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Quella faccia di Renzi che non aiuta il Referendum

Ma il Sì al Referendum serve anche per tenere lontano dal governo certi politici che al confronto Matteo è un gigante

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Ma lo sanno coloro che vogliono votare No che non si sta discutendo della modifica dei principi fondamentali della Costituzione, ma solo dei poteri del Senato e della modifica delle norme che regolano le competenze delle Regioni, Province e Comuni, necessaria essendo state abrogate le Province?

Il problema di Renzi è che, anche quando parla seriamente, sembra scherzi e quanto stia dicendo vada a suo profitto. Deve cambiare la mimica facciale: lasciare a casa il sorriso furbetto da paterno giovanilista. Il che è una stridente contraddizione che ha un effetto urtante su chi l’ascolta.

Così è stato anche nella sua ultima comparsata lunedì 28 novembre a Quinta Colonna, programma di Rete 4 (Mediaset), condotto da Paolo Del Debbio. Matteo dovrebbe imparare da Silvio che ha parlato seriamente per vent’anni prendendoci in giro nei fatti. Ora, ai fini del voto referendario, è da capire se Renzi sia in buona fede. Io penso di sì, benché ‘il giovane’, che sa navigare a gonfie vele col bel tempo, si ritrovi adesso in mezzo al mare con la barca ingovernabile, non sapendo bene quale vela issare in questa tempesta referendaria. Questo succede a chi vuole affrontare il mare della vita senza formazione nautica. E neppure sappiamo se sappia nuotare.

Di certo ha dimostrato di saper stare a galla; quindi speriamo bene. Perché ne va non solo della sua salvezza, ma di quella dell’Italia che, per quanto sia una penisola, è instabile quanto un’isola, com’è in balia ora di terremoti tellurici ora politici. Per non parlare della minaccia di catastrofe economica che incombe, se vincesse il No: sia per le esternazioni europee o tedesche, che sono un po’ la stessa cosa, sia per l’annuncio del Financial Times che, se vince il No, otto banche italiane rischiano di fallire; il che significa: 5 milioni di correntisti sul lastrico. Corrisponderanno a 5 milioni di voti, quindi a 5 milioni di sì? O gli italiani sono delle pecore che amano seguire sempre un pifferaio magico? E qui ne hanno più d’uno a disposizione e possono scegliere se seguirlo a destra o a sinistra, ma non si rendono conto che finiranno appunto dritti dritti nel fallimento nazionale. Perché se il nostro premier non eccelle in preparazione culturale, i suoi antagonisti e relativi fautori sono peggio di lui. Lo stellato Luigi Di Maio è solo capace di dire: è una fregatura. Berlusconi: tradimento, tradimento. D’Alema: ho pronta una riforma migliore. E la tiene in cantina ad invecchiare tra le sue botti di vino? Grillo: i cittadini non potranno più votare i senatori, che saranno scelti dai partiti. E finora com’è stato? E tutti all’unisono: Renzi diverrà il padrone assoluto.

Ma sanno lor signori che non si sta discutendo della modifica dei principi fondamentali della Costituzione, ma solo dei poteri del Senato e della modifica delle norme che regolano le competenze delle Regioni, Province e Comuni, necessaria essendo state abrogate le Province?

Il 5 dicembre sapremo se gli italiani hanno seguito i ‘barbagianni’, credendo alle loro baggianate. Questi ‘zio Gianni’ sono solo capaci, come hanno finora dimostrato, di emettere il suono simile a quello di un uomo che russa, tipico di quest’uccello rapace. Oltre a mutuarne la rapacità. Ma la voce della verità è Brunetta: voglio mandare a casa Renzi. Affermazione penosa di un affermato politico che, in quanto tale, non può far pena. Eppure tutte queste baggianate corrono di bocca in bocca e vengono vomitate su facebook dai non pensanti. Perché preferiscono ripetere quello che gli piace sentire, piuttosto che spremersi le meningi leggendosi la Costituzione per farsi una propria opinione. Del resto non si può pretendere che gente la quale non era capace di concentrarsi sui libri scolastici, dopo venti e più anni riesca a capire qualcosa leggendo un testo che non sia Paperino. Così sta l’Italia degli italiani. Che altrimenti non avrebbero votato i barbagianni seguendoli come pifferai magici.

Ma la notizia davvero catastrofica è che Berlusconi non può più avere figli, cioè non possiamo più aspettarci un erede. Avremmo dovuto capirlo anche prima, avendo Silvio ottant’anni suonati. Comunque, ospite un paio di giorni dopo Renzi a Quinta Colonna, ha dichiarato che Matteo “è sbucato da sotto il cavolo”, ma non è il figlio putativo tanto atteso. Silvio sopporta tante cose insopportabili dai suoi, ma non il tradimento e Matteo, in cui aveva riposto tutte le sue senili speranze col patto del Nazareno, l’ha tradito non consultandolo sulla scelta del capo dello Stato. Tuttavia la gente ha la memoria corta e non ricorda che fu proprio Berlusconi a volere la riforma del Senato. Perciò i forzisti non si sentono traditi dal padre putativo. Forse in Italia ci sono troppi orfani della Cultura, una madre terrifica, a quanto sembra.

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