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Referendum: record di votanti tra gli italiani all’estero

Sarebbero circa il 40% i cittadini italiani all'estero che hanno votato per il Referendum costituzionale

voto estero scheda
Il 40% indicato ufficiosamente oggi sarebbe quindi il dato più alto di sempre non solo in una consultazione referendaria, ma anche se confrontato con le tre elezioni politiche (2006, 2008 e 2013) in cui si è votato nella circoscrizione estero. Entro sabato 195 corrieri diplomatici con il materiale elettorale in partenza da 195 sedi viaggeranno verso Roma su 210 voli
Primi dati non ufficiali sull’affluenza al voto referendario degli italiani all’estero che si attesterebbe intorno al 40%. Le operazioni di voto dei connazionali sono terminate ufficialmente ieri alle 16 (ora locale). I plichi arrivati in tempo in ogni sede diplomatico-consolare sono ora in viaggio verso Roma: il loro spoglio avverrà in contemporanea con i voti degli italiani in Italia alla chiusura dei seggi, domenica 4 dalle 23. 

Come spiegato dalla Farnesina la prima Sede a chiudere è stata Wellington, quando in Italia erano le 5 del mattino di ieri. L’ultima Vancouver, alle 1 del mattino di oggi, ora italiana.

Nelle giornate di oggi e domani 195 corrieri diplomatici contenenti il materiale elettorale in partenza da 195 sedi viaggeranno verso Roma su 210 diversi voli accompagnati da funzionari del Ministero degli Esteri. Le spedizioni giungeranno all’aeroporto di Roma-Fiumicino dove verranno prese in consegna dai funzionari della Corte d’Appello di Roma, ente preposto allo spoglio delle schede elettorali della circoscrizione estero.
Tra le tratte aeree e quelle terrestri i corrieri della Farnesina percorreranno un totale di 549.552 chilometri e 816 ore di volo.

Una nota dettagliata, quella del Ministero, che nelle ultime settimane ha dovuto rispondere ad un fuoco incrociato di accuse sulle presunte irregolarità del voto.

Mai come quest’anno, infatti, il voto all’estero è stato oggetto di accuse e polemiche violente tanto che la Farnesina è dovuta intervenire più volte per assicurare la correttezza delle operazioni arrivando ieri a minacciare diffida contro le false informazioni veicolate da stampa e social network.

Gli italiani all’estero, come noto, votano grazie alla Legge Tremaglia del 2001. Da allora si sono espressi in sei consultazioni referendarie (2003, 2005, 2006, 2009, 2011 e 2016) con diverse percentuali di votanti, sempre intorno al 20%.

Nell’ultimo referendum costituzionale, quello del 2006 sulla modifica della seconda parte della Costituzione, votò il 27,87% degli aventi diritto. In quello sulle trivelle – nell’aprile di quest’anno – il 19,73%.
Il 40% indicato ufficiosamente questa mattina sarebbe quindi il dato più alto di sempre non solo in una consultazione referendaria, ma anche se confrontato con le tre elezioni politiche (2006, 2008 e 2013) in cui si è votato nella circoscrizione estero.

Per i dati ufficiali sull’affluenza occorre aspettare domenica sera, come detto; è invece lampante e certificato (dal Viminale) l’aumento esponenziale degli aventi diritto al voto che nel 2003 all’estero erano 2.359.807, per poi salire a 2.727.531 nel 2005, riscendere a 2.651.730 nel 2006, balzare a 3.065.234 nel 2009, e ancora a 3.300.496 nel 2011 fino ai 3.951.448 a inizio 2016, dato aggiornato dal Viminale a ridosso di queste votazioni: a 15 giorni dal referendum gli elettori aventi diritto al voto per corrispondenza all’estero sono 3.995.042, di cui 2.077.455 maschi e 1.917.587 femmine. Tra loro anche 31.462 elettori “temporanei”. (aise) 

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