che sempre più ha difficoltà a venderlo a casa sua.

L’articolo espone i risultati di un’indagine  condotta da S&P Global Market Intelligence sulle tasse federali e statali pagate negli ultimi dieci anni dalle più ricche corporation americane: Apple ha pagato il 17% dei suoi profitti, la Coca Cola lo stesso, Google il 16%, Amazon il 13%, Boeing l’8%, Facebook il 4%. Un contribuente della classe media come me paga circa il 40% (prima di pensare che sia poco calcolate che non è inclusa l’assicurazione medica; che la pensione equivale a circa un quinto dello stipendio, salvo contributi extra in fondi d’investimento privati; che le scuole e università pubbliche si pagano con tasse locali).

Questo Renzi e il PD vogliono importare in Italia: il liberismo senza vincoli e controlli (loro preferiscono parlare di deregulation), che altro non è che la libertà dei ricchi e delle grandi corporation di sottrarre soldi allo Stato e alla comunità per indebolirle e con i loro immensi profitti asservire la politica e i media per ottenere ulteriori vantaggi e potere.

In America le cose si stanno muovendo. Il successo ottenuto quest’anno da Bernie Sanders condizionerà la presidenza di Hillary Clinton, che nel suo programma ha inserito una riforma fiscale e l’eliminazione delle scappatoie legali che hanno permesso a un miliardario come Donald Trump di non pagare neanche un dollaro di tasse. Ma Renzi è nato vecchio e il suo mondo è ancora quello degli anni ottanta: da buon provinciale punta al reaganismo fuori tempo massimo.

Il recente condono (scusate, lui preferisce l’eufemismo “voluntary disclosure”) ne è un esempio. Per questo Obama gli dà ascolto: non gli pare vero che anche nell’Europa occidentale ci sia ancora qualcuno disposto a comprarsi un modello superato e fallimentare come se fosse l’ultima novità e (per usare una parola cara a Renzi) molto cool.

Il liberismo non è cool: domina ancora ma solo attraverso menzogne e violenza, a costi insostenibili. Gli americani stanno dicendo no a quello che sono stati negli ultimi trent’anni; in Italia bisogna dire no a chi vuole farci diventare come loro sono stati. Questo si decide il 4 dicembre.

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