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Il governo Gentiloni riceve la fiducia della Camera dai banchi vuoti

368 sì e 105 no, ma i deputati Cinquestelle, della Lega e di Verdini sono rimasti fuori dall'aula

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La Camera dei deputati al momento del voto di fiducia al governo Gentiloni. Si notano alcune file con i banchi vuoti

Il premier Paolo Gentiloni ha detto: “Il governo che si presenta a ricevere la fiducia è un governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre Istituzioni... Il governo non si rivolgerà a quelli del sì contro quelli del no, si rivolge alla maggioranza e rispetta le opposizioni... Chi rappresenta i cittadini deve diffondere sicurezza, non paure"

Con 368 voti a favore e 105 contrari la Camera dei deputati ha votato la fiducia al Governo Gentiloni. 473 i deputati presenti. Fuori dall’Aula, come annunciato già in mattinata, sono rimasti i parlamentari 5Stelle, Lega Nord e Ala (Verdini).

Mercoledì il secondo voto di fiducia in Senato, dove già il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha depositato le dichiarazioni rese alla Camera.

Il Senato si riunirà dalle 9,30, il premier interverrà in replica alle 13. Seguiranno le dichiarazioni di voto e, intorno alle ore 15 ora di Roma, la chiama per il voto di fiducia al nuovo Governo.

Paolo Gentiloni, insediatosi già ieri a Palazzo Chigi dopo il giuramento al Quirinale e il passaggio delle consegne da Matteo Renzi, è andato quindi martedì mattina a Montecitorio, sede della Camera dei deputati,  per le dichiarazioni programmatiche del suo Esecutivo su cui i parlamentari hanno poi votato la fiducia.

I deputati Cinque Stelle e della Lega Nord avevano annunciato che, dopo le loro dichiarazioni di voto, sarebbero usciti dall’Aula e non hanno votato quindi la fiducia al nuovo esecutivo.

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Paolo Gentiloni mentre pronuncia il suo discorso alla Camera

“Il governo che si presenta a ricevere la fiducia è un governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre Istituzioni”, ha esordito Gentiloni. “E intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell’Italia e i problemi degli italiani”.

Economia, banche, lavoro, Mezzogiorno, migrazione e la ricostruzione delle zone terremotate le priorità del nuovo Esecutivo, i cui compiti, ha ricordato il Premier, “sono definiti dalla Costituzione. Il suo profilo politico è iscritto nel quadro della maggioranza del governo precedente che non è venuta meno. Per qualcuno è un limite, io lo rivendico; rivendico il grande lavoro fatto alle spalle ed i risultati ottenuti di aver rimesso in moto il paese”.

Fondamentale una nuova legge elettorale che, ha detto Gentiloni, sarà la sintesi da “un confronto tra tutte le forze parlamentari” così che vengano “armonizzate le norme tra Camera e Senato”. In questo confronto “il governo non sarà attore protagonista, spetta a voi la responsabilità di promuovere e provare a cercare intese efficaci. Certo non staremo alla finestra cercheremo di facilitare e sollecitare l’intesa”.

“Il governo non si rivolgerà a quelli del sì contro quelli del no, si rivolge alla maggioranza e rispetta le opposizioni. Chi come me è sempre stato animato da passione politica non si ritrova nella degenerazione di questa passione. La politica, il Parlamento, sono il luogo del confronto dialettico, non dell’odio o della post verità. Chi rappresenta i cittadini deve diffondere sicurezza, non paure. Su questo è impegnato il governo e anche su questo chiede alla Camera la sua fiducia”, ha concluso Gentiloni.

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