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Cosa penso dopo aver visto Di Maio parlare ad Harvard

Perchè a me, italiano negli USA, Luigi Di Maio è parso maturo, equilibrato, aperto

Luigi Di Maio (al centro) durante il suo intervento ad Harvard

Ho visto ad Harvard Luigi Di Maio e sono d'accordo con il collega Archon Fung che lo ha invitato: "Ciò che avete ascoltato è uno dei più interessanti e sensati tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica (...) nuovi politici e nuovi candidati capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”

È con parecchi pregiudizi che mercoledì sono andato alla Kennedy School (la scuola di scienze politiche di Harvard) ad ascoltare Luigi Di Maio, di cui peraltro sapevo pochissimo. Innanzi tutto non sono di quelli che credono che chi è giovane abbia automaticamente ragione, neppure nelle mode e nei consumi figuriamoci in politica. E poi sono ostile alla democrazia diretta, che era lo specifico tema dell’incontro organizzato dall’Ash Center for Democratic Governance and Innovation; è uno dei due o tre punti che finora mi hanno impedito di simpatizzare apertamente per il M5S, pur rendendomi conto che per l’Italia il pericolo di gran lunga più grave sia oggi rappresentato dal PD e che qualunque alternativa sia tatticamente preferibile a un protrarsi e consolidarsi del regime renziano. A indispettirmi ulteriormente, appena entrato nella sala dove si teneva l’incontro, la presenza di troppi italiani, parecchi dei quali palesemente senza alcun legame con Harvard o con gli Stati Uniti: giornalisti di quotidiani italiani e anche, pensavo, militanti del M5S. È una deplorevole usanza nazionale quella di andare all’estero solo per far notizia in patria e di portarsi dietro la claque.

Mi sbagliavo. Di grillini non ce n’erano, o almeno non si sono fatti notare; ben più numerosi i piddini, presenti non per capire o dialogare ma per attaccare il M5S. E Di Maio mi è parso maturo, equilibrato, aperto. Una sola occasione non basta per esprimere un giudizio definitivo; però sono restato positivamente sorpreso e non vedo perché non ammetterlo. Del resto potete farvi la vostra opinione ascoltando la registrazione integrale dell’evento sulla pagina facebook dell’Ash Center; io mi limiterò a poche considerazioni, volte in particolare a smentire i resoconti faziosi con cui i giornali filo-renziani (con in testa La Stampa e prevedibilmente La Repubblica e L’Unità) hanno cercato di trasformare in una débâcle il convincente discorso di Di Maio e le sue lucide risposte alle domande che gli sono state poste.

Significativa la conclusione di Archon Fung, professore di scienze politiche, direttore accademico della Kennedy School e moderatore della serata: “Ciò che avete ascoltato stasera è probabilmente uno dei più interessanti e sensati [la parola inglese che ha usato era mature] tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica. Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più emergere nuovi politici e nuovi candidati [e qui ha indicato Di Maio] capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”. È un vero complimento, da parte di uno studioso che nella sua presentazione iniziale era stato cauto e aveva qualificato Di Maio come un rappresentante del “populismo di destra” (presumo che Di Maio avrebbe risposto subito se quell’introduzione fosse stata tradotta in italiano dall’interprete): chi davvero ama la democrazia, ha in sostanza detto Fung, non può snobbare gli sforzi per comprendere e trasmettere le esigenze del popolo – in altri tempi si sarebbe parlato di intellettuali organici.

Per motivi simili Di Maio ha positivamente sorpreso me. Del suo discorso non ho apprezzato l’accenno alla meritocrazia come valore (io penso che il merito non debba portare a una kratía, ossia al dominio, e che la supremazia dei migliori, ammesso e non concesso che sia possibile stabilirla oggettivamente, sarebbe altrettanto pericolosa di una supremazia fondata sulla razza o, mettiamo, sul QI o la prestanza fisica). Altrettanto poco mi è piaciuto il suo vantarsi del rifiuto di finanziamenti pubblici, come se il problema fosse lo Stato e non fossero i privati e le multinazionali. Se potessi dargli consigli, gli suggerirei infine di evitare di parlare di post-ideologia come se ancora vivessimo negli anni sessanta o settanta, quando sarebbe stata una posizione provocatoria (simile a quella del grandissimo Montale della Lettera a Malvolio contro la religione pasoliniana dell’impegno); oggi puzza di deriva liberista, di consumismo delle idee.

Anche perché poi, in realtà, erano anni che non sentivo un discorso così ideologico. Dopo vent’anni di narcisisti preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), questo di Di Maio mi è finalmente sembrato un discorso politico, in cui si fanno proposte, si annunciano programmi, si ammettono le difficoltà che si incontreranno e lo stesso ci si sforza di andare avanti; il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia.

Nette alcune precisazioni sul M5S, a smentire le troppe fake news: ha per esempio negato la loro opposizione alle vaccinazioni dei bambini; e ha spiegato che non intendono uscire dalla NATO a patto che la NATO si rinnovi e trovi nuovi equilibri, anche rispetto ai paesi a essa esterni; però ritirerebbero i soldati italiani dall’Afghanistan e non aumenterebbero i contributi finanziari, come invece chiesto da Trump a Gentiloni. Mi è piaciuta anche la sua difesa di un’Europa unita a livello di popoli e di cittadini, non di banche e corporation; “l’euro è diventato più importante dell’Europa” ha detto. Sull’immigrazione ha fatto una distinzione fra profughi e migranti economici; so che non piace a certa sinistra (che però retoricamente parla sempre e solo di scampati a guerre e fame) ma per me è ragionevole e realistica.

Ho sempre pensato che esista una differenza fondamentale fra un consenso ideologico e un consenso tattico; di questo secondo tipo è per esempio la mia convinzione che in assenza e in attesa di una vera sinistra nell’Italia attuale sia utile sostenere il M5S contro il PD, per impedire un totalitarismo liberista ma anche per prevenire l’affermazione di una destra sociale alla Le Pen. Ascoltando Di Maio mi sono però reso conto che esiste un altro tipo di consenso, che in mancanza di termini migliori chiamerei procedurale; in sostanza penso che, almeno per il modo in cui è stato descritto mercoledì sera, il M5S possa contribuire alla ricostruzione di uno spazio politico alternativo rispetto al gossip mediatico promosso da Berlusconi e Renzi. Uno spazio indispensabile per la rinascita della vera sinistra di cui sopra.

 

 

  • Sergio Braga

    Un articolo senz’altro lucido ed equilibrato nella parte in cui individua nel PD di Renzi e nel renzismo il vero pericolo in questo periodo politico per l’Italia. Meno nella lettura del fenomeno e della fenomenologia del M5S in cui davvero non capisco dove possano essere individuati valori fondanti di un nuovo modo di fare politica. Tutto il resto è fuffa con un Di Maio che per l’occasione ha sfoderato l’abito da moderato e ha venduto solo la schiuma superficiale del fascismo che ribolle e si consolida nel ventre profondo del movimento di cui è l’attuale front man designato. Un ovvietà, del resto, che un movimento politico che punta ad essere forza di governo all’estero cerchi di accreditarsi come moderato, ragionevole, democratico ed affidabile. Se l’ottimo Erspaner vivesse in questo momento in Italia avrebbe probabilmente una percezione differente di cosa è il Movimento 5 Stelle e dei suoi militanti, della loro visione politica e delle dinamiche del loro attivismo, e cambierebbe opinione. Non bisogna, infatti, ascoltare Di Maio, ma la gente che votandolo l’ha mandato in parlamento e, da lì, ad Harvard come ambasciatore ed alfiere di una rivoluzione italiana inconsistente e inesistente in cui si condensano i difetti peggiori della cultura e della società italiana, gli stessi portarono Mussolini ed il fascismo al potere. Ci vorrebbe più prudenza e maggiore approfondimento prima di sdoganarli con tanta leggerezza e condiscendenza.

    • Enzo Pollono

      Condivido in pieno l`analisi sul Movimento 5 Stelle. Sul cosiddetto PD di Renzi ci sarebbe da discutere, ma definirlo il vero pericolo e` eccessivo. Il PD e` il solo partito, Renzi o non Renzi, che abbia gli strumenti politici e ideologici per poter governare l`Italia senza farla affondare. Ci vorrebbe più coraggio nell`affrontare le famose riforme che mancano all`Italia da sempre. )(

      • considerator

        E infatti il PD, al governo da anni, Renzi o non Renzi, non l’ha fatta affondare l’Italia! Ovviamente, Renzi è stata solo la ciliegina sulla torta. Ma dove vive?

        • Enzo Pollono

          In un luogo dove si ragiona con più calma e più rispetto per i fatti rispetto al suo. )(

    • Milena Nigretti

      ti sei guadagnato i tuoi due euro

    • cosi49@hotmail.com

      Caro Braga, lei non può salire sul piedistallo e sputare sentenze, ha poca conoscenza dei 5 Stelle, sta dipingendo un quadro senza pittura, come tutti, me compreso, votavamo, chi a destra e chi a sinistra, bevendoci le chiacchiere di chi ci ha governato fino ad oggi è che ancora continuano a propinarci le nonsoluzioni. Bene, le ricordo che il M5S e l’unica forza politica che guarda al bene comune. Ci dipinge come fascisti ma non vede che i veri fascisti sono ora al governo, hanno distrutto il welfare con il jobsact riducendo la classe media alla povertà. Le ricordo anche che abbiamo al governo ministri non laureati da questo si denota come la mancanza di serietà imperi nei Renziani dando a Di Maio del “lei non è laureato” vorrei solo dire che mi sento schifato, come tanti, da questa finta sinistra che parla da sinistra ma agisce da destra, ecco chi sono i VERI FASCISTI. Si informi meglio.

      • Enzo Pollono

        Commento da cui appare evidente il modo di ragionare dei grillini. )(

        • Sovranità al popolo

          Enzo come mai siete solo in due, di solito siete una 50ina a difendere il cancro dell’italia. Di cosa parlerete ai vostri nipotini, che in un determinato periodo storico dell’italia quando c’era bisogno del vostro aiuto per un vero cambiamento rivolto ad aiutare i più bisognosi voi vi siete schierati a favore delle banche, multinazionali ecc. Questo gli racconterete? Che siete stati vili?

          • Enzo Pollono

            Guardi Sovranità al Popolo (gia` il nick sottolinea la misura di illusione di cui si nutre il movimento; in più, direi, ha venature leniniste), il suo linguaggio non mi consente di darle una qualsiasi risposta ragionevole. Non mi dispiacerebbe affatto avere una discussione con qualcuno del Movimento, se ne trovassi almeno uno che non sia infarcito di banalità e allucinazioni varie. Ciò che mi disturba sopratutto e` la pervicacia nel dipingere l`Italia come un paese alla rovina, un “cancro”. Non credo che i grillini siano in grado di dare sovranità al popolo, come se il popolo fosse un`entità mitica e indivisibile, e non invece un cumulo di contraddizioni, paradossi e, anche, odio tra le fazioni. Una volta al governo, le loro incoerenze esploderebbero e il danno per il paese sarebbe grande. )(

      • cosi49@hotmail.com

        Molto probabile che le tre scimmiette che albergano nei Renziani deducono il modo di parlare di certi PiDioti.

  • Alessandro Martina

    bellissime parole, condivisibili e ragionevoli…a parte la caduta di stile sulla divisione “realistica” fra immigrati e rifugiati, alla quale non si puo` non rispondere con un banalissimo “restiamo umani” possiamo aiutare immigrati rifugiati e oltre!

  • Bruno Franchi

    Certi americani veri o finti, sono un po’ confusi dalla propaganda che viene dall’Italia, e si fidano della Peste Emozionale Organizzata, come fonte distorta per spiegare cosa sta accadendo in Italia. Dire che Luigi Di Maio rappresenta la destra populista, ne è la chiara dimostrazione dell’ignoranza palese, pur di avere una laurea in tasca. Per quanto riguarda la laurea,altra falsità, poichè se si fosse informato il Movimento 5 Stelle, in Parlamento è il gruppo con più laureati. Anche i partigiani nel 1943 hanno dovuto abbandonare gli studi, per salvare e liberare l’Italia dal Fasciamo e Nazismo. Lo stesso hanno fatto Luigi Di Maio e gli altri esponenti del M5S che si sono responsabilizzati per cambiare la Politica e liberare l’Italia dalla Peste Emozionale che si organizza in partito di sinistra, destra e centro che ha distrutto l’Italia. Mi piacerebbe sapere i critici di Luigi Di Maio se avrebbero il coraggio di fare quello che gli esponenti del M5S stanno facendo rischiando la Vita visto che la Peste Organizzata non si fermerà soltanto alla denigrazione mediatica, ma non ho dubbi che userà la violenza come sempre ha fatto verso chi vuole distruggere il suo sistema patologico.

  • Massimo Ulivari

    gentile prof. Ersparmer, sono un convinto 5 stelle e La ringrazio per il suo intervento. il MoVimento ha un bisogno estremo di interlocutori preparati e vigili come Lei. Lei mi sembra una persona con i piedi per terra e disposto, come ha fatto qui, a mettere in discussione i propri presupposti. spero che questo sia solo un primo caso di proficuo confronto, l’italia non è ancora del tutto alla deriva, anzi potrebbe presto ritrovare se stessa. al Suo prossimo intervento, magari meno limitato all’attualità, sarebbe un piacere avere un Suo contributo più articolato.

  • Franco Ranocchi

    Grazie prof. ad avere voluto conoscere Luigi Di Maio,le tue impressioni su di lui confermano ciò che veramente sta succedendo in italia,dei politici che fanno veramente politica e non ciarlatani come purtroppo il nostro paese è abituato da ormai troppi anni.Luigi Di Maio sarebbe il prossimo presidente del consiglio ideale per l’Italia,per fare uscire il paese da questa dittatura mediatica che ha ridotto il paese allo sfascio culturale e morale.Grazie professore.:)

  • willyam pacelli

    Signor Francesco Erspamer, intanto mi permetto di salutarla dalla calda Palermo, poi mi permetto anche di dire che l’errore di fondo che si fa (almeno nel bel paese) è sempre lo stesso, ovvero quello cercare per forza di voler posizionare una nuova forza politica all’interno di un ipotetico spazio mentale che comprende una delle frazioni che vanno dalla destra alla sinistra. Per molti individui, oramai il concetto di idea si è fuso con quello di ideologia, se esprimi un determinato concetto devo per forza classificarlo e posizionarlo in quegli spazi predeterminati. Chi fa parte attiva nel movimento 5 stelle, piano piano sta eliminando i vecchi concetti partitici e le vecchie ideologie per cercare di far spazio a quelle che sono delle semplici, asettiche ed efficaci idee. Sino ad ora per intenderci, ci si è limitati a giocare una partita a scacchi, una sinistra ed una destra che muovevano dei pezzi in un gioco con delle regole prestabilite. Tra alti, bassi e veri e propri tracolli, le partite svolte sono arrivate sino ad oggi, ma mentre ci si perdeva nell’analizzare le posizioni e nello spostare i pezzi, non ci si è resi conto del tempo inesorabile che passava, tutto si è fatto più vecchio, lento, ignorante e non più adeguato al galoppante futuro che sta avvolgendo il mondo intero, per dirla in breve il movimento ha fatto cadere quei pezzi, capovolto quella scacchiera e si sta apprestando a dipingere, ovvero, sta andando oltre le regole ed oltre il gioco stesso, si è capito che i vecchi concetti e le regole imposte non varranno più per le nuove visioni di società e per le nuove procedure di democrazia partecipata che grazie all’attuale stato dell’arte si possono e si vogliono attuare. Per una volta non saremo noi a doverci adeguare a regole imposte da altri, ma con un occhio sempre fisso alla nostra costituzione, saremo noi a crearne di nuove, con la speranza che anche altri paesi in futuro ne prendano spunto per migliorarle evolversi anch’essi in qualcos’altro.
    Ci sarebbe tanto altro da scrivere, su temi come energia, autonomia alimentare economica ed altro ma non voglio dilungarmi ulteriormente, grazie comunque per l’interessante articolo.
    un semplice attivista.

    • GIUSEPPE

      Ottima considerazione.

    • Salvatore Cottone

      con questa storia del nè destra nè sinistra si basano tutti i “Populismi” passati e recenti! Che il M5S sia passato a politiche di destra non ci sono dubbi; che sia un partito padronale dopo quasi tre anni nei meetup lo confermo; viste le magagne interne e carte false non vedo la novità! Esisteranno sempre la destra e la sinistra e no perchè il caro Renzi-sconi e i Pdioti l’hanno distrutta. PS Impari dai nostri movimenti Americani

  • Luca D Giacinto

    l’accenno alla meritocrazia come valore e’ dato dal fatto che in italia purtroppo vanno avanti i raccomandanti e non i piu’ capaci

  • Enzo Pollono

    Giudicare il Movimento dal discorsetto preparato e banale di Di Maio ad Harvard, senza conoscere nei dettagli le storie e le circostanze del Movimento in Italia e`, a voler essere benevoli verso il professore, di una disarmante ingenuità. La cosiddetta democrazia diretta e`, più di una pura utopia, un`arma propagandistica, non essendoci nulla negli strumenti peraltro malamente usati dai 5 Stelle, che migliori concretamente la partecipazione dei cittadini alla vita politica più di quanto gia` avvenga, pur con le note e non eliminabili limitazioni. La quale democrazia diretta e` stata peraltro smentita e talora travolta dalle decisioni autoritarie di Grillo (o di qualche potere che si occulta nella famosa piattaforma Rousseau). Senza contare i torcibudella, i mal di pancia, i litigi, le espulsioni e gli abbandoni tra i parlamentari, proprio come in qualsiasi altro partito – e forse peggio. Roma, che avrebbe dovuto essere il test probatorio della maturità politica del Movimento, ne ha invece rivelato le lacune (umane prima ancora che politiche) ed e` stata ed e` tuttora un disastro. Grillo e` una babele di contraddizioni, capace di sparate di puro populismo senza contenuti o sostanza, spesso con sfumature fascistoidi o esplicitamente di destra. Di Maio ha promesso un programma prima delle elezioni, ma finora programmi non si sono visti, piuttosto battute giornaliere contraddette il giorno dopo. E poi, chi elabora il programma? Una volta messo in rete e votato, passerebbe per il numero di clic? Sarebbe questa la democrazia diretta? Si potrebbe continuare. Considerare Di Maio “maturo, equilibrato, aperto” dopo la performance ad Harvard richiede una dose di benevolenza che forse neppure un buddhista riuscirebbe ad attingere. Di Maio, noto in Italia per le sue deficienze storiche e grammaticali, per la sua sprovvedutezza politica, si e` dimostrato banale e superficiale. Messo alle strette dal giovane italiano che ben conosce la storia dei 5 Stelle, ha semplicemente evitato di rispondere nel merito, se non con le consuete banalità . Erspamer ha assistito al discorso gia` prevenuto, soprattutto animato dal suo odio verso il PD. Se e` questo che lo ispira, votare 5 Stelle ha perfettamente senso. Grillo e i grillini hanno dato vita a un odio politico (e non solo) contro il PD che ha avvelenato l`Italia. )(

  • Mariasole Portale

    Precisiamo anche questo: il tizio chirurgo che ha fatto tanto il fico con Di Maio non è affatto un allievo di Harvard (#jepiacerebbe) ma da Salerno è andato a laurearsi al Campus Bio-Medico di Roma, università privata legata all’Opus Dei, l’ateneo italiano in cui è più facile entrare a Medicina perché quasi nessuno può permettersi di pagare la retta allucinante di circa 12.000 euro l’anno (lui sì, perché anche il papy è cardiochirurgo).
    Ora, che un figlio di papà che è andato a cercarsi l’Università in cui è più facile entrare diventi il paladino della meritocrazia fa semplicemente ridere.

    • Fabio A.

      Da dove hai recuperato queste info? Puoi dare i riferimenti?

  • EdoA

    Pure io ero li’ e non ho sinceramente potuto ammirare tutto questo tripudio che lei descrive. Ho notato una gestione estremamente “americana” (leggi: politically correct alla morte) da parte di Hks, con tutte le attenzioni possibili nell’evitare domande scomode per il “povero” Di Maio a processo. Sono sfuggiti dalla rete in due, uno l’oramai celeberrimo Fittipaldi che ha posto questioni giuste adombrate dalla retorica elitista (“io sono laureato, tu non puoi parlare”), che capiamo facilmente come vadano poi a indebolire il discorso, uno il ragazzo un attimo “alterato” che ha iniziato la sua arringa sul fascismo. E, siamo sinceri, anche in quel caso sarebbero state questioni giuste da discutere e domande da fare, poste male, col tono sbagliato, ed infatti il poveretto e’ stato prontamente zittito (nota di colore a margine: il ragazzo ha dato del fascista a Di Maio, lei professore ovviamente guardandosi bene dall’entrare in un qualsiasi discorso a riguardo ha iniziato a dare, ripetutamente, del fascista al ragazzo. E rimane che questo aveva delle domande, che non sono state risposte e che lei si guarda bene anche solo dal porre). Per il resto era pieno di persone (saranno stati faziosi, saranno stati del regime renziano come piace definirlo a lei) che erano visibilmente non entusiaste del discorso di Di Maio e che sono state “graziosamente” evitate dalla moderazione di HKS. Io poi non ho sentito una risposta convincente da parte del vicepresidente della camera che ha posto la questione delle primarie del PD da due milioni di voti (o erano meno? Di Maio ha voluto ben sbeffeggiarlo appena ha potuto) e, incredibilmente, non ho sentito una domanda una su Grillo, sul suo ruolo, su che rappresenti in questo magico e favoloso movimento di democrazia diretta uno che annulla dei risultati di primarie online a piacimento, perche’ “fidatevi di me”. E sorvoliamo sul fatto che abbia avuto vita facile Di Maio a dire “Io contro i vaccini? Mai detto” e nessuno lo abbia un minimo incalzato sul fatto che il suo movimento pero’ di esponenti che si sono espressi in maniera mooolto scettica ce ne sia.
    Tutti faziosi, stampa faziosa, gombloddo? Io di gente a favore di Di Maio ne ho vista un bel po’ in realta’, lei dove guardava? Sono mancate le domande vere invece. Ed e’ desolante leggere come un faculty ad Harvard si limiti ad una visione cosi’ superficiale del dibattito.
    Infine, me lo conceda, nota di colore # 2. Archon Fung quando ha usato il termine “mature” intendeva consolidato, che intendesse “sensato” ce lo vede lei. E non mi sento fazioso nell’affermarlo perche’ #1 come detto prima, Americani politically correct, sarebbe stato strano se un professore si fosse esposto cosi’ tanto a riguardo #2 non li amo, ma sono il primo a dire che i 5S costituiscano una delle realta’ politiche populiste meglio consolidate in Europa. Ma da li’ a leggerci un endorsement diretto da parte del professore, mi scusi, ne passa.

    • Insomma, grazie a quel Fittipaldi (che é riuscito a laurearsi al Campus Bio-Medico di Roma, università privata legata all’Opus Dei, l’ateneo italiano in cui è più facile entrare a Medicina perché quasi nessuno può permettersi di pagare la retta allucinante di circa 12.000 euro l’anno), del dibattito non se ne sa nulla. Su La Stampa Jacopo Jacoboni descriveva un Di Maio contestato da tutti i “ricercatori” presenti… La Repubblica ha avuto il tempo di pubblicare un’intervista al Fittipaldi…. e pure lei non ha un’opinione su temi quali democrazia diretta vs rappresentativa, l’uso della tecnologia nel dibattito e costruzione politica né sui valori che ispirano i 5S. Bella la cronaca, ma superficiale l’analisi e debole l’argomentazione.

      • EdoA

        Guardi, secondo me Fittipaldi poneva questioni scarosante nel modo e con il tono sbagliato. E il modo in cui alla fine la stampa ha riportato il tutto e’ scadente. Sono d’accordo che le cose interessanti da discutere fossero altre, come la questione se il sistema grillino di “democrazia diretta”, a cui io personalmente non credo minimamente (se non per amministrazioni mooolto locali, ma e’ un altro discorso) sia effettivamente efficace o sostenibile. Questo dibaittito non e’ avvenuto perche’ da un lato e’ stato lasciato campo libero a Di Maio per fare un comizio da paese dei balocchi (l’autocritica nel dizionario grillino non esiste, perche’ “tanto gli altri sono sempre e comunque peggio”), dall’altro l’unica domanda attinente e’ arrivata allo scadere e Di Maio l’ha schivata bene. I moderatori si sono guardati bene dal tirare fuori la questione Grillo, che credo sia l’elefante nella stanza dell “democrazia diretta” grillina.
        Non ho scritto il mio post per dare la mia lettura, ma per riportare un minimo piu’ precisamente come sia andata, perche’ il professore mi e’ sembrato abbondantemente parziale (si’, non ci ho visto piu’ quando ho visto la sua traduzione di “mature”, avendo bene in mente la sua faccia incazzata mentre dava del fascista a un altro studente presente). Se vuole puo’ pensare che sia parziale pure io, e di certo lo sono, ma proprio per questo ho riportato piu’ che altro fatti.
        Chiudo dicendo che non credo fosse una sorpresa per nessuno se buona parte del pubblico non fosse ben disposta verso Di Maio, e non credo bisogni essere un militante PD per far parte della categoria, per tutto quello che il M5S rappresenta. Credo che il dibattito sia stato molto molto annacquato dalla moderazione in aula, e che buona parte delle domande importanti (e anche critiche, perche’ di critica se ne e’ vista poca di sensata) siano state cautamente evitate.
        Extra point: Fittipaldi ha sbagliato nei toni, secondo me non troppo nei contenuti. Ma trovo curioso che sia scattato subito il fact checking fino all’Opus Dei. Comunque, se proprio proprio, raccomandato per raccomandato…eddai non entriamo in questa discussione se ci sta di mezzo Di Maio.

  • Grazie per l’articolo.

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