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Comey va, Kellyanne torna? Trump conta balle e come traballa!

Trump licenzia il capo dell'FBI e rischia così di essere a sua volta licenziato

Trump Conway

Kellyanne Conway (prima a sin) nei primi giorni dell'amministrazione Trump, mentre alla Casa Bianca osserva il presidente firmare un ordine esecutivo (Foto Wikimedia Commons/White House)

James Comey, lo stesso uomo che, a 11 giorni dalle elezioni, danneggiò gravemente la campagna di Hillary Clinton, ora potrebbe diventare il cavallo di Troia dei democratici per espugnare la Casa Bianca di Trump trasformata, in poco più di cento giorni, in un mattatoio della democrazia

I presidenti, si sa, devono la loro fortuna anche agli uomini di cui si circondano e Donald Trump non fa eccezione; infatti, nei giorni in cui lancia un nuovo attacco al sistema democratico a stelle e striscie, toglie dalla naftalina il suo miglior soldatino e lo manda all’arrembaggio. E per parlare del ritorno di Kellyanne Conway e di altre facezie, è il momento delle supposte della settimana.

Io amo Kellyanne. Lei è insieme una donna, un uomo, un mastino e una strega e, soprattutto, è la persona più arrogante dello staff presidenziale, dotata di una voce melliflua che lei parla e a me viene la cellulite. Per molte settimane, era stata messa nel deposito dei rifiuti tanto che tutti ci chiedevamo dove fosse finita, ma, appena Donald ha avuto bisogno di un lanciafiamme per sostituire quel mollaccione di Sean Spicer, si è ricordato di lei. Kellyanne, che deve il suo nome alla bisnonna di Roccarainola (che diceva sempre “Chell’ Ann si deve trovare un uomo che la tiene a bada perchè è troppo nsist (dalla lingua napoletana: insistente, testarda)” oppure “Chell’ Ann’ dice semp’ bugie e si pensa che qua ci stanno i fessi“), fa parte della categoria di quelli che “ti tirano i paccheri da dentro le mani“, ma tu sei contro la violenza e allora ti fai venire l’ulcera e imprechi assai perchè il capo suo ti vuole pure togliere l’assistenza sanitaria. Quella è capace di far perdere la calma persino a Anderson e Chris che poi a me verrebbe da dire “Uè Annarè ma tu li hai visti bene a questi due quanto sò belli? E jamm’ veditene bene un po’ che ti devi sciroppare sempre a quel chiattone del tuo capo e ti sei fatta secca secca e arraggiata. Fai amicizia, socializza, non stizzire a tutti quanti che sembri una vipera anche se ti metti i vestitini da femmina. Annarè, tu quando dici le fesserie e quelli te lo fanno notare, fai gli occhi vicini vicini che se per caso passa un bambino davanti alla tv lo terrorizzi che nemmeno 6 ore ininterrotte di Giovanni Mucciaccia riescono a calmarlo”

La verità è che “Chell’ Ann” era l’unica che poteva tenere testa ai giornalisti perchè lei, quando dice le bugie, ci crede veramente e pensa davvero che tutti quelli che l’ascoltano sono come a Sean Spicer. Quello SS si è messo tanta paura delle domande dei giornalisti che si è andato a nascondere nei cespugli della Casa Bianca per non farsi trovare. Io, confesso, che quando ho sentito la notizia ho avuto un momento di entusiasmo perchè ho pensato che SS si fosse imboscato per andarsi a sbaciucchiare con qualcuna perchè, diciamolo, chi di noi, quando teneva 15 anni non si è andato nascondendo da occhi indiscreti per un po’ di amoreggio. Cioè io già me lo vedevo essere colto in fallo, senza doppi sensi, mentre, che so, giurava eterno amore al capo degli usher della Casa Bianca, licenziata da Trump, pregandola di bere una pozione di finto veleno per fare i  morti e poi amarsi liberamente in un altro mondo, senza quella serpe di Kellyanne. E, invece no. Quello SS si era proprio nascosto perchè sapeva che nessuno, ma veramente nemmeno, che so, Melania, avrebbe creduto al fatto che Comey era stato licenziato per quello che aveva fatto a Hillary. Chell Ann è più brava a dire cose assurde, ma lui se la faceva proprio sotto. Ma fosse che si era nascosto per questo? Sicuramente abbiamo più dubbi sulle sue ragioni che su quelle per le quali il presidente ha dato il benservito al capo dell’FBI.

Il quale, Donald Trump, presidente degli Stati Uniti (e non ridete ogni volta che lo dico) sta pubblicando una serie di tweet in perfetto linguaggio mafioso, il suo preferito, e oltraggiosi verso i principi basilari della democrazia. I miei preferiti (ma io finirò questo pezzo prima che lui finisca il suo delirio) sono: quello in cui “avverte” Comey circa l’esistenza di possibili registrazione delle loro conversazioni, quello in cui difende i suoi bugiardissimi impiegati dicendo che essendo lui cosi “attivo” non possono sempre dire la verità e quello in cui minaccia di non fare più conferenze stampa ma mandare solo dei comunicati scritti così da evitare le domande. Il presidente, che licenziando Comey ha fatto rivoltare nella tomba persino Richard Nixon, ha, infatti, durante un’intervista con Lester Holt, smentito tutto ciò che Chell Ann e SS avevano detto affermando di aver preso la decisione da solo tempo fa (e non dopo la lettera di Session) e di aver personalmente chiamato Comey per chiedere notizie delle indagini a suo carico almeno in un’occasione (cosa peraltro illegale). Smentita anche l’ipotesi avanzata dai suoi scagnozzi che il capo dell’FBI avesse perso la fiducia dei suoi collaboratori: Andrew G McCabe, che al momento è reggente dell’agenzia, ha distrutto questa e altre bugie in una testimonianza epica. Per non parlare del fatto che il NYT, fonte da sempre di notizie false secondo il Donald, racconta di una cena dello scorso gennaio, durante la quale Comey si rifiutò di giurare fedeltà assoluta a Trump e non lo baciò in bocca come Vladimir aveva stabilito. La verità, tristissima, perchè ancora pretestuosamente ignorata da tanti, è che questo personaggio è inaffidabile e tiene al suo paese come io tengo alle mie smagliature. Tanto che durante un incontro con Sergey V. Lavrov, il ministro degli esteri russo e Sergey I. Kislyak ambasciatore di Mosca in USA, non ha esitato a tenere fuori al stampa americana lasciando l’accesso solo ai giornalisti russi. Il fatto che i repubblicani siano silenti di fronte a tanto scempio è, però, il vero elemento tragico di tutto. Di cui dovranno rendere conto per molto tempo  al paese, quando Trump sarà tornato a condurre qualche talk show su “Dasvidania TV”.

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