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Il PD con Speranza, ovvero crepi Matteo con tutti gli italiani

Oggi non serve esser coraggiosi per guidare un popolo, basta esser vigliacchi

roberto speranza

Roberto Speranza (Immagine da youtube)

La congiura dei Pazzi cinquecento anni dopo per stroncare il potere mediceo/renziano. Ma forse per far politica è meglio non esser sani di mente in modo da non avere nessuna remora morale. Nel PD chi vuol far fuori Matteo Renzi spera in Roberto Speranza, e la scissione si avvicina

La speranza della minoranza del PD è Speranza. Ma per carità. A ben pensarci, carità non c’è mai stata nel partito. E la fede manca da tempi immemorabili. Ma D’Alema e Bersani hanno allevato Speranza Roberto di professione impiegato, di fede democratico di sinistra. Tanto basta a guidare il Paese – credono i due vecchi marpioni che pensano di saperla ancora lunga. Ma c’è ancora qualcuno che gli dà credito dopo che hanno contribuito a portare l’Italia a questo disastro? Speranza sarebbe il nuovo che avanza solo perché di anni ne ha 38? Basta vederlo e sentirlo parlare che ci si sente immediatamente giovani e si rimpiange Renzi.

La congiura dei Pazzi cinquecento anni dopo per stroncare il potere mediceo/renziano. Ma forse per far politica è meglio non esser sani di mente in modo da non avere nessuna remora morale. Oggi non serve esser coraggiosi per guidare un popolo, basta esser vigliacchi. Crepi Sansone con tutti i filistei. E chissenefrega se i filistei sono tutti gli iscritti al PD, tutti gli elettori del PD e tutti gli italiani. L’importante è gestire il potere. Portando il Paese verso lo sfacelo. Tanto la Cultura, che si è scoperta avere la C maiuscola, salverà l’Italia. E quindi il ministro Franceschini offre i siti archeologici italiani per le sfilate di moda. Quella di Gucci nel Partenone è stata rifiutata dagli orgogliosi greci, che tanto non hanno vergogna di girare nudi come le loro statue, ormai svestiti dall’affamata Merkel. Sembra che non si siano accorti che la teutonica ha già preso posto tra le Cariatidi dell’Eretteo.

Chissà se Kering, il gruppo francese che detiene Gucci, sa che esistono templi analoghi anche in Italia? Suggerirei il magico tempio di Segesta, che si è conservato intonso nei secoli trovandosi in una location nascosta, sormontato da un teatro dove potrebbero trovar posto tutti i potenti e gli amici degli amici per godersi la sfilata. Alla Sicilia non farebbero male i 2 milioncini di euro offerti – sembra – da Gucci al governo greco, così la Regione autonoma potrebbe versare almeno un acconto simbolico alle casse del nostro Stato a fronte di un’evasione fiscale siciliana di 52 miliardi. In alternativa si potrebbe sfilare davanti alla Madonnina del Duomo di Milano tra le palme e i banani appena piantati in piazza. Ah sì, a testa coperta come la Madre di Gesù, perché noi siamo per la globalizzazione culturale. Ed economica. Gianfranco Fini docet: non ha esportato il fascismo ma i soldi del partito fascista. Peccato che li ha regalati alla famiglia della moglie, che non ne ha fatto un uso culturale.

I 5 Stelle sono già caduti dal firmamento dove li avevano posti gli italiani frustrati, che sono la maggioranza del Paese, dimostrando che pure i grillini sono molto attaccati alle cose terrene. Perciò è stata assicurata la sindaca della città eterna con ben tre polizze. Di Maio, il candidato premier pentastellato è ancor più giovane degli altri candidati e, anche se non sa infilare un congiuntivo, ha buone probabilità di infilare la soglia di Palazzo Chigi. Non mi pare che la cultura con la C maiuscola serva per governare. Serve però per non affondare.

In queste ore si sta spegnendo il matrimonio d’interesse del PD, solo che nessuna delle due parti vuole che le venga addebitata la colpa della separazione. Il 13 febbraio si è svolta a Roma la direzione del PD e Renzi ha dichiarato che è pronto a dimenticare tutto, corna e bicorna comprese. Ma la minoranza di sinistra del partito dovrà comportarsi in modo acconcio d’ora in poi. Il problema è che la minoranza non vuole ritornare nello stesso letto, perché Matteo è troppo vigoroso e lei teme le sue performance. E’ con un piede fuori dalla porta, minaccia la fuga, ma non fugge. Non è neppure capace di fare come la panda rossa dello Stato di Virginia fuggita per non accoppiarsi. Ma se la speranza è l’ultima dea, Speranza Roberto è l’ultimo incubo. Dopodiché arriverà una Le Pen dura e pura anche in Italia. Speriamo che la scelga quel buongustaio di Berlusconi e sia bella come una dea.

 

 

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